Carl Brave: analisi di un modo di comunicare il vino (vincente?)

19 Lug 2022, 17:02 | a cura di Lorenzo Ruggeri
Roma e tanto vino nelle canzoni del rapper romano Carl Brave che sabato ha inaugurato la stagione dei live. Analisi di un modo di comunicare (vincente?) il vino.
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Il vino è una costante nelle canzoni di Carlo Luigi Coraggio, in arte Carl Brave. Il cantante romano, con un passato da cestista, è tra i protagonisti dell’estate, grazie a un paio di tormentoni vacanzieri, come “HULA-HOOP” e “Cristo di Rio”, e un tour che è partito venerdì 15 Luglio, in bello stile, proprio dalla sua città, Roma. 20mila persone hanno battezzato la strada dei live a Capannelle, assieme ai lui sul palco sono saliti artisti come Max Gazzè, Noemi, Pretty Solero, Gemitaiz e Mara Sattei. I testi delle canzoni di Carletto, così lo chiamano i fans, offrono una vivida cartina di Roma, dal Fontanone a Ponte Milvio, il Colosseo e i Fori accanto a Villa Phamphili (che “pare l’Amazzonia”), riferimenti come il kebabbaro di Talenti, Porta Portese (“isterica”) e la sua Trastevere tra le birre al San Calisto, la Basilica di Santa Maria, Piazza Trilussa, il tram dell’8 e il grattacheccaro da giugno a settembre; in sottofondo, la consueta ironia che ritma i testi “Hai postato quella foto al Louvre, ma ti ho vista eri in piazza Cavour”. E non mancano citazioni di celebri trattorie: “Da Sora Lella abbiamo fatto a la romana”, mentre “turisti pagano per farsi insultare a La parolaccia”. I riferimenti capitolini sono bagnati dal vino, ci ha impressionato sentire 20mila voci giovanissime cantare all’unisono nomi di note varietà. Siamo andati a studiare i suoi testi, partiamo dai bianchi e da “Chapeau”, singolo ancora molto passato in radio, dove si gioca con i riflessi dorati di una nota varietà internazionale:

E sai che c'è
C'è che se non penso più a niente finisco a pensa' sempre a te
E mi rifletto in un altro quartino di Chardonnay

Mentre lo specchio dell’iphone, nella canzone Enjoy, fa da sfondo a un altro bianco dal taglio internazionale, sempre meno apprezzato dai critici ma di continuo successo commerciale:

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Lei si specchia con la selfie dell'iPhone
Beve Sauvignon

La passione per i bianchi aromatici risuona in “Glicine”, dove il vino prende il sapore della malinconia:

Ti ricorderai di me
In un Traminer da freddare
O un ritornello da cantare

Carl non si ferma, nel nuovo singolo "HOOLA-HOOP" (con Noemi) scherza con un classico stagionale, nonostante le accortezze di sommelier e i mille articoli estivi sui rossi da servire freschi:

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Prеndi un casco e andiamo al mare, mare, mare
Bеvi il bianco d'estate che non si beve il rosso

Abbiamo ritrovato tracce anche in “Malibu”, sul tavolo è rimasta sola la bottiglia della disperazione: “Un'onda in mare che non sa nuotare / Un vino rosso che non si può bere Ma nient'altro da stappare / E tu sei ghiaccio dentro a un bicchiere”.

Mentre si sale, e non poco, in "Vivere tutte le vite", in compagnia di Elisa:

E t'ho beccata in quel baretto semivuoto
E ti spizzavo in mezzo ai fianchi di un Barolo
Non mi hai guardato ma mi hai visto e manco poco

Carl Brave e il riferimento al vino nei testi

Spesso utilizzato anche solo per la sua capacità di tingere e macchiare. In “Solo Guai”:“Vino rosso sopra i vestiti che non va più via. E tu che mi dai contro, tanto è sempre colpa mia”, mentre in “Polaroid” canta “Finestre appannate, ci disegno con il dito/ Te ne sei ita, si vede che era destino/Io c'ho le labbra rosse per il vino; tracce anche in E10 “un lampione spento, gocce di vino sopra al pavimento”; e ancora in “Noccioline”: “Voglio mangiare fino a stare male/ Acqua e vino a colorare”.

In alcuni casi è l’eccesso alcolico a farla da padrona, è il caso di “Red Wine”, una canzone degli esordi, è del 2014: “Vino rosso perdiamo i sensi/ So che vorresti, non lo fai da mesi”. E in “Shanghai”, tratta dall’album Coraggio del 2020 “Ho esagerato con il vino e lo champagne/ C'è rimasto solo un niente di dignità/Verso in terra mezzo sorso per chi non c'è più/ Brindo a quello che eravamo, ora sei solo tu/ Cin cin, cheers”.

Oltre l’ebrezza. Chiudiamo lontano dal vino, Carl Brave maneggia bene la materia e sa regalare paragoni alcolici calzanti: è il caso di Sempre in Due: “Io faccio lo scemo ma co' lei no, non attacca/Io tipo da Campari, lei da oliva nel Manhattan”.

foto di Sara Serra per Rock in Roma

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