Resto al Sud. Il nuovo progetto di Invitalia e Gambero Rosso

6 Dic 2022, 15:39 | a cura di Gambero Rosso
Resto al Sud è l’incentivo che sostiene la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali nelle regioni del Sud Italia, nelle aree del cratere sismico del Centro Italia e nelle isole minori. Ecco a chi è rivolto.

Investire nel Mezzogiorno? Sì, si può. E lo si può fare puntando sulla qualità dell'offerta e sull'etica del lavoro. Invitalia - Agenzia nazionale per lo sviluppo del Paese, di proprietà del Ministero dell'Economia, nella gestione del programma di intervento “Resto al Sud”, ha vagliato migliaia di progetti, finanziandone quasi 14.000. Tra le imprese avviate grazie al sostegno finanziario assicurato da Resto al Sud, Gambero Rosso ha individuato una sessantina di storie che, oltre ad essere rappresentative degli obiettivi perseguiti dall’incentivo, sono anche particolarmente virtuose dal punto di vista enogastronomico. Ma andiamo con ordine.

Resto al Sud. Cos'è?

Resto al Sud è l’incentivo che sostiene la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali nelle regioni meridionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria) e nelle isole minori. È rivolto a chi ha un’età compresa tra 18 e 55 anni e i fondi stanziati ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro. L’incentivo copre il 100% delle spese necessarie per realizzare le nuove iniziative, con un finanziamento che può arrivare fino a 200.000 euro (nel caso di società composte da almeno quattro soci) e un contributo a fondo perduto (da non restituire) pari al 50% dell’investimento complessivo.

Resto al Sud. La pubblicazione

In collaborazione con il team di Invitalia, la redazione di Gambero Rosso ha selezionato sessantasei imprese, variamente localizzate nei territori di intervento di Resto al Sud, accomunate dalla volontà dei protagonisti di investire nella e per la propria terra, valorizzandone le vocazioni produttive più prossime al mondo del “Food and Beverage”. Una pubblicazione che vuole andare oltre la narrazione stereotipata di un Sud condannato ad essere “sempre in ritardo”, perché quello che emerge dalle storie raccontate è esattamente il contrario: è possibile per i giovani meridionali darsi una prospettiva di lavoro e di futuro senza esser costretti a cercarla altrove, mettendosi in proprio e facendo leva sul talento, su un buon progetto e sulla opportunità di avvalersi di un incentivo dedicato ed efficace. E non solo: si possono avviare imprese in grado di diventare “testimonial” delle nuove traiettorie di sviluppo sostenibile, come dimostrano le menzioni speciali assegnate a cinque iniziative “emblematiche” in rapporto ad uno dei seguenti temi: legalità, transizione digitale, inclusione sociale, sostenibilità ambientale ed economia circolare. Le 5 imprese saranno anche premiate il 30 gennaio 2022 in occasione della presentazione della pubblicazione.

Resto al Sud. A chi è rivolto e cosa finanzia

Le agevolazioni sono rivolte agli under 56 che:

  • sono residenti nelle aree di intervento dell’incentivo al momento della presentazione della domanda. Ai fini della concessione del finanziamento, è riconosciuta la possibilità di trasferire la propria residenza nei suddetti territori entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dall’approvazione del progetto d’impresa;
  • non risultavano già essere imprenditori alla data del 21/06/2017;
  • non hanno beneficiato di altre misure di intervento nazionali, nel triennio precedente alla presentazione della domanda di agevolazione;
  • non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

L’incentivo si rivolge a:

  • imprese costituende o costituite dopo il 21/06/2017;
  • liberi professionisti che, nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda, non erano già titolari di partita IVA per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta.

Sono finanziabili i progetti di start up o sviluppo d’impresa nei settori: industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, turismo, commercio.

Resto al Sud in numeri

  • 13.650 imprese finanziate, di cui il 40% a titolarità femminile
  • 960 mln di investimenti attivati
  • 37.600 nuovi posti di lavoro creati
  • il 70% dei neo-imprenditori, in larga parte under 35, era disoccupato al momento della concessione del finanziamento
  • il 50% delle imprese nate nel settore ICT - negli ultimi quattro anni e nei territori di intervento – è stato finanziato da Resto al Sud
  • il 97% delle iniziative finanziate non sarebbe stato avviato (ovvero l’investimento sarebbe stato comunque realizzato, ma in misura decisamente più contenuta, in altri territori o con tempi più lunghi)
  • il 15% dei neo-imprenditori non sarebbe rientrato (spesso dall’estero) nella terra d’origine
  • l’83% dei neo-imprenditori, già residenti nelle regioni di intervento, sarebbe stato costretto a “cercare fortuna” altrove

per saperne di più: invitalia.it

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