Addio

La Barbera dice addio al suo maestro: è morto Giuliano Noè

Maestro della Barbera e promotore del Nizza, ha segnato una svolta nella storia vitivinicola del Monferrato

  • 03 Dicembre, 2025
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A novant’anni ci ha lasciato uno dei grandi enologi del Piemonte: Giuliano Noè. Nato nel 1935 a Monforte d’Alba, iniziò il suo percorso in una cantina di Canelli, muovendo i primi passi di una carriera che sarebbe diventata fondamentale per un intero territorio: il Monferrato. Lì Giuliano è cresciuto come enologo vinificando quella che ne era la varietà più popolare, la barbera. È lì che Giuliano ha anche plasmato il suo carattere, affinato sua passione, perfezionato un mestiere. È lì, soprattutto che è diventato maestro a gestire quel vitigno in vigna e soprattutto in cantina.

Nuovo dignità al vino del popolo

Partì in un’epoca dove il Monferrato vitivinicolo era agli albori e la sua uva di riferimento non godeva ancora di alcun prestigio nel giovane mondo dei grandi vini italiani: era il vino delle osterie di paese nei gotti o, come si chiamavano in passato, i bicchieri nelle piole di Torino, nei popoli, nome che sembra nato espressamente per la Barbera, vista la sua estrazione assolutamente popolare a quei tempi.

Ebbene è proprio in questo contesto difficile – non serve ricordare che nel ’86 scoppio lo scandalo del metanolo – che Giuliano ha continuato a pensare che in futuro, una Barbera meno rustica con tocchi di grande modernità, dati da un uso sempre più attento del legno, avrebbe avuto la sua parola da dire nell’enografia italiana. Il fatto di aver ridato dignità ad un’uva e a un vino popolare e, conseguentemente a tutto un territorio, gli ha valso il rispetto di un’intera generazione di viticoltori, vecchi e giovani, che oggi lo piangono. Affettuosamente chiamato Barberologo per l’amore che non ha mai nascosto nei confronti di questa varietà, Giuliano non è stato solo un grande enologo, ma un indubbio punto di riferimento, che ha, insieme ai suoi amici, dato un posto di riguardo alla Barbera d’Asti nel mondo del vino italiano.

Padre del Nizza

Con i suoi compagni di percorso, Tullio Mussam, direttore della Bottega del Vino di Nizza Monferrato e della Vineria La Signora in Rosso, Angelo Sonvico, imprenditore milanese produttore di Barbera d’Asti di gran carattere nell’allora Cascina La Barbatella, i vertici della Cantina di Vinchio e Vaglio Serra, Michele Chiarlo, i fratelli Coppo e tutti i giovani viticoltori della zona, Giuliano Noè è stato, prima, tra i promotori della sottozona Nizza e poi vero e proprio padre della Docg Nizza, avendo contribuito in buona parte a tracciarne il profilo produttivo. Il suo lavoro sulla barbera e non solo lo hanno reso uno dei consulenti più famosi in Italia, tanto da meritarsi nel 2005 il titolo di Enologo dell’Anno nella nostra guida Vini d’Italia. La Redazione si stringe intorno alla famiglia. Grazie ancora una volta per averci regalato una Barbera d’Asti da amare e custodire.

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