Il 13 novembre, Eataly debutta all'interno del Manulife Centre di Toronto, per la prima volta alle prese con il pubblico canadese. Per conquistarlo punta sul take away e sul delivery, ma anche sull'esperienza per tutta la famiglia.
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Eataly come Ikea? L’idea di Oscar Farinetti

Di sedi nel mondo Eataly ne conta ormai una quarantina. Ma in Canada, dove il traguardo delle 40 aperture sta per concretizzarsi, la food hall emblema del made in Italy ideata da Oscar Farinetti nel 2007 è alla prima prova. Ed è significativo che, nel presentarsi alla stampa locale in visita al cantiere di Toronto prossimo ad aprire, il patron Farinetti non rifiuti l’associazione di Eataly con Ikea (peraltro diventata recentemente partner nella filiale di Roma), anzi assecondi il parallelo suggerito dai giornalisti: “Fare la spesa da Eataly può trasformarsi in un’esperienza per tutta la famiglia?”, gli suggerisce qualcuno. “Perché tante persone nel mondo amano andare da Ikea?” incalza lui, pronto a fornire la risposta: “Si tratta di una grande realtà commerciale dove è possibile acquistare buoni prodotti a prezzi accessibili. Ci si può andare con la famiglia, divertirsi, mangiare, trovare soluzioni per risolvere un problema. Ikea fa tutto questo per la casa, Eataly lo fa per il corpo e lo spirito”. Una fotografia lampante di quel che è diventato Eataly negli anni, sicuramente lontano dagli ideali che qualcuno aveva voluto accreditargli alle origini, ma capace di imporre al comparto gastronomico un modello commerciale di indubbio appeal, imitato in tutto il mondo.

Pizza alla pala da Eataly Toronto

Alla conquista di Toronto. Semplicità, take away, esperienza

E a proposito dell’intenzione di proporre ovunque uno spazio inclusivo giocato sulla forza del made in Italy, Farinetti aggiunge che proprio “la semplicità di una tradizione nata in casa, grazie alle nostre bisnonne, è un vantaggio importante per la cucina italiana, che è facilmente replicabile”, e quindi esportabile, per completare un assunto che fa gioco a chi lo sbandiera. Non che il futuro di Eataly a Toronto sia così incerto: nella metropoli canadese – che ospita la quarta maggiore comunità italiana residente all’estero – la passione per le food hall tematiche è esplosa ormai da qualche anno assecondando un fenomeno che accomuna tutte le grandi città del Nord America. Tra i motivi più evidenti, spiega un sondaggio recente, la mancanza di tempo e la scarsa attitudine alla cucina di molte famiglie canadesi. Dunque Eataly Toronto, con la più ampia offerta di proposte take away mai vista finora – e pure con la possibilità di ordinare a domicilio scegliendo tra le specialità delle diverse aree tematiche – si prepara a fare proseliti, bussando direttamente alla loro porta di casa. Ma quel che più conta, nell’universo Eataly, è l’esperienza.

La scala mobile che introduce a Eataly con la parete dedicata alla multiculturalità

Eataly Toronto. Com’è

E lo store canadese non vuole deludere le aspettative: mercoledì 13 novembre Eataly inaugura al Manulife Centre al Bay and Bloor, nel quartiere di Yorkville, in poco più di 4500 metri quadri articolati su tre piani, dedicati al tema della multiculturalità, che occuperanno circa 400 persone.

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La parete del Parmigiano da Eataly Toronto

C’è innanzitutto il mercato, con i prodotti made in Italy: più di 400 formaggi (la mozzarella è prodotta in house, il Parmigiano Reggiano vanta una parete dedicata ), la pasta secca, il pomodoro, l’olio, l’aceto, con oltre 100 nuove referenze importate per la prima volta in Canada. Accanto, però, ci sarà spazio anche per le specialità canadesi, con la selezione di una cinquantina di produttori del territorio.

Il banco del pane e della pizza di Eataly Toronto

Poi i banchi dei prodotti freschi, la macelleria con celle di invecchiamento, i salumi e formaggi, la pescheria, la panetteria al lavoro per sfornare 24 ore su 24, il laboratorio della pasta fresca affidato a Luca Donofrio. Per la pizza, la scelta è triplice: tonda napoletana by Rossopomodoro, alla pala romana, al padellino, come si usa a Torino. Per mangiare sul posto c’è la piazza che vorrebbe riprodurre la convivialità di un paese italiano: si beve un bicchiere di vino o un aperitivo, si fa merenda con un gelato (il latte arriva da una fattoria dell’Ontario) o un cannolo farcito sul momento. La Birroteca, con impianto in loco, è gestita in collaborazione con il birrificio canadese Indie Ale House; l’executive chef, invece, è Rob Wing, ma il più ambizioso dei progetti di ristorazione – Trattoria Milano – aprirà nei primi mesi del 2020. Scuola di cucina e visite guidate per raccontare la cultura gastronomica italiana completano l’opera. Ma l’avanzata di Eataly in Canada, pur agli esordi, già si preannuncia ambiziosa. Lo rivela Andrea Guerra, che ipotizza un rapido raddoppio in città, e poi nuove aperture a Montreal e Vancouver. Quota 50 è dietro l’angolo.

 

a cura di Livia Montagnoli

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foto di torontolife.com