Il bonus sarà attivo dal 3 al 31 agosto in tutti i ristoranti e pub aderenti, fino a un massimo di spesa di 10 sterline a persona, per mangiare fuori dal lunedì al mercoledì, senza limite di utilizzo. Il governo rimborserà i ristoranti, favoriti anche da una riduzione delle tasse dal 20 al 5%.
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La ripresa dei ristoranti in Inghilterra

Mentre nel mondo sono diversi i Paesi che si trovano a fare i conti con un nuovo lockdown (e per quel che più ci riguarda, la ristorazione richiude a macchia di leopardo, dalla California a Hong Kong), dopo aver autorizzato la riapertura di bar, ristoranti e altre attività commerciali a partire dal 4 luglio scorso, l’Inghilterra entra nel vivo della fase due. Per tenere sotto controllo la ripartenza del contagio, il governo inglese, analogamente a quanto visto altrove nel mondo, ha varato un protocollo di sicurezza che scongiura assembramenti e situazioni di caos, specialmente tra gli avventori dei pub, favorendo al contempo l’utilizzo di spazi all’aperto, con la concessione semplificata di licenze per l’occupazione del suolo pubblico e l’autorizzazione a vendere e consumare alcolici in strada. Ma non finisce qui. A sostegno del settore duramente colpito dai mesi di stop, il ministro del Tesoro ha annunciato un ulteriore provvedimento economico per incentivare gli inglesi a tornare a mangiare fuori: un bonus in denaro, del valore massimo di 10 sterline (pari al 50% della spesa, fino a un conto individuale che arrivi a un massimo di 20 sterline, da moltiplicare per ogni componente della famiglia – bambini compresi – o avventore del tavolo), da spendere al ristorante, previsto tra le misure del piano Eat out to help out.

La locandina dell'iniziativa Eat out to help out

Eat out to help out. Il bonus ristorante in Inghilterra per mangiare fuori

Un corrispettivo del bonus vacanza stanziato dall’Italia per la ripartenza del settore alberghiero e turistico, che in questo caso vorrebbe agevolare la ristorazione, ma nel rispetto di regole precise: può usufruire del voucher solo chi si reca in uno dei ristoranti o pub aderenti dal lunedì al mercoledì, fatta eccezione per il consumo di bevande alcoliche, che resta escluso dal bonus (come pure il take away). Lo sconto sarà stornato dal conto al momento del pagamento, e dunque il cliente potrà beneficiarne immediatamente, senza complicazioni burocratiche di sorta. Mentre spetterà al ristoratore rivalersi sullo Stato, chiedendo il rimborso del bonus dopo l’emissione dello scontrino, per ottenerlo entro cinque giorni dalla richiesta. Il bonus sarà attivo dal 3 al 31 agosto (e non c’è limite all’utilizzo da parte dei clienti), ma per favorire l’iniziativa è già iniziata la distribuzione di vetrofanie che segnaleranno in modo inequivocabile la partecipazione al programma Eat out to help out dei ristoranti aderenti, presto riuniti anche su una piattaforma online per agevolare la ricerca dei clienti. Nel frattempo le attività che intendono partecipare devono iscriversi al programma, attraverso il sito web istituzionale, per ottenere l’autorizzazione della Food Standards Agency.

Gli aiuti economici per la ristorazione

Secondo il governo britannico la misura dovrebbe garantire la salvaguardia di 1,8 milioni di posti di lavoro, se come da previsioni parteciperanno al programma circa 130mila imprese. L’intero pacchetto di misure approntate per sostenere la ripresa dell’economia inglese dovrebbe costare allo Stato 350 miliardi di sterline: di questi, 500 milioni serviranno a finanziare il bonus ristorante. Se non bastasse, il cancelliere allo Scacchiere Rishi Sunak ha annunciato anche una cospicua riduzione delle imposte per chi opera nel settore della ristorazione e dell’ospitalità, con la VAT (equivalente dell’Iva) che scenderà dal 20 al 5% per un periodo di sei mesi, a partire dal 15 luglio. Nel frattempo, forte di dati sanitari rassicuranti, il governo ha autorizzato da qualche giorno anche la ripresa degli eventi all’aperto.

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a cura di Livia Montagnoli