Parigi, 21 Giugno 2023, solstizio dโestate. Nella capitale francese alle 21 e 30 il sole non era ancora tramontato e dal ristorante Jules Vernes, al secondo piano della tour Eiffel, le luci del calar del sole su Parigi offrivano uno spettacolo da fissare nella memoria e nello smartphone. Ma il protagonista principale non era di certo il tramonto e neanche, almeno per questa volta, lo chef stellato Frรฉdรฉric Anton che dirige le cucine dellโinsegna che domina la cittร . La star, questa volta, era il Lambrusco. Sรฌ proprio cosรฌ. Il brioso vino emiliano ha pensato in grande e ha scelto di presentarsi al mondo, partendo appunto dal simbolo della metropoli francese. In effetti, non vโรจ dubbio che il Lambrusco goda di un periodo positivo e, pensando al futuro, lo vediamo in forte ascesa. Senza dimenticare che รจ uno dei prodotti dellโenologia italiana piรน conosciuti e diffusi al mondo.
Un anno fa la copertina del Gambero Rosso di aprile (edizione del Vinitaly) titolava โร lโanno del Lambruscoโ. I mesi son trascorsi e la bollicina emiliana conquista fette di un pubblico variegato e trasversale. Dโaltronde non si parla piรน solo di quel vinello abboccato, semplice, buono unicamente perchรฉ idoneo allโabbinamento con la cucina del territorio. Ora la partita si gioca su sei denominazioni, diversi metodi di vinificazione (dal metodo ancestrale al Martinotti, passando per il metodo classico) e ben 12 varietร diverse, per cui รจ piรน giusto parlare della grande famiglia del Lambrusco. Famiglia saldamente unita da un unico Consorzio, nato nel 2021 e frutto della fusione dei tre consorzi giร esistenti. Un atto epocale grazie al quale il Lambrusco ha iniziato a promuoversi con diverso spirito e carattere e lโiniziativa parigina sta lรฌ a dimostrarlo.
Tutto รจ nato un anno fa, grazie a unโintuizione di Giacomo Savorini, direttore del Consorzio: โMi sono presentato alla mia assemblea e, con decisione, ho fatto la proposta. ร ora di giocare in grande, di presentarci alla stampa internazionale in un luogo simbolo in Europa. Lo scetticismo, inizialmente, non รจ mancato โ ci dice โ ma pian piano, mentre si costruiva il progetto mattone dopo mattone, la maggior parte dei soci si sono convinti che stavamo facendo la cosa giusta. Da lรฌ lโidea. Una cena sulla torre Eiffel, al ristorante al secondo piano, con lo chef resident e altri tre chef ospiti a rappresentare il mondo. Lโaiuto del critico gastronomico Andrea Petrini, da anni residente in Francia, รจ stato fondamentaleโ. Tutto รจ iniziato con la masterclass condotta da Gabriele Gorelli, unico Master of Wine italiano. Rediscovering Lambrusco: terroirs, styles, savoir-faire il titolo della degustazione tenuta sempre sulla Eiffel davanti a 30 giornalisti provenienti da tutto il mondo. โIl Lambrusco non รจ un vino โ esordisce Gorelli โ ma un universo incredibile formato da varietร diverse, suoli diversi, metodi di vinificazione e territori diversi. Ma soprattutto rappresenta il sapere, la cultura, la tradizione delle persone che abitano le province di Modena e Reggio Emiliaโ. Poi il tasting, condotto magistralmente, con 14 vini, in cui i presenti hanno davvero potuto apprezzare le differenze del Lambrusco, capitanate dalle tre varietร principali โ Sorbara, Salamino e Grasparossa โ ma soprattutto dai tre metodi di vinificazione.
Lโesordio non poteva che essere migliore e giร bastava a sorprendere il pubblico: un Lambrusco di Sorbara Metodo Classico prodotto dalla Bellei, il Puro: vinificato in bianco, annata 2013, sboccato nel 2021 e incredibilmente integro, complesso, elegante, sfaccettato. Lo stupore arriva anche da due grandi produttori di Champagne, Benjamin Vitrac a rappresentare Jacquesson e Vincent Legras della maison Pierre Legras, ospiti dโonore e chiamati per un buon bicchiere (un ulteriore complimento al gesto del Consorzio, visto che la partita si giocava in casa loro, ndr) da abbinare a una bella scaglia di Parmigiano Reggiano frutto di una forma intera aperta per lโoccasione, prima della cena. Anche il celebre formaggio era partner dellโiniziativa e con lui anche il Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale, Apt Servizi Emilia-Romagna (ente preposto alla promozione delle attrattive turistiche della Regione Emilia-Romagna) e le Camere di Commercio di Modena e di Reggio Emilia.
