Attivismo

Lo chef di Detroit che difende la cucina palestinese

Omar Anani, proprietario e chef (pluripremiato) di Saffron De Twah a Detroit e di The Twisted Mitten, primo food truck halal del Michigan, vuole cambiare la narrazione sui palestinesi mediante il cibo

  • 06 Marzo, 2024

Lo chef di origini palestinesi-egiziane Omar Anani ha lanciato una serie di pop-up itineranti dove cucina piatti tipici palestinesi. Obiettivo? Promuovere la cucina palestinese, spesso oscurata da una generica โ€œcucina mediorientaleโ€.

Ristorante palestinese? “Ho dovuto chiamarlo marocchino”

ยซSono arrivato al punto della mia carriera in cui voglio essere orgoglioso della mia origine palestinese. Voglio essere fiero delle cose che ho sempre nascostoยป, ha dichiarato Omar Anani a Eater Detroit. Anani รจ cuoco e proprietario di Saffron De Twah, premiato nel 2019 come โ€œristorante dell’annoโ€ sempre da Eater, e del food truck halal The Twisted Mitten. Lo chef di origini palestinesi-egiziane ricorda di quando da piccolo si alzava prima dell’alba e si faceva un bagno per ยซtogliere il colore pensando che se fossi stato piรน bianco mi sarei adattato e la gente non mi avrebbe piรน preso in giroยป, racconta a Eater Detroit, o di quando i genitori si opposero all’apertura di un suo ristorante presentandolo come palestinese, e alla fine Anani ha dovuto optare per il โ€œristorante marocchinoโ€ per il quale poi รจ diventato famoso. ยซNel corso della mia carriera ho temuto il modo in cui le mie radici palestinesi-egiziane sarebbero state percepite. Ora non piรนยป.

Omar Anani difende la cucina palestinese

La cucina palestinese esiste e lotta pure lei

Ora Anani ha lanciato una serie di pop-up itineranti chiamati Shaebi (โ€œla mia genteโ€ in arabo) a Brooklyn, New Orleans, Washington e il 28 febbraio a Ditroit, all’interno del locale polifunzionale Folks, dove vengono proposti piatti tipici palestinesi per presentare una cucina distinta da quella che spesso viene definita, in maniera generica, โ€œmediorientaleโ€. Dall’insalata fatoush, al mousakhan fatayer, al mujadara, la cena a base di piatti palestinesi รจ anche un pretesto per ยซcombattere le molte narrazioni fuorvianti che circolano sul popolo palestinese. Non si tratta di far cambiare idea su una questione politica nรฉ su una questione religiosa. Si tratta di riunire la nostra gente, ovvero tutte le persone che sentono, guardano e credono come noiยป. Tra l’altro, parte del ricavato dell’evento a Detroit รจ devoluto ad Anera, un’organizzazione non governativa che fornisce assistenza umanitaria e altri aiuti ai rifugiati in Palestina, Libano e Giordania.

C’รจ ancora molta strada da fare

ยซCondividere la mia cultura รจ ciรฒ che mi guarisceยป, ha concluso Anani, per il quale questi pop-up rappresentano solo l’ultimo esempio di anni di impegno nei confronti delle questioni di giustizia sociale, di sensibilizzazione verso il popolo palestinese, anche prima dello scoppio dell’attuale conflitto tra Israele e Hamas – nel 2021 ha organizzato un pop-up a favore di Palestine Children’s Relief Fund, un’associazione statunitense che si occupa di fornire cure mediche gratuite ai bambini palestinesi malati e feriti – e di denuncia rispetto una sorta di โ€œemarginazioneโ€ della gastronomia palestinese: a fine 2023 ha accusato pubblicamente Uber Eats per aver spostato sulla piattaforma i ristoranti palestinesi, compreso il suo, dalla categoria “cucina palestinese” a quella “israeliana”. ยซQuesta mossa โ€“ scriveva Anani in un post su Instagram – non solo cancella l’identitร  palestinese, ma contribuisce attivamente alla soppressione della cucina e dell’identitร  palestinese su scala globale. Questa palese azione anti-palestinese รจ inaccettabileยป. La questione (nata per l’esattezza a Toronto, dove molti ristoratori si sono giustamente risentiti dal fatto di vedere i loro locali comparire tra le ricerche di cucina “israeliana”), poi, si รจ conclusa con l’annuncio di Uber Eats dell’introduzione della categoria โ€œpalestineseโ€ sulla propria piattaforma. Ma rimane un dubbio: se i ristoratori di Toronto non avessero protestato?

Se รจ vero che Uber Eats e Google finalmente hanno riconosciuto la cucina palestinese, รจ altrettanto vero che c’รจ ancora molta strada da fare. E molto da monitorare.

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