Il contadino altoatesino, celebre per la coltivazione di varietà rare di ortaggi del territorio alpino, vede minacciata la sua fattoria da un progetto legato al passaggio dell’alta tensione nel Comune di Barbiano. Anziché opporsi in modo sterile, suggerisce un’alternativa valida. E lancia una petizione per promuoverla.
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Chi è Harald Gasser

Poco più di un anno fa, in occasione del debutto del progetto Manna Organic in Alto Adige (cresciuto nel frattempo a comprendere una rete d’azione nazionale), tornavamo a parlare del lavoro di Harald Gasser, contadino custode altoatesino, titolare della fattoria Aspinger (Aspinger Raritaten) a Barbiano – in Valle Isarco – e fornitore di fiducia di tanti chef italiani, Norbert Niederkofler in testa. Un’opportunità in più per rileggere quasi vent’anni di impegno costante a tutela della biodiversità agricola del territorio altoatesino, da baluardo di un’agricoltura di montagna che sa rivelarsi varia e prolifica, a patto di seguire il ritmo delle stagioni, pianificando con cura il lavoro. Nel suo piccolo appezzamento di terreno – mezzo ettaro di superficie a 700 metri d’altitudine, attorno al maso di famiglia ereditato tra le montagne della Valle d’Isarco – Harald ha scelto molti anni fa, in tempi non sospetti, di essere custode di ortaggi rari e varietà antiche locali che rischiavano di sparire.

I prodotti della fattoria Aspinger

L’orto delle rarità di montagna

Partito con 200 varietà di frutta e ortaggi rari richiesti a una onlus austriaca che custodisce semi antichi, Harald ha iniziato con pazienza a coltivare il suo orto, e oggi coltiva in permacultura circa 800 varietà di verdure e piante (15 sono solo le differenti varietà di carote che il suo orto può fornire a chi è in cerca di rarità), programmando rotazioni rapide e rifiutando l’uso di chimica in campo. Così Harald Gasser è diventato un simbolo dell’agricoltura sostenibile altoatesina, invitato a prendere parte a convegni, conferenze e congressi gastronomici (protagonista, tra gli altri, anche del libro Cook the Mountain di Norbert Niederkofler).

La fattoria Aspinger in estate

Il pericolo dell’alta tensione

Ma ora la sua attività – la sua terra – è minacciata dal fuoco amico: il Comune di Barbiano, con benestare della Provincia Autonoma, vorrebbe far passare delle linee aeree di alta tensione proprio sulla casa e sul maso di Harald, nell’ambito di un progetto (necessario) per potenziare la capacità di trasporto energetico nella valle. Il primo progetto, in realtà, prevedeva la costruzione dei tralicci in una zona meno impattante a livello ambientale. Poi i piani sono cambiati. E lui, preoccupato per le sorti della fattoria e dei suoi ospiti, anziché opporre una protesta sterile “urlando” un secco rifiuto, ha scelto di offrire un’alternativa alla giunta provinciale che si occupa in questi giorni di prendere una decisione definitiva sulla questione. Con l’aiuto di un tecnico (l’ingegner Robert Carminati), infatti, Gasser ha individuato la possibilità di creare un tracciato sotterraneo per la zona interessata, soluzione a suo parere preferibile al passaggio aereo dei cavi dell’alta tensione sulla sua proprietà. E per ricevere il sostegno necessario a condurre la battaglia contro un progetto di cui non riesce a comprendere la bontà (non alle condizioni poste dall’amministrazione), Harald ha avviato una petizione online, che tutti possono sottoscrivere. L’obiettivo è semplice: chiedere il tracciamento sotterraneo delle linee dell’alta tensione a Barbiano-Saubach. Finora la soluzione alternativa, tecnicamente fattibile e più pulita, non è stata accolta dal sindaco del paese, nonostante miri a tutelare gli interessi di tutti i residenti e i proprietari terrieri di Barbiano, evitando l’abbattimento di alberi e il passaggio di cavi aerei sulle proprietà. Sono già 1400 i sostenitori che hanno firmato la petizione, ma è necessario sollecitare la partecipazione di più persone possibili. L’ultima parola spetterà alla società Terna, azienda costruttrice che ha in mano il progetto: se si raggiungerà un compromesso, la comunità di Barbiano e Harald potranno dirsi orgogliosi di aver tutelato il proprio territorio.

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foto di apertura di Alex Moling