Cene private nelle stanze dello storico albergo-ristorante di Porta Palazzo, che asseconda una tendenza sempre più diffusa per far fronte alla necessità di ripensare l’ospitalità in hotel e al ristorante.
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San Giors. Come si trasforma uno storico albergo di Torino

Prima del lockdown le 13 stanze d’artista dell’Albergo-Ristorante San Giors – uno dei locali storici di Torino, anno di apertura 1815 – erano frequentate da attori, scrittori, artisti, giornalisti. L’angolo fra via Borgo Dora e via Milano è, in effetti, uno dei più caratteristici della città, a due passi dal grande mercato di Porta Palazzo, oggi quartiere multietnico, un tempo cuore della Torino popolare.

Simona Vlaic, la proprietaria del San Giors, ha avuto l’idea di trasformare tre delle camere in private dinner rooms (come abbiamo già visto a Roma, sulle terrazze dell’hotel Vilòn): via i letti, intervento del fotografo torinese Daniele D’Antonio per integrare le opere d’artista già presenti ed evocare con immagini gli arredi temporaneamente spariti, dentro tavoli e sedie. “Abbiamo lavorato molto bene con il delivery e alla riapertura il ristorante ha ricominciato subito ad attrarre clienti, mentre per le camere il telefono stenta a squillare; da qui è nata l’iniziativa di dedicarne qualcuna alla ristorazione”, spiega Simona Vlaic. Lei di formazione è architetto, e nel ristorante ha cercato di mantenere intatti gli ambienti “vecchio Piemonte” che sono valsi al San Giors l’ingresso nei Locali Storici d’Italia: palchetto lucido e scricchiolante, boiserie, vecchi specchi, sedie e tavoli in legno. Sopra, invece, spazio alla creatività di giovani artisti locali e internazionali.

Le private dinner rooms del San Giors

Come nella stanza numero 14 dove ci si accomoda a tavola con lo sfondo dell’opera floreale di Fabio Petani intitolata “Acido citrico & salvia officinalis”. Si cena in due, al massimo in quattro, una soluzione ideale per una serata romantica o un incontro fra amici. I plus, oltre all’intimità e alla riservatezza, sono la possibilità di essere seguiti da un cameriere dedicato, avere un bagno privato e il wi fi a disposizione.

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La scelta dei piatti è la stessa che hanno i clienti del ristorante al piano di sotto. La nuova carta estiva preparata dallo chef Paolo Ribotto arrivato al San Giors meno di un anno fa, punta sulla gran carpionata, un classico della cucina estiva piemontese.

La carpionatura del San Giors

Tradizione in tavola. La carpionata

I pezzi sono nove: milanese di vitello, milanese di pollo, polpetta di manzo e maiale, trota, capitone, alici, zucchine, asparagi, uovo al paletto. E, come per il bollito misto, che è stato il protagonista del delivery nel periodo invernale e primaverile, la carpionata è disponibile nella “burnia”, il vaso in vetro riutilizzabile, anche per le consegne a domicilio e il takeaway.

Paolo Ribotto si muove con un occhio ben saldo alla tradizione, come richiede la storia del locale che per generazioni di torinesi è stato uno degli indirizzi più classici per gustare il bollito misto e spunti più creativi maturati nelle precedenti esperienze professionali.

Risotto al San Giors di Torino

Fra i nuovi piatti che i clienti delle stanze d’artista possono scegliere ci sono anche i gamberoni scottati con parmentier di asparagi, la trippa alla piemontese tiepida con lenticchie di Colfiorito e porri croccanti. Arrivati ai primi non mancano gli agnolotti (ma in versione all’amatriciana) con fave e pecorino, i tajarin fatti in casa con scampi, asparagi, fiori di zucca, lime e zenzero, e il risotto verde di primavera ‘gli Aironi’ con robiola di capra “La Crava” di ‘Corbusier’. Gran parte dei prodotti lo chef li acquista direttamente al mercato che dista non più di 100 metri dal ristorante. Anche dai piccoli produttori che il sabato affollano la cosiddetta “Tettoia dei contadini”.  Nel menu le carni sono rappresentate dal petto di anatra scottato con erbette di campo e caramello di aceto di lamponi e dalla guancia di vitello con crema di piselli e pomodorini confit. Al momento del dessert, vengono proposti il semifreddo al cioccolato, composta di ciliegie e crumble al cacao, la cheesecake di burrata, frutti di bosco freschi e gelato ai piselli, i cannoli di sfoglia con crema alla vaniglia con fragole fresche e menta.

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La cena in camera è prenotabile dal martedì al sabato, a partire dalle ore 19,30. La quota fissa della prenotazione è di 15 € e copre le spese di sanificazione. Ogni singolo ambiente viene utilizzato una volta sola per serata.

 

San Giors – Torino – via Borgo Dora, 3 a – 011 521 6357 – www.sangiors.it

 

a cura di Dario Bragaglia