Il discorso sugli eccessi della “turistificazione” riguarda tutto il mondo ma negli ultimi anni è l’Europa a sentirne in maniera molto accesa effetti e disagi. E oggi il cibo di strada è protagonista del fenomeno turistico globale potenziato dall’ascesa dei “nomadi digitali”, giovani sempre connessi che viaggiano alla ricerca di esperienze autentiche (il mantra dell’ipocrisia da milioni di clic è “act like a local”). Sono loro a condividere su Instagram e TikTok le lunghe code davanti a un banco di tamago sando in Giappone, a una bottega di bifana a Lisbona, di cheesecake basche in Spagna o per aggiudicarsi il miglior fish & chips nel Regno Unito.

Inaugurazione del nuovo punto vendita dell’Antico Vinaio a Palermo (giugno 2025 – facebook.com/AllAnticoVinaio)
L’Italia, con la sua straordinaria varietà regionale, è una meta prediletta per questi viaggiatori moderni: si pensi al fenomeno della schiacciata ripiena, che negli ultimi anni ha modificato il volto commerciale del centro storico di Firenze, ma anche a Napoli, nella quale la prolificazione di ristorazione veloce è diventata uno degli argomenti più sentiti nelle lotte agli effetti dell’overtourism. Cosa ci dicono i numeri in proposito? La ristorazione take away senza servizio al tavolo è aumentata del 19% in generale nelle città italiane, con un picco del +24% nei centri storici tra il 2012 e il 2023.

Quello dell’aumento dei prezzi è un tema per tutta la ristorazione tradizionale, ma – ce lo dimostrano i numeri del Rapporto Fipe sulla Ristorazione nel 2024 – è quanto mai visibile in questo settore. Secondo la FIPE, mentre la ristorazione tradizionale ha visto un incremento medio dei prezzi del 5,3%, la ristorazione veloce ha fatto registrare aumenti più consistenti: +9,7% per il food delivery e +5,9% per i fast food. Il prezzo medio di un panino si attesta tra 1,90 euro a Terni fino ai 5,06 euro a Milano. Sono i più giovani (18-34 anni) a frequentare con maggiore assiduità i luoghi di consumo “easy” come fast food, ristoranti low cost, take away e fiere, e sono sempre loro i principali utilizzatori del food delivery.
Nei numeri che rilevano le frequentazioni delle persone, la ristorazione “fast” rappresenta l’8% delle visite complessive, mentre il food delivery ha raggiunto una quota del 3%, toccando un valore di 1,6 miliardi di euro. Le abitudini di consumo differiscono geograficamente: il delivery online domina nei grandi centri urbani e tra i giovani. I locali con cibo da asporto hanno mantenuto costante la loro presenza, con circa 253 milioni di visite complessive nell’ultimo anno indagato. Nel 2023, fiere ed eventi hanno segnato un +26% (a dimostrazione del ritorno alla normalità post-pandemia). Secondo alcuni studi di settore (Businesscoot, 2025), negli ultimi anni il mercato globale dei food truck ha registrato una crescita esponenziale. In Italia, il numero di imprese in materia è aumentato con una stima di crescita annua del 7,4%. A trainare questo sviluppo è il cambiamento delle preferenze dei consumatori, sempre più orientati verso formule di ristorazione informali, ma di qualità, e la rinnovata popolarità di fiere ed eventi. La capacità di organizzare catering diventa una componente molto importante nella crescita di questo tipo di imprese.
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd