Accanto a Eataly Lingotto, il green retail park immaginato da Oscar Farinetti inaugurerà all’inizio di dicembre, per proporre il meglio delle produzioni ecologiche made in Italy. Ovviamente c’è spazio anche per il cibo e la ristorazione.
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Cos’è Green Pea

Avrebbe dovuto inaugurare alla fine di agosto, almeno secondo i piani annunciati all’inizio dell’anno. Considerando com’è proseguito il 2020, procrastinare il debutto è stato inevitabile. E riuscire a concretizzare l’apertura all’inizio di dicembre, in concomitanza con la festa dell’Immacolata, è decisamente una sfida vinta per Green Pea. L’attesissimo centro commerciale (secondo le intenzioni di chi l’ha ideato meglio parlare di “green retail park”) della famiglia Farinetti esordirà a Torino il prossimo 8 dicembre, accanto a Eataly Lingotto: quindicimila metri quadri, articolati su cinque piani, per raccontare – e vendere – il vivere sostenibile. Fra i partner di un progetto costato 50 milioni di euro di investimento c’è anche FCA, che avrà il suo spazio all’interno del mall, per presentare le sue automobili più futuristiche, come la 500 elettrica. Ma nell’edificio dall’ossatura in legno progettato dall’architetto Cristina Catino –  alimentato con energia “pulita”, geotermia e pannelli fotovoltaici, con il pavimento in grado di accumulare energia al passaggio dei clienti che lo percorreranno ogni giorno, e piante libere di crescere sulle pareti esterne – coesisteranno anche