Non solo una nuova dignità per il lavoro dei rider, ma anche vantaggi per le attività del territorio che non possono pagare commissioni salate sulla consegna, e per i cittadini, che usufruiscono di un servizio che valorizza il sistema commerciale del territorio. Succede a Bologna.
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Consegne Etiche. Un progetto di cooperazione

Consegne Etiche si presenta come una “piattaforma cooperativa di consegne a domicilio dalla parte dei commercianti locali, dei fattorini, dei cittadini e delle cittadine, dell’ambiente”. È questo, del resto, il senso profondo della cooperazione: agire insieme per fare il bene di tutti. Paradigma non scontato in un mondo – come quello del food delivery – che ha conosciuto negli ultimi anni un’esposizione crescente, fino alla consacrazione sancita dal periodo che stiamo affrontando. Alla crescita del giro di affari e alla capillare diffusione dello strumento non è infatti corrisposta una riflessione sulle dinamiche che regolano un settore cresciuto in fretta sfuggendo al controllo di normative certe, ed univoche (tutt’ora difficili da concertare, quando non addirittura penalizzanti per l’anello più debole della catena, come dimostra la recente approvazione della Proposition 22 in California), in grado di tutelare i lavoratori che fanno girare la macchina. La negazione dei diritti dei rider e finanche i soprusi cui sono spesso sottoposti – finiti persino sotto processo a Milano, nell’indagine che coinvolge UberEats Italia – hanno alimentato le cronache degli ultimi mesi mentre quei rider, i fattorini in divisa che sempre più di frequente ci capita di incontrare in strada a tutte le ore del giorno (e della notte), diventavano presenze più familiari per tutti. Verso cui esprimere la propria riconoscenza. Ben poco, però, è cambiato.

La piattaforma di consegne che rispetta chi lavora. Il Manifesto

E allora ben venga l’iniziativa promossa a Bologna – con il patrocinio del Comune, impegnato nel progetto in prima linea – per dimostrare che esiste un’alternativa possibile. Consegne Etiche nasce grazie a due cooperative che operano in città, Dynamo e Idee in Movimento, supportate dal centro universitario per la formazione e la promozione dell’impresa cooperativa AlmaVicoo e dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana, che coordina il progetto insieme al Comune. Per impostare il funzionamento della piattaforma in modo etico, si è partiti dalla Carta dei diritti fondamentali per il lavoro digitale nel contesto urbano di Bologna, che ha ispirato la stesura di un Manifesto di valori condivisi: rispettare i diritti e le tutele del lavoratore, garantire un compenso equo e dignitoso, garantire il diritto alla salute e alla sicurezza, garantire la sostenibilità e la trasparenza del rapporto tra commerciante e rider, conferire valore al servizio territoriale per mantenere vivo il rapporto tra commerciante e cliente sono i punti fondamentali della Carta. Tutto calato in un contesto logisticamente sostenibile e con impatti ambientali tendenti al minimo. La piattaforma è operativa dal mese di ottobre, nel territorio urbano di Bologna.

Come funziona Consegne Etiche

Ma come funziona? La prima fase di sperimentazione è affidata ai fattorini delle cooperative di cui sopra, che stanno testando il servizio prima che siano aperte nuove posizioni per ricoprire il ruolo. Mentre i prodotti al momento ordinabili sulla piattaforma arrivano dal Mercato Albani, dal Mercato Ritrovato, dal mercato di via Vittorio Veneto, e da due supermercati di Coop Alleanza 3.0. Ma si può richiedere anche la consegna a casa di libri, in arrivo dalle biblioteche della città. L’obiettivo è quello di coinvolgere un numero sempre maggiore di attività di ristorazione, botteghe, librerie interessate a usufruire del servizio per consegnare i propri prodotti ai bolognesi (è già in trattativa un accordo con l’Associazione Panificatori di Bologna). I meriti della piattaforma sono molteplici. Normalmente le attività commerciali versano un 30% del proprio ricavo sull’ordine alle piattaforme di food delivery: Consegne Etiche non chiede commissioni, facendo gestire direttamente agli esercenti le transazioni. Inoltre i fattorini sono compensati con 9 euro netti l’ora, contro i 5,5 lordi l’ora percepiti normalmente. E beneficiano delle tutele lavorative che gli sono negate altrove. Le consegne sono effettuate solo con biciclette e cargo-bike. Sulla piattaforma l’utente consulta la mappa per individuare il prodotto o il servizio a cui è interessato, per prendere poi contatto diretto (online o telefonico) con l’attività, e prenotare una consegna etica. L’auspicio è che la piattaforma si popoli in fretta, così da alimentare finalmente un circuito del lavoro dignitoso per il settore dei rider.

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www.consegnetiche.it

a cura di Livia Montagnoli