Detonante e anticonformista saprà sicuramente arricchire un soggiorno a caccia di scoperte ed emozioni golose.

Veduta della città di Zurigo – foto Svizzera Turismo

 

Rico’s

In un paesino a venti minuti dal centro della città, Küsnacht, sulla Costa d’Oro del lago di Zurigo, un cartello molto discreto segnala il ristorante Rico’s: una casa che non dà certo nell’occhio. La porta si apre su un palazzo dai colori caldi; all’interno si rincorrono riverberi rossi, dorati e specchi in un mondo popolato di spiritose sculture – come il nano da giardino che suona la fisarmonica – e grandi vasi eleganti. Un’atmosfera che va diritta all’essenza: non siamo in un semplice ristorante, ma in una Kunststuben, ovvero un locale d’arte.

 

La Kunststuben, ovvero il “locale d’arte” di Rico: un palazzo dai colori caldi foto Philipp Rohner

Dell’artista, lo chef Rico Zandonella ha il gusto: adora la moda e il design e segue le tendenze nascenti nella vivace Zurigo, dove vive da trent’anni, o nella vicina Milano che visita regolarmente. Il parallelo tra arte e cucina è oggi tentato da molti suoi colleghi,  ma sono pochi gli esempi davvero riusciti che si riescono a trovare in giro. I piatti di Rico, invece, sono tanto concreti così come molto pittorici, ognuno è un quadro. E poiché si mangia anche con gli occhi, la soddisfazione a questa tavola raddoppia, godendo prima della composizione, per poi letteralmente far esplodere nel palato tutti questi colorati sapori. La gioia di Rico si vede e si gusta nella sua cucina. Amante della sorpresa, Zandonella sa dosare le sue doti e riesce a non crollare mai in banali cadute di stile. Gli equilibri nella sua cucina sono assortiti con maestria: una grande modernità, ma con solide basi classiche; estetica, ma anche sostanza; abbondanza di colori, ma pochi gusti e ben distinti; sapori forti, ma senza esagerazioni. Insomma, tante ispirazioni gestite con grande rigore, opulenza nel decoro e grande semplicità nell’accoglienza. Nella vita di tutti i giorni Rico si veste volentieri con una colorata esuberanza, ma al ristorante lo vedrete sempre uscire dalla cucina con una sobria camicia nera e un grembiule verde, come un giardiniere che curi attentamente il suo piccolo eden personale.

Nella vita di tutti i giorni lo chef Rico Zandonella si veste volentieri con una colorata esuberanza – foto Michael Wissing BFF

 

I numerosi habitué di Rico’s si aspettano sempre un saluto dallo chef, che si destreggia tranquillamente con cinque lingue. Zandonella, che è nato in Ticino, da padre svizzero e madre francese, rivive ai fornelli l’eredità della sua famiglia con una cucina in cui la Svizzera fa da mediatrice tra Italia e Francia aprendo uno spazio di libertà che rivoluziona i piatti tradizionali. Per esempio la sua creazione più rappresentativa è la “Rico’s Carbonara”: taglierini, uova Onsen (ottenute secondo una tecnica di cottura giapponese), foie gras e tartufo del Périgord. Una cucina che usa un po’ d’Italia (non manca mai una pasta in menu), una fetta di Francia (come i prodotti di alta gastronomia), un pizzico di esotico (zenzero, vaniglia…) e una bella dose elvetica: il pepe per esempio viene dalla Valle Maggia, l’uva americana dal Ticino, gli asparagi selvatici raccolti nei boschi, le barbabietole e le uova che provengono dai contadini vicini. Rico ha fatto anche una scelta strategica: gli ingredienti viaggiano, lui resta sempre nel ristorante per i suoi ospiti. Niente eventi e show gastronomici. Così, in quarant’anni di cucina, Rico Zandonella ha creato la sua firma e il suo stile fatto di originalità e costanza. Perché, come amava ripetere Yves Saint Laurent, le mode passano, lo stile rimane.  

 

Uno dei piatti d’autore di Rico: Lasagnetta di scampi con zucchine e melograno, zabaione al limone, fiori di zucchine ripieni di scampi
foto Michael Wissing BFF

 

Fermenti culturali e cocktail esplosivi

In estetica quello che conta è la qualità” scrisse il poeta Hugo Ball nel suo Manifesto Dada, redatto a Zurigo nel 1916. Pur essendo uno chef e non un artista, Rico sicuramente concorderebbe con questa frase. Pochi sanno che proprio a Zurigo nacque il movimento artistico Dada, che da qui conquistò il mondo. Anticonvenzionale e rivoluzionario, il movimento si formò nel leggendario Cabaret Voltaire, oggi nuovamente aperto al pubblico. Nel 2016, in occasione dei 100 anni della nascita della corrente artistica, la città fa rivivere ai suoi visitatori il Dadaismo grazie a un fitto calendario di serate a tema, mostre, balli, performance e appuntamenti vari.

Il Museo Kunsthaus di Zurigo – foto Svizzera Turismo

 

A pochi passi dal Cabaret Voltaire sorge il Kunsthaus di Zurigo: il museo ospita la più grande collezione di arte presente in Svizzera, dal Medioevo al Ventesimo secolo, con un focus sull’arte elvetica grazie alle sezioni dedicate ad Alberto Giacometti e a Ferdinand Hodler.

A meno di dieci minuti a piedi, s’incontra il negozio Schwarzenbach, gestito da cinque generazioni (150 anni) dalla stessa famiglia. Una caverna di Ali Babà con 3.000 prodotti un tempo definiti “coloniali”: caffè, tè, frutta secca, pasta, spezie, biscotti, miele, oli, che hanno influenzato la cultura alimentare e le ricette dei gourmand di Zurigo. Incamminandovi per altri dieci minuti, ecco Honold, pasticceria familiare fondata nel 1905 specializzata in cioccolati, praline e marzapane, ma anche sconese canapèper un afternoon tea british style da farsi servire nella Tea Room.

Per gli amanti dei prodotti più fortemente svizzeri – salsicce e formaggi, liquori e cioccolato – merita una visita Berg und Tal (Montagna e Valle), angolo di alimentari elvetici di produzione artigianale: vale la pena andare anche solo per visitare la location, nota come Im Viadukt: un antico viadotto ferroviario con 36 volte, ciascuna trasformata in ristorante, boutique o negozio di artigianato o di design. Una vera chicca per gli amanti della qualità.

Tra quartieri post-industriali e zone storiche, il centro di Zurigo si può visitare comodamente a piedi. L’Hotel Baur au Lac, da 165 anni proprietà della stessa famiglia, è situato in una posizione perfetta per le escursioni cittadine.

Rico, da parte sua, raccomanda di andare a fine pomeriggio per un cocktail nel bar Kronenhalle che si è assicurato uno dei migliori barman del mondo. Yves Saint Laurent veniva spesso qui, e con lui Coco Chanel, Picasso, Alberto Giacometti o James Joyce. Roger Moore ci va ancora per un Dry Martini ogni tanto, e come James Bond lo prende shaken not stirred, agitato non mescolato. Una bella scossa di cui la città saprà sicuramente arricchire un soggiorno a caccia di scoperte ed emozioni golose.
 

Luxemburgerli – foto Zurigo Turismo

 

Rico’s | chef Rico Zandonella 2 stelle Michelin | 18 punti Gault Millau | Küsnacht | Zurigo

www.ricozandonella.ch

Zurigo | www.zuerich.com

Schwarzenbach | www.schwarzenbach.ch

Im Viadukt | www.im-viadukt.ch