State per entrare in un microcosmo ideale, improntato all’etica, alla sostenibilità, al rispetto e alla bellezza. Dopo tante anticipazioni, Green Pea si è presentato in anteprima a Torino. E abbiamo visto cosa c’è davvero dentro al “pisello verde”.
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Dentro Green Pea

In un modello sociale basato sui consumi, occorre indirizzare il commercio verso valori utili al benessere vero, che può esistere solo se in equilibrio con gli altri umani. Green Pea nasce per questo: dimostrare che c’è la possibilità, subito, di vivere in armonia con il Pianeta senza rinunciare al bello”. Il Farinetti-pensiero è racchiuso in questa frase con cui il patron di Eataly ha iniziato la presentazione ufficiale dell’ultimo progetto, forse il più ambizioso e filosofico. Dopo essersi occupato a 360° di cibo e di agricoltura, ora la “ricerca della felicità” si orienta verso il benessere green. Per dimostrare che “sostenibile è bello”. Ed è quasi un percorso iniziatico quello dei cinque piani dell’edificio, superecologico, sostenibile fin nei dettagli (tanto per dire, il legno di tutti i pavimenti arriva da alberi già abbattuti, caduti per eventi naturali, recuperati da baite abbandonate), ma anche bello esteticamente.

I fondamentali sono al piano terra, Life: muoversi (con la 500 elettrica), comunicare (con telefoni riciclati), illuminare/riscaldare (con energie rinnovabili) tutto in modo sostenibile. Al primo piano, Home, la casa, trionfo di legno: mobili di legno, luci ecologiche e design, oggetti, start up creative che fanno arredi con vecchie gomme di bicicletta, per esempio. Al secondo, Fashion, con i marchi della moda, famosi (e non proprio a buon mercato), e c’è pure la avatar factory Igodi, sartoria su misura. Bellezza al terzo piano con i concept store dedicati di nomi come Brunello Cucinelli o Herno, giusto per citarne un paio, prodotti beauty sostenibili e naturali (anche realizzati su misura e sul posto, con Allegro Natura). Al quarto e ultimo piano l’Otium: piscina, spa (l’unica in Piemonte su un tetto), icone di filosofi greci diventati il punto di riferimento di Farinetti.

Il giardino sul tetto di Green Pea

Negozio & Ozio

A Green Pea, nec-otium (il negozio) e otium sono uniti come fosse un concept originario di migliaia di anni fa, firmato da Pericle, Socrate, Platone e Aristotele, e sottoscritto da Farinetti. Come a dire: se scegli energie pulite, arredi la casa in modo ecologico, ti vesti con prodotti riciclati e green, usi cosmetici naturali, insomma, fai per bene tutto il tuo percorso di trasformazione da consumatore distratto a consumatore consapevole, ti puoi godere il meritato relax edonistico, l’otium “creativo”, con l’approvazione pure dei filosofi-icona.

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La società dei consumi non si abbatte, dice Farinetti, si cambia dall’interno. Non smettere di consumare, ma farlo con rispetto. Per questo l’etichetta è di Green Retail Park, il primo al mondo. Anche se poi le circostanze lo equiparano a un centro commerciale: tant’è che per le norme anticovid che in Piemonte prevedono la chiusura nei weekend e festivi, non aprirà al pubblico l’8 dicembre, come anticipato da mesi, ma il 9. Altra particolarità: ce ne sarà solo uno in tutt’Italia, questo di Torino, scelta perché è una città innovativa da sempre. Gli altri “piselli verdi” matureranno uno per grande città del mondo, fra cui non mancherà New York. Bello è bello, non si discute: tutto ampio, luminoso, corner di vendita green-chic scelti con cura (e tutti piuttosto up, un po’ meno estetico il piano terra: certo, esponendo auto non è che si possano far meraviglie)… E il cibo?

Zuppetta di mare, Casa Vicina

C’è anche il cibo: l’offerta gastronomica di Green Pea

C’è anche il cibo, naturalmente, ma funzionale a tutto il progetto. Niente spazi di vendita di prodotti (per questo c’è l’intera Eataly proprio accanto), ma zone di ristorazione-relax incentrate su due poli maggiori, ben radicati nel territorio torinese: il ristorante gastronomico Casa Vicina e Affini.