Diviso in piรน sale il Jules Verne รจ davvero un ristorante suggestivo. Si trova al secondo piano della celebre torre e dalle vetrate si puรฒ ammirare tutta Parigi. Lo chef resident รจ Frรฉdรฉric Anton e dirige la cucina dal 2019, anno in cui il ristorante รจ stato ristrutturato. Ad affiancarlo per lโoccasione lo chef Philip Rachinger, del ristorante Mรผhltalhof a Neufelden, in Austria e dalla coppia nippo-argentina formata Chiho Kanzaki e Marcelo Di Giacomo, entrambi chef del ristorante Virtus a Parigi, da loro fondato. Il Lambrusco incontra quindi le cucine di quattro cuochi diversi, figlie di esperienze, ingredienti e tecniche che arrivano da tutto il mondo. Il perchรฉ di questa scelta ce lo racconta Claudio Bondi, Presidente del Consorzio, che dร il benvenuto agli ospiti: โCiรฒ che ha reso celebri i nostri Lambrusco e li ha portati ad essere presenti in oltre 90 Paesi nel mondo รจ la versatilitร e la capacitร di abbinarsi d esperienze culinarie completamente differenti. Se la Germania e gli Stati Uniti rappresentano i mercati dai volumi piรน importanti il Lambrusco รจ presente in tanti altri Paesi, dal Giappone al Messico. In considerazione della sua vocazione internazionale abbiamo dato vita a un appuntamento che ci consentirร di incontrare periodicamente degustatori e giornalisti da tutto il mondo e raccontare cosรฌ le caratteristiche distintive delle nostre bollicine nelle loro diverse interpretazioniโ.
Si inizia. Ad aprire le danze gli amouse-bouche di Anton: tartelletta di pomodoro croccante e granchio al drangoncello e mela verde, abbinati al Lambrusco di Sorbara Puro โ13 di Bellei. Poi lโantipasto, sempre dello chef resident: scampo arrosto, crema di Parmigiano, gelatina di barbabietola, abbinato al Reggiano Cadelvento Rosรฉ di Venturini Baldini. Il primo รจ ad opera della coppia che lavora a Parigi: raviolo di agnellino da latte, salsa di nasturzio, furikake (condimento essiccato ottenuto tradizionalmente da pesce, sesamo, alghe, sale e zucchero) di Parmigiano, aceto balsamico tradizionale di Modena invecchiato 25 anni abbinato al Lambrusco Salamino di Santa Croce โDedicato ad Alfredo Molinariโ della cantina Carpi e Sorbara. E la volta poi di Rachinger che si cimenta con testina, animelle e stinco di vitello, asparagi fermentati e riso dโorzo ai fiori di sambuco, abbinato al Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Sbiadรฌ di Fattoria Moretto. La conclusione, dolce, รจ affidata al padrone di casa. Suo il cioccolato servito in tre versioni: soufflรฉ caldo, gelato alle fave di cacao e gavotte (sfoglia croccante). Abbinamento inusuale ma centrato grazie al Reggiano Remigio Rosรฉ di Caโ dei Medici, tipologia dolce frutto del lambrusco Marani.
Ora si pensa giร allโevento di New York del 2026, ai due eventi italiani dei prossimi anni, ma soprattutto a non perdere mai di vista lโobiettivo principale: elevare sempre piรน il Lambrusco – pardon, i Lambruschi โ a prodotti di prestigio, presenti nellโalta ristorazione, come in quella regionale, considerati al pari di altri ben conosciuti vini italiani e visti come grande esempio di biodiversitร (varietale e territoriale), ma soprattutto come uno dei grandi prodotti della piรน nobile tradizione agricola emiliana.
Il Consorzio Lambrusco comprende circa 70 soci che, tra Modena e Reggio Emilia, coltivano uve Lambrusco su oltre 10.000 ettari. Il Consorzio di Tutela รจ nato nel gennaio 2021 dalla fusione di tre realtร : Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, Consorzio Tutela e Promozione dei Vini Reggiani DOP e Consorzio Tutela Vini Reno. Il Consorzio รจ incaricato della tutela e della promozione di ben otto denominazioni: Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, Lambrusco di Sorbara DOC, Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC, Modena DOC, Reggiano DOC, Colli di Scandiano e di Canossa DOC, Reno DOC e Castelfranco Emilia IGT. Sono circa 50 milioni le bottiglie di Lambrusco DOC prodotte ogni anno. A queste si aggiungono oltre 100 milioni di bottiglie di Lambrusco Emilia IGT. Nel loro complesso, i vini sono esportati per il 60% del totale.
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