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vino

Etna Bianco Sup. Kudos 2019

Sicilia
bianco

Descrizione

LA VIGNA | Un giardino di vecchissimi alberelli di carricante, tra muretti a secco e vecchie case in pietra in quel di Milo, sul versante nord-est dell'Etna, a circa 750 metri di quota. La Contrada si chiama Rinazzo, una terrazza naturale con gran vista sul Mar Ionio, le piante affondano su uno strato spesso di ceneri scure e sabbie vulcaniche. La vigna, circa un ettaro è il frutto di un graduale passaggio di eredità ed esperienze, a partire dal bisnonno Santo di Maio che partì per l'Argentina nell'Ottocento per poi tornare a Milo, quindi la passione del figlio Alfio (al quale è dedicato il vino Affiu) nel curare questi alberelli intrecciati. Il patrimonio viticolo è stato ripreso dai cugini Luca Patanè ed Andrea di Maio. Ed ecco che entra in gioco l'enologo Federico Curtaz che da qui produce il Kudòs, la prima vendemmia è il 2018. Kudos in greco è un'espressione che indica i valori che si tramandano da padre in figlio, un omaggio all'eredità di una vigna dal valore speciale.

LA PERSONA | Federico Curtaz è un valdostano, un montanaro con pochi filtri perfettamente calato sulle pendici dell'Etna. Non ama gli eventi pubblici, di poche parole, diretto, è agronomo ed enologo. Ha lavorato per 15 anni con Gaja, ma non ne parla mai, lavora consulente per diverse cantine da nord a sud. Di sicuro, è riuscito a interpretare la complessità sapida dell'Etna come pochi altri. Fino al 2015 avevamo apprezzato il suo lavoro per Tenute di Fessina, per poi ritrovarlo in proprio dall'annata 2016. "Cosa mi piace del Kudos? Assaggio molto vini etnei, molto più del mio inizio. E trovo tanti tentativi di allontanarsi verso avventure arancioni, da una parte, o vini troppo magri e acidi, dall'altra. Questo è un vino territoriale, anche per ph e acidità, ma ha un'eleganza che quel luogo lì gli dà, e che è inarrivabile. Un tratto che c'è sempre, nell'annata magra come in quella più grassa. Parla di quel luogo lì.

IL VINO | La 2019 è stata una vendemmia complicata a Milo, complici violente grandinate, le uve sono state raccolte a fine ottobre. Come tanti vini di Federico, il vino parte lento, sottile e delicato. Il naso offre primi sentori di nocciola e camomilla, burro di montagna e cedro. Paradossalmente, scaldandosi nel bicchiere i profumi diventano più freschi e fragranti, toni di anice e melone bianco. Al palato entra in punti di piedi, ha uno sviluppo sussurrato, ci colpisce in particolare per un andamento arioso, altalenante e finissimo: il vino va e viene sul piano aromatico, diventa prima più denso e poi più fluido e continuo. Procede per folate, per poi sfoggiare un'accelerazione sapida a dir poco vivida e profonda. Il finale è ricco di contrappunti e richiami, dalla roccia bagnata, le erbe mediterranee, le spezie. Il carattere è gentile, qui il legno è calibrato a livello sartoriale. Chiude lunghissimo, puro e armonico. Una sinfonia etnea!

Abbinamento
gambero rossi di Sicilia o sogliola alla mugnania

Valutazione

Centesimi
97
/100 
degustato il 21/06/2022

Dettagli

Tipologia
bianco
Denominazione
Etna Bianco Sup.
Regione
Sicilia
Struttura
Medio corpo
Longevità
2022 - 2037
Prezzo
€ 45,00
Produzione
3000 bottiglie
Vitigni
Carricante 100%
Maturazione
10 mesi in botte
18 mesi in vetro
Selezione
Vini Rari
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