Casa Vicina, locale storico (i Vicina sono ristoratori da 5 generazioni) dal 2007 aveva sede nel piano interrato di Eataly Lingotto. Ora è salito a riveder le stelle, al terzo piano di Green Pea, 300 mq luminosissimi, vista sulla collina, grandi spazi verdi esterni, tutto nella filosofia di rispetto e dell’integrazione con la natura. Una sala privata (utilizzata anche per corsi e show cooking) più la grande sala di circa 50 posti, con libreria a vista e libri a tema “green”, compreso il quadro creato da Francesco Rubino per Green Pea. Arte e design nel segno della bellezza a volontà, dai tavoli e le sedie alla carta menu, con un’opera di Ugo Nespolo, tende in tessuti sostenibili, carta da parati che riproduce alcuni disegni di Leonardo, piatti dell’azienda tedesca Rosenthal, che segue da anni un’importante policy di sostenibilità. Insomma, tutto green. Portate comprese.

La sala di Casa Vicina

Lo chef Claudio Vicina all’opera nella bella cucina a vista, non solo qui propone i suoi classici piemontesi (la Bagna Caoda da bere, il tonno di coniglio), ma ha preparato proposte inedite secondo una visione “green” della cucina. Come la “Zuppetta di piselli e ragù di mare” (cozze, seppioline, gamberi e polipo), “La mia finanziera” con i piselli frullati e sferificati in accostamento, e i “Profiteroles come vuoi tu”, rivisitazione in chiave internazionale della bignola torinese. Tre menu (alla carta, degustazione, gastronomico). E in quanto ai vini, oltre 700 bottiglie esposte nella cantina a vista, e una particolare attenzione ai vini biologici e in conversione. Tutta la brigata si dichiara entusiasta di aver aderito alla filosofia del “verde, bello e buono”, e Farinetti chiosa: “Un luogo unico dove ristorare sia il corpo che la mente.” Casa Vicina segue anche il lounge bar della spa-piscina al quarto piano, per la parte food.

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100 e affini, Green Pea

100 Vini e Affini è la versione Green Pea, improntata a innovazione, sostenibilità e sperimentazione, di Affini, il locale di Davide Pinto, in città con due sedi, nel quartiere San Salvario e a Porta Palazzo. Qui è una sorta di grande eco-astrononave, un bistrot – laboratorio di ricerca nei settori della liquoristica, della birra, della miscelazione e della gastronomia, in sinergia con diverse realtà del territorio. Per cominciare, la riscoperta e il rilancio dello storico marchio “Distillerie Subalpine”, che ha dato vita a una nuova linea di liquori e distillati, quattro liquori-cocktail inediti in bottiglia: il Nuvolari, l’Ascari, il Green Bee (ape verde), realizzato proprio per celebrare la nascita di Green Pea, e l’Elixir Le Masche, mix dei botanicals del Vermouth e del Fernet, più l’erba ruta, ovvero “l’erba delle streghe”, le “masche” del folklore piemontese. Altra bella collaborazione quella con il Birrificio Artigianale Baladin. La Nazionale 4.8 alla spina, uno dei fiori all’occhiello di Baladin, viene twistata in un modo innovativo con gli hopper spray, idea di Teo Musso, il patron del birrificio: 6 distillati monovarietali, 5 di luppolo aromatico e uno di fieno delle Alpi cuneesi, creati apposta per 100 Vini e Affini. I distillati vengono poi nebulizzati sul top del bicchiere (di birra ma anche di sidro alla spina, altra novità) offrendo sensazioni di gusto e olfattive sorprendenti e sempre diverse. E poi c’è la Baladin organic craft beer, birra artigianale bio creata per Green Pea, con una lattina di alluminio riciclato, totalmente apribile, ecologica e riciclabile, che può essere utilizzata e riutilizzata come bicchiere.

La serra sul tetto di Green Pea

Anche la ristorazione easy da Affini punta alla sostenibilità, con materie prime naturali e bio, riutilizzo degli scarti, collaborazione con partner attenti all’ambiente. Affidata allo chef Niccolò Tealdi, spazia dagli “aperitivi all’italiana” a specialità cotte e servite direttamente in burnia, come il coniglio alla ligure e l’insalata di polpo speziata, a tapas reinterpretate in chiave pop, salumi e formaggi. Spazio anche al concetto di riutilizzo, dagli avanzi dei vini per l’ideazione di nuovi vini ippocratici ai fondi di caffè per la creazione di nuovi sciroppi.

In conclusione

Appuntamento il 9 a Torino per l’apertura al pubblico di Green Pea. Rotondo come la Terra, verde come vorremmo che la Terra fosse, il pisello verde aspetta adepti dell’Ozio Creativo, la filosofia farinettiana del Terzo Millennio. Un nuovo modo di intendere la vita? Sostenibile è bello, staremo a vedere.

 

a cura di Rosalba Graglia

foto di apertura di Fabio Oggero