Abbiamo fatto un punto su tutto ciò che il mondo della ristorazione ha fatto con grandissima creatività e rapidità per reagire all’emergenza.
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Con l’impennata del consumo di internet nei mesi di lockdown, la cucina è uno degli ambiti che più ha tenuto compagnia agli italiani. Oltre agli influencer di gran successo – con numeri astronomici – hanno sbancato anche alcuni chef, che, lontani dai propri ristoranti, hanno saputo creare vere e proprie comunità digitali. Vediamo quelli che ci hanno convinto di più. E approfittiamone per fare il punto su tutto ciò che – questa volta dal vivo – il mondo della ristorazione ha fatto con grandissima creatività e rapidità per reagire all’emergenza. Qui un’anticipazione di quanto emerso nel mensile di agosto del Gambero Rosso.

Durante il lockdown la vita delle persone si è spostata online

Analizzando i dati di sintesi dell’audience online derivati dall’Audiweb Database degli scorsi mesi, gli effetti della pandemia sono stati evidentissimi nella fruizione di internet. Dal mese di marzo 2020 la vita delle persone si è praticamente spostata online, c’è stato un aumento degli utenti unici e i trend di crescita nell’audience hanno evidenziato che, oltre all’attenzione nei confronti di siti di news (in calo, però, ad aprile, ad eccezion fatta del settore cibo), le persone hanno cercato in questo periodo di distrarsi, attraverso intrattenimento, sport e cucina. +10,4% il dato dei siti della branca “Food & Cooking” a marzo, che aumenta al 10,7% (sempre rispetto al periodo pre-Covid) ad aprile. La crescita, che ha riguardato i gruppi editoriali più o meno grandi, è stata addirittura eccezionale in alcuni casi specifici. Anzi, in un caso.

Il fenomeno Benedetta Rossi

Un balzo enorme quello fatto dal sito FattoincasadaBenedetta.it (+46%), dell’imprenditrice marchigiana Benedetta Rossi, che diventa prima pure nella Top 15 Video Creator di aprile (stilata per Prima Comuniciazione da Sensemakers sulla base dei dati Shareablee). Se fino a marzo la Rossi era presente solo nella classifica degli influencer (perché molto attiva sui social non solo con video, ma anche con testi, foto e link al sito), i numeri da capogiro che ha totalizzato con le videoricette hanno indotto gli statistici a inserirla anche nella classifica che sonda i video più popolari tra social e YouTube: 160 milioni di visualizzazioni in marzo, 157.7 milioni in aprile, 147.9 a maggio (quasi il triplo del secondo classificato). La cuoca marchigiana si è aggiudicata anche il titolo di “best performing video”: una sua videoricetta (il polpettone ripieno di uova e spinaci) ad aprile è stata vista più di 11 milioni di volte. A occhio, il piatto più gettonato del lockdown.

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Le dirette degli chef con altri chef (e non solo)

Lo strumento della diretta Instagram è stato usato e abusato durante la quarantena. Facili da fare, dotate di un pubblico più ampio e ben disposto rispetto a quelle di Facebook, le dirette Instagram si sono trasformate in uno strumento di contatto “umano” anche per gli chef, con piccoli format e progetti di micro palinsesti che sono nati, cresciuti, scomparsi via via. Come gli incontri di chef Giuseppe Iannotti con i suoi colleghi di tutta Italia, oppure come i ragazzi-fratelli di Barred a Roma che ogni giorno salivano sul loro terrazzo del rione di Testaccio e chiamavano, sempre in diretta, qualche altro collega del settore (pizzaioli, enotecari, altri chef). Ma se le dirette dei fratelli Palucci erano concordate, non è stata la stessa cosa per l’esuberante chef Ilario Vinciguerra, che ha utilizzato la funzione della diretta doppia di Instagram per entrare in relazione più che profonda con i suoi numerosissimi fan: lui si collegava, tutti potevano mandargli la richiesta, lui invitava dal vivo i richiedenti e – complice l’ora di cena – faceva loro raccontare cosa stavano mangiando. Immaginatevi con quali siparietti… Praticamente un format digital-televisivo bell’e pronto.

