Il cognome non inganna: Hallie Meyer è figlia di Danny, ristoratore newyorkese famoso nel mondo, particolarmente legato a Roma e alla cucina italiana. E così sua figlia, che dopo un periodo di formazione nella Capitale, apre a New York una gelateria all'italiana. L'abbiamo intervistata.
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Caffè Panna apre a New York

Quel tratto di Irving Place che collega Gramercy Park alla Quattordicesima ha sempre avuto un particolare fascino, e ben lo sanno i foodies che frequentano Bedford Cheese e i caffè di quartiere e gli avventori di Irving Plaza.

Hallie Meyer in strada a New York

Hallie Meyer ha scelto l’angolo con la 19ma, non lontano quindi dal Daily Provisions del padre Danny Meyer, per il suo Caffè Panna, un locale caffè-gelateria che ha aperto i battenti da qualche giorno. L’avventura è indipendente dall’Union Square Hospitality Group (il mega gruppo di ristorazione di papà Danny, pioniere nell’indicare a New York la strada per chi vuole cimentarsi con l’imprenditoria di settore), e noi siamo stati al soft opening per scambiare due parole con la ventiseienne proprietaria che ci ha accolto con entusiasmo, parlando in italiano: “Lo parlo perché ho lavorato a Roma un’estate e proprio nelle cucine dell’American Academy ho incontrato quella che ora è una delle mie cuoche”.

Il banco di Caffè Panna a New York

Gelato e caffè all’italiana

E proprio sul modello di un caffè-gelateria all’italiana Hallie ha disegnato il suo locale, pensato come un ritrovo di quartiere per tutta la giornata (una trentina i posti a sedere, e due banchi separati, per il gelato e il bar) per una merenda col gelato o un drink dopo il lavoro. Dieci sono i gusti di gelato prodotti nel laboratorio annesso al caffè, con ingredienti reperiti localmente o in arrivo dall’Italia. Ma tra le specialità della casa ci sono anche gli affogati al caffè. Ad Hallie abbiamo chiesto di soddisfare qualche curiosità sulla scelta dei fornitori.

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Caffè espresso in vetro con panna e cioccolato da Caffè Panna a New York

Panna, caffè e cioccolato. Come nasce il gelato di Hallie

L’eponima panna, per esempio, da dove arriva? “È piemontese! Qui a New York non si trovava una panna con la percentuale di grasso che volevo per rendere la montatura analoga a quella che si trova in un bar italiano. Altri che portano qui una panna simile sono quelli di Grom, ma noi ci siamo rivolti a Lioni Mozzarella (esportatore storico ndr) per averla e per ora siamo gli unici ad avere questo tipo specifico di prodotto”. E il caffè? “Usiamo il caffè di Joe’s Coffee, perché ci piace come fa business, e perché ha ideato una miscela specifica per il bar di mio padre, Marchio; ma anche perché quando il suo team venne a Roma io gli feci da guida per i migliori bar della città!”. Ultima curiosità sulla coccola servita con l’espresso, un pezzetto di cioccolato selezionato con cura: “Sono molto legata alla scelta di questo cioccolato. Il gusto è fruttato e si abbina benissimo al caffè. La fanno in Utah, un produttore mormone molto appassionato. Anche loro come noi si ispirano all’Italia, come lascia intuire il nome, Amano Chocolate”. Al banco di Caffè Panna, che non lascia adito a dubbi sull’ispirazione tricolore del progetto (durante la sua permanenza romana, la ragazza ha “studiato” per una decina di giorni da Otaleg, facendo tesoro dei consigli di Marco Radicioni: “Hallie si è dimostrata sveglia, veloce, furba, e pure simpatica! Si è appuntata qualunque cosa ha visto fare in laboratorio“), troverete anche stracciatella, sorbetto al cioccolato, torroncino all’arancia, gelato all’olio d’oliva. Ma pure proposte che strizzano l’occhio alle abitudini americane, dal lemon curd croccante alla cheesecake alle fragole, al gusto cookies&cream.

Caffè Panna – New York – 77 Irving Place (19th Street) – caffepanna.com

testo e foto a cura di Francesca Magnani