Quattro anni. Tanto è durato l’incubo giudiziario che ha travolto lo chef Marco Sacco e sua moglie Raffaella Marchetti. Una vicenda che li ha portati dalla condanna in primo grado all’assoluzione piena in appello, ma che ha lasciato macerie pesanti. Due stelle Michelin perse, prenotazioni cancellate e un grave danno reputazionale. La Corte d’Appello di Torino ha ribaltato completamente la sentenza di marzo 2024 che aveva inflitto a entrambi due mesi e venti giorni di reclusione per lesioni colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. A richiedere l’assoluzione è stata la stessa Procura generale, sconfessando l’impostazione del pubblico ministero di Verbania che in primo grado aveva chiesto otto mesi. La formula utilizzata non lascia margini di interpretazione: «Il fatto non costituisce reato». Ma cosa è accaduto davvero?
Tutto inizia nel luglio 2021, quando il Piccolo Lago – prestigioso due stelle affacciato sul lago di Mergozzo – ospita un banchetto nuziale. Nel menù figura un risotto con vongole crude molto gettonato che si rivelerà tuttavia un boomerang. Poche ore dopo il termine della cena, una cinquantina tra gli invitati accuseranno i sintomi di un’intossicazione alimentare. Le analisi riveleranno la presenza di norovirus nei molluschi, un agente patogeno subdolo che non modifica né sapore né odore degli alimenti. Da qui le verifiche dei Nas che, pur certificando condizioni igienico-sanitarie impeccabili nelle cucine del locale, daranno il via al processo, con 53 persone costituitesi parte civile.

Ma la difesa imposta la strategia su un punto fermo. I bivalvi provenivano dalla Francia, erano stati importati da un’azienda italiana, e nel ristorante erano stati semplicemente serviti crudi seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. Nessuna lavorazione, nessuna trasformazione. Il Piccolo Lago si era limitato a portarli in tavola così come ricevuti. Una tesi che evidentemente ha convinto i giudici di secondo grado e la Procura generale. «Siamo soddisfatti che un professionista di livello internazionale sia stato riabilitato per un evento del quale non aveva responsabilità ”, hanno commentato i legali dopo la sentenza. Eppure, sottolineano, «Sacco ha comunque subito conseguenze gravissime per la sua immagine».
Già , perché l’assoluzione in tribunale non cancella i danni subiti. La Guida Michelin 2025 ha cancellato il Piccolo Lago dal suo olimpo. Le due stelle conquistate con anni di lavoro sono sparite, insieme al locale stesso, dalla pubblicazione. Una decisione che molti nel settore avevano collegato alla vicenda giudiziaria ancora in corso. Eppure il bis nella Rossa rappresentava decenni di lavoro. Classe 1965, figlio di ristoratori, Sacco aveva praticato windsurf nella nazionale prima di dedicarsi ai fornelli. La prima stella arriva nel 2004, la seconda consolida una reputazione basata sul pesce d’acqua dolce. Nel 2020 conquista anche una stella con Piano35 a Torino, il ristorante più alto d’Italia.
In questo senso la sentenza non chiude la vicenda. La difesa annuncia che studierà le motivazioni “per capire se ci sono responsabilità di altri soggetti rimasti fuori dall’inchiesta”. Se lo chef era innocente, qualcun altro lungo la filiera delle vongole francesi dovrebbe rispondere dell’accaduto. Ma la questione più scottante è se e come la Michelin restituirà il riconoscimento al Piccolo Lago.
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