L’exploit di Peppe Guida

Ma andiamo avanti con le esperienze che più ci sono rimaste impresse durante quelle settimane. Alle 4.30 del mattino di domenica 17 maggio suona la sveglia: è ancora notte, ma Peppe Guida deve sistemare la mise en place per cucinare il ragù napoletano. Ha dato appuntamento a suoi follower su Facebook per prepararlo insieme, in diretta, alle 6. Quando alle sette chiude il collegamento, ridà convegno a mezzogiorno: il ragù deve “pippiare” nelle successive 5 ore; dopo, sempre insieme a tutti i fan da casa, calerà la pasta per il pranzo domenicale. Un po’ come accaduto nei tanti gruppi familiari che nei mesi di lockdown hanno cercato di abbattere la distanza fisica con aperitivi e pranzi condivisi via web. Familiare: questa probabilmente la parola chiave di un successo sbalorditivo.

Peppe è disinvolto davanti alla telecamera – ha all’attivo già diverse serie del suo programma televisivo su Gambero Rosso HD – ma non è solo questo a renderlo vincente sui social. Si presenta in camicia, come uno di casa: rimetterà la giacca da chef prima di riaprire i battenti della Villa di Nonna Rosa – la Casa di Lella (la tenuta con orto, cucina e camere di Montechiaro, intitolata all’amatissima moglie Lella Granito, scomparsa non molto tempo fa) e annunciare alla sua nuova famiglia su FB che da lì in poi, per gli imminenti impegni lavorativi, darà appuntamento settimanale e non più quotidiano. Già, perché dal 9 marzo 2020 è stata la quotidianità di casa Guida a scandire la vita di migliaia di persone chiuse in casa dal decreto emanato per contenere il contagio nella Penisola. In poche settimane la sola pagina “Peppe Guida, Antica Osteria Nonna Rosa – Vico Equense” arriva a contare quasi 50mila follower, cui si aggiungono il profilo privato, il gruppo Fan Club “Peppe Guida – il ‘verbo’ si diffonde malament” (con 2.300 membri) e i 25mila follower su Instagram. Numeri ovviamente differenti da quelli degli influencer, ma qui parliamo di un cuoco che, impossibilitato a lavorare nel suo ristorante, ha cominciato da un giorno all’altro a cucinare per chi lo seguiva da casa.

Conquistati dalla maestria culinaria di Peppe, dalla sua attenzione a non sprecare nulla, dall’appeal della cucina sorrentina, i seguaci sono aumentati a vista d’occhio. Il rapporto di complicità con Rossella, sua figlia, in questa veste sua “regista”, arricchisce di umanità le dirette: Rossella fa le riprese, saluta tutti i commentatori e Peppe, a ruota, dedica loro una parola, come fossero membri di famiglia, e li mette a parte delle dinamiche familiari (se non trova la padella, ad esempio, è stata sicuramente Nonna Rosa a nasconderla). Il messaggio è iperpositivo in un momento in cui le persone tremano di paura per il virus e l’incertezza economica che ne consegue. Il motto è sempre “tutt’appost”: Peppe scherza, è allegro, col suo napoletano/vicano incita il pubblico, “co’ ‘sta ricetta facit’ i buch ‘nterra”. E il modo di dire diventa un tormentone, tra i commenti c’è di che scompisciarsi per le rime e la guasconeria di chi (praticamente tutti) si cimenta con le sue ricette. Ecco l’altro punto di forza: le ricette di Peppe sono replicabili. Non perché facili, sicuramente alcune veloci, ma anche perché Peppe ha la dote innata del maestro, prende per mano le persone e armato di santa pazienza mostra ogni minimo passaggio anche delle più laboriose ricette della tradizione, quelle cui pensavamo si potessero dedicare solo le nonne col sacro dono della sapienza culinaria.

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Il 25 aprile lo chef annuncia che l’indomani farà la genovese e detta la lista degli ingredienti. Però tanti, nei commenti, lamentano di non riuscire a fare la spesa in tempo. E Peppe che fa? Rimanda alla domenica successiva, per dare il tempo a tutti di reperire le materie prime. Così finalmente la mattina del 2 maggio, alle 9, ecco 120mila utenti sintonizzati a seguire Guida in questa grande ricetta della tradizione napoletana. Il 20 maggio è la volta di un’altra pietra miliare, il sartù: ed ecco 121mila persone a seguirne lo svolgimento. Ma gli esempi sono tanti, basti solo pensare che nei giorni precedenti a Pasqua il cuoco ha condiviso la preparazione di tutte le portate del pranzo della festa, compresa la mitica pastiera, che arriverà a 147mila visualizzazioni. Numeri che decuplicano facilmente quando a ospitare un video di Peppe è una realtà editoriale strutturata: sulla pagina FB di Gambero Rosso HD ecco gli spaghetti coi sassi di mare a totalizzare, ad esempio, 1 milione e 600mila visualizzazioni.

La formula di casa Bottura

Sulla quotidianità e la complicità familiare è basato un altro successo che ha movimentato le cronache gastronomiche in tempo di lockdown: Kitchen Quarantine, il longevo format lanciato da Massimo Bottura su Instagram, in diretta, ogni sera alle 20, dal 13 marzo al 23 maggio. Massimo e sua moglie Lara Gilmore, insieme ai figli Charlie e Alexa, offrono un genuino squarcio della loro vita quotidiana chiusi in casa, in quel di Modena, nel tempo eccezionale in cui uno dei migliori ristoranti del mondo ha dovuto chiudere i battenti e aspettare che la tempesta passasse. L’idea è proprio di Alexa, che si occupa pure delle riprese, l’atmosfera è rilassata, si sta in abiti da casa (comunque elegantissimi), si parla principalmente in inglese, sia perché il pubblico di Bottura è perfettamente internazionale, sia perché la famiglia stessa è bilingue (Lara è statunitense), ma non è detto che tra un tortellino e un curry thai qualche frase non spunti fuori anche in italiano o in modenese. Così come tra una ricetta, un consiglio per non sprecare nulla in cucina e una battuta, non accade di rado che in questo show casalingo si tocchino tematiche sociali importanti, nel perfetto stile della famiglia, che, oltre ai ristoranti in Italia e nel mondo, ha dato vita ai Refettori, attraverso Food for Soul, e all’associazione il Tortellante.

Al grido di “Wash your hands”, Kitchen Quarantine conquista subito l’attenzione di migliaia di persone: sono in tanti a seguire le dirette, ma tanti altri poi andranno a riguardare i video caricati su YouTube e su Instagram. Del resto non è cosa da tutti i giorni poter carpire i segreti della besciamella di Massimo Bottura (mezzo milione di persone lo ha seguito nell’impresa), ma anche essere partecipi della vita di una famiglia che, con i problemi comuni a tutti, cerca di alleggerire un momento pesantissimo condividendo idee e spirito positivo. Questo mix di creatività e ottimismo non è passato inosservato: l’International Academy of Digital Arts and Sciences, che da 24 anni organizza i Webby Awards per premiare i migliori progetti social in rete, il 19 maggio ha assegnato a Kitchen Quarantine il Webby Special Achievement Award 2020, perché “Massimo Bottura ha dimostrato di credere nel potere di internet di aiutare le persone a trovare gioia e a sviluppare nuove abilità nonostante l’isolamento”. Una gioia che ha assolto un ruolo fondamentale in quelle settimane: fare compagnia alle persone, dare una prospettiva, fissare un appuntamento quotidiano ad una determinata ora della giornata. Oggi forse sembra poco, durante la quarantena era moltissimo.

a cura di Pina Sozio e Massimiliano Tonelli

disegni di Valentina Scannapieco

QUESTO è NULLA…

Nel mensile di agosto del Gambero Rosso trovate l’articolo completo con tutte le altre rivoluzioni avvenute durante i due mesi di lockdown, dai ristoranti trasformati in alimentari ai distributori b2b divenuti b2c. In più, un focus su come ha reagito il mondo del vino e l’intervista a Riccardo Pirrone, digital strategist e ceo di Kirweb, agenzia romana che si occupa di social strategy e di realizzazione di siti web e di web marketing.

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