Air Co è una vodka innovativa prodotta solo con aria e acqua, grazie a un processo che imita la fotosintesi clorofilliana. L'idea arriva da New York e permette di utilizzare le emissioni di anidride carbonica in eccesso per dargli valore. Ecco come.
Pubblicità

Air Co. La vodka a base di aria: l’idea

Quando Stafford Sheehan e Gregory Constantine si sono conosciuti, il primo – ricercatore di chimica all’Università di Yale – stava studiando la possibilità di ricreare in laboratorio la fotosintesi clorofilliana, a partire da pochi semplici elementi: aria, acqua, energia, combinati tra loro attraverso un catalizzatore che utilizza l’anidride carbonica. Constantine, invece, era impiegato da tempo nel settore dei superalcolici, responsabile marketing di Smirnoff, brand di largo consumo sul mercato della vodka. Nel 2017, il primo incontro, in occasione di un summit organizzato da Forbes Under 30, che riunisce ogni anno le giovani menti più talentuose del mondo. E l’idea: realizzare un prodotto destinato alla vendita che desse valore alla bistrattata CO2, le cui emissioni elevate sono all’origine dell’effetto serra e, dunque, tra le principali responsabili del cambiamento climatico.

Dare un valore alla CO2. La sfida contro il riscaldamento globale

Un tema, quello del riciclo dell’anidride carbonica presente in eccesso nell’aria, decisamente attuale: numerose aziende all’avanguardia, supportate dalla ricerca, oggi lavorano sulla possibilità di impiegarla in sistemi produttivi utili, che spaziano dal campo dell’edilizia – per la produzione di materiali cementizi – all’industria energetica, con la produzione di alcol utilizzato come carburante (ma a Berkeley è al vaglio anche la possibilità di produrre carne sintetica trasformando diossido di carbonio in agglomerati proteici, grazie all’azione di specifici microorganismi). Il merito di queste realtà è quello di diminuire il livello di gas nocivi presenti nell’aria, proponendo un modello produttivo “carbonio negativo”, all’inverso dei comuni processi industriali, che influiscono negativamente, e in larga parte, sul riscaldamento globale del pianeta. L’Air Company, startup nata a Brooklyn nel 2018, dall’incontro tra Sheehan e Costantine, lavora in questa direzione. Per produrre vodka. Air CO, come recita l’etichetta, è una bevanda alcolica fatta di aria e acqua, che sostituisce al comune processo di fermentazione delle patate – necessario per attivare i lieviti che mangiando zuccheri producono etanolo – una reazione chimica attivata con l’aiuto di un catalizzatore metallico, cui viene somministrata l’energia ricavata da pannelli solari (perché ogni passaggio della catena sia sostenibile).

E la CO2 diventa etanolo

Il catalizzatore, così attivato, utilizza la CO2 presente nell’aria per produrre etanolo, che al termine del processo di distillazione si troverà disciolto in acqua in percentuali che oscillano tra il 20 e il 25% (quindi la gradazione è inferiore a quella della vodka “tradizionale”, che oscilla tra il 40 e il 60% di alcol in volume). In numeri, considerando che ogni chilo di etanolo sottrae all’atmosfera 1,47 chilo di CO2, una bottiglia di vodka Air Co da 750 ml purifica l’aria di 340 grammi di anidride. Per questo, di recente, l’Air Company ha ricevuto premi che ne riconoscono il valore innovativo e sostenibile. E dall’inizio di novembre l’Air Co è in commercio, al prezzo di 55 euro a bottiglia, con l’idea, però, di vendere il prodotto solo a New York, per limitare l’impatto ambientale della distribuzione. Ad aggiudicarsela per primi sono stati alcuni celebri ristoranti della città, dall’Eleven Madison Park alla Gramercy Tavern, conquistati non solo dalla storia, ma anche dal gusto dolce e accattivante della bevanda. Anche se i suoi stessi inventori ammettono che proporre sul mercato un prodotto tanto innovativo è ancora difficile, perché deve superare l’incredulità dei distributori. Ma da dove arriva la CO2 “riciclata” da Air Co? Per esempio da altre distillerie della zona, dal momento che l’anidride carbonica è uno dei prodotti di risulta della fermentazione; o più genericamente dalle aziende che operano sul territorio. E il prodotto finale, per caratteristiche intrinseche, non contiene impurità, tracce di carboidrati, zuccheri e glutine.

Pubblicità

 

a cura di Livia Montagnoli