La piccola-grande enoteca il Sorì di Roma apre una sua seconda sede, un fratellino dall'altra parte della cvittà
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“Ogni fine settimana andavamo a surfare, e per strada ci fermavamo da produttori di formaggi e di vino. Prendevo per me, poi anche per qualche amico che approfittava dei miei giri” alla fine è diventato quasi un gruppo di acquisto spontaneo, così Pasquale “Paky” Livieri ha cominciato ad avere più di qualche cassa di vino in casa e una stanza trasformata in cantina per tutti quelli che… “visto che ci vai puoi prendere anche a me qualche bottiglia?”. Fino a che in quella stanza non si riusciva neanche più a entrare. Poi una vacanza rovinata dal suo vecchio lavoro ha fatto scattare la molla: “ma che ci sto a fare qui?”.

Il primo Sorì a Roma

È il 2010, “mi metto a cercare su internet, trovo un localino e lo fermo subito, lo avrei pagato con la liquidazione”, perché nel frattempo la decisione è presa. Il locale è nel quartiere San Lorenzo e a quel punto arriva in automatico il nome: Sorì. E inizia a mettere in fila bottiglie su bottiglie, e una piccola ma accuratissima proposta gastronomica. Del resto ha fatto la gavetta al negozio del papà, a Napoli, che gli ha insegnato sin da piccolo a selezionare prosciutti, formaggi e altre specialità gastronomiche. Il Sorì è un locale minuscolo, ma le cose buone dentro trovano il loro posto. E anche di più. Gli anni passano, le bottiglie aumentano, con tante piccole e piccolissime realtà che Paky fa scoprire a chi lo va a trovare. Una scelta personale che guarda alla Francia e a chi lavora in modo etico, sotto ogni punto di vista.

Sorì a Roma. È il momento del raddoppio

Passano un po’ di anni e la piccola enoteca di San Lorenzo è pronta a raddoppiare. Tra qualche inciampo e false partenze a gennaio 2018 trova finalmente il posto giusto, a Monteverde. Da lì in poi è stata una sequenza infinita di contrattempi e ritardi, nelle consegne degli arredi e nei lavori, con pure la burocrazia che in Italia ha i suoi tempi. Ma ora, seppur con quai 6 mesi di ritardo, ci siamo. Cosa manca ancora? “La Scia” ovvero la segnalazione di inizio attività. Che sarà incastrata tra Vinitaly-Pasqua-25 Aprile-Primo maggio.

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Gl interni ddi Matière con le lavagnee le boiserie

Matière. Un locale di mare in città

Una quarantina di posti all’interno, dietro le grandi vetrate, e uno spazio per altrettanti all’esterno, sulla piazzetta. A passarci oggi si vede un locale luminoso, leggero. Arredi artigianali, “come spero lo saranno presto anche tutti i piatti: basta ardesie”, lavagne, boiserie e librerie di legno bianco e del colore del mare, “questa è la strada che mi porta in spiaggia a fare surf” spiega Paky “volevo che fosse come un locale strappato a una località balneare e trasferito in città”.

Si chiama Matière, materia, in francese: “l’elemento più importante nel vino”. E anche per gli arredi si gioca con i materiali che “fanno” il vino: legno,vetro, acciaio. In legno anche le due lampade-scultura realizzate da Ristart ad hoc: una botte che illumina il grande tavolo di cristallo all’angolo, e una sezione di foglietta, la bottiglia da mezzo litro, sopra il bancone. Proprio quella foglietta che troverà il suo posto nell’offerta di Matèrie.

Il logo di Matière

Cosa è Matière?

“Un bar à vin alla francese, in cui stare 10 minuti o sei ore, ma con lo spirito giusto: deve essere una festa, con la voglia di condividere un momento di gioia” spiega, e aggiunge “in questa città ci si prende troppo sul serio riguardo al vino”. L’invito è lasciare a casa lezioni o sermoni e portare con sé la voglia di lasciarsi stupire, seguire consigli e scoprire cose nuove, in poche parole divertirsi con il vino, “solo naturale, sì, ma esente da difetti”.

Cosa si beve da Matière

300-400 etichette da tutta Europa con oltre il 70% di Francia, tutte le regioni a macchia di leopardo e una buona rappresentanza di Champagne, “una delle mie grandi passioni”. Molti vini entrano in Italia per la prima volta, “da maggio o quando riterremo che siano in perfetta forma per essere serviti”... il viaggio di febbraio oltralpe – l’ennesimo – ha dato i suoi frutti.

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Una trentina le etichette in mescita, diligentemente suddivise tra bollicine, bianchi e rossi. I prezzi? Dai 5-6 in su, fino a oltre 25 per la proposta extra, quella di Enomatic, con altri 8 grandi vini pronti per il bicchiere. E se il bicchiere non dovesse bastare c’è un terzo formato: la caraffa.

Cosa si mangia da Matière

Tre tagli anche per il cibo: tapas, mezza porzione, piatto intero. Per 20-25 voci in carta. E poi pinchos (Paky è innamorato dei Paesi Baschi dove ha fatto un po’ di esperienza in cucina per prepararsi a questa nuova avventura) e ostriche “ci saranno sempre”. Si parte con la classica offerta da enoteca come al Sorì, ma con un’anima internazionale. Quindi formaggi sì, ma non solo italiani o francesi, stesso discorso per i salumi, con affinatori o allevatori che ancora non si trovano in Italia. Crudi di carne e pesce, come la tartare con midollo, “ogni tanto qualcosa di cucinato”, purè di verdure e pinoli, salmone scottato, brioche perdu (invece che pan).

A coordinare il tutto Niccolò Ferrara, studi all’Alma, esperienze da Salvatore Tassa, Silvio Salmoiraghi, Vito Quarto. Poi in Inghilterra e di nuovo in Italia. Si incontrano per caso e si trovano bene: “ha accettato la sfida di una cucina così, anche se con la sua preparazione avrebbe potuto guardare altrove”. I prezzi? “Dai 4 ai 16 euro” risponde “Poi se ci sono extra come tartufo o una buona scaloppa di foie gras, dipende dalla materia prima”.

Matière un angolo del locale con il tavolo d'angolo e la lampada

L’apertura di Matière

Nella prima settimana di apertura di Matière, il Sorì sarà fermo “ci dedicheremo al lancio, anche per non farci trovare impreparati e capire bene di quante risorse avremo bisogno per garantire un servizio come si deve”. Si comincia solo la sera, 7 giorni su 7, e poi si vedrà dopo il rodaggio. A partire da quando? Bella domanda. Il conto alla rovescia è cominciato. Per sapere quando finirà seguite la pagina Facebook di Paky, che quasi quotidianamente lancia messaggi alimentando l’aspettativa.

Matière – Roma – piazza Ottavilla, 8

 

a cura di Antonella De Santis