Il celebre brand vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia passa sotto il controllo della storica famiglia toscana, che amplia il portafoglio di tenute in Italia. Due le cantine in portafoglio, a Dolegna del Collio e Farra d’Isonzo, per oltre 170 ettari vitati. Il management resta invariato. Renzo Cotarella: “Nessuna intenzione di ‘antinorizzare’ l’azienda”.
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Antinori acquisisce Jermann

Accordo tra Antinori e Jermann per l’acquisizione da parte della casa vitivinicola toscana della storica azienda goriziana. L’intesa prevede il passaggio di una maggioranza qualificata delle quote societarie alla famiglia Antinori, che prende il controllo della pluripremiata cantina di Dolegna del Collio, in provincia di Gorizia. Sull’entità economica dell’accordo le due società hanno scelto di non fornire ulteriori dettagli. La joint-venture Antinori-Jermann rappresenta un gemellaggio tra un brand familiare che nel 2020 ha chiuso il bilancio (dati provvisori) con 178 milioni di euro e un’azienda, anch’essa a conduzione familiare, che viaggia intorno ai 15 milioni di euro di ricavi, con una buona presenza in Italia, ma anche all’estero e, in particolare, in Germania e Stati Uniti. L’operazione arriva in una fase complessa da un punto di vista economico per tutto il mondo del vino, a causa dei risvolti della pandemia da Coronavirus, ma non appare collegata a eventuali squilibri finanziari.

L’accordo tra due realtà storiche del vino

Jermann possiede due cantine: oltre alla moderna sede di Ruttars a Dolegna del Collio (aperta nel 2007) c’è quella storica di Farra di Isonzo (località Villanova), distante appena 15 km, per oltre 170 ettari vitati complessivi (a cui se ne aggiungono 20 a seminativi e orticole). “È un’azienda in salute e pienamente autonoma. Da parte nostra” sottolinea al Gambero Rosso l’amministratore delegato di Antinori, Renzo Cotarellanon c’è alcuna intenzione di ‘antinorizzare’ la Jermann. Sarebbe completamente fuori luogo”. Il rapporto d’amicizia tra le due famiglie è di lunghissima data e ora si è concretizzato in un accordo di collaborazione che lascerà il management giuliano invariato: “Il ruolo di Silvio Jermann” aggiunge “e la sua partecipazione attiva saranno decisivi. Da parte sua, Antinori metterà a disposizione il suo modello organizzativo”.

La storia di Jermann

La cantina Jermann ha lontane origini mitteleuropee. Nel 1881 Anton Jermann, bisnonno di Silvio, giunse dall’Austria (Burgenland) a Villanova di Farra d’Isonzo dove diede inizio a una storia di famiglia fatta di successi e riconoscimenti a livello internazionale, grazie soprattutto al lavoro di Silvio a partire dagli anni ’70, che applica le sue conoscenze di enologia e apre al brand un nuovo corso. Il Vintage Tunina (blend di Sauvignon Blanc, Chardonnay, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana e Picolit, lanciato nel 1975) è una delle creazioni della casa goriziana tra le più celebrate dalla stampa specializzata e dalle guide enologiche. Nel 2016, Silvio Jermann è stato incoronato il produttore più rappresentativo dei vini bianchi italiani nel mondo. L’elezione è avvenuta a Roma, sotto l’egida di Gambero Rosso. Uno degli ultimi riconoscimenti è il Tre Bicchieri al Capo Martino 2018 nell’edizione 2021 della Guida Vini d’Italia. Ora, nel 2021, una nuova svolta col passaggio alla famiglia Antinori, che incrementa il portafoglio italiano di marchi e di Dop d’eccellenza (sei le regioni italiane in cui è presente, terzo brand nel nord Italia dopo Prunotto in Piemonte e Montenisa in Franciacorta), e allo stesso tempo è chiamata a garantire la continuità e i successi nel mondo di questo importante brand del Made in Italy.

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https://www.jermann.it/

https://www.antinori.it/it/

 

a cura di Gianluca Atzeni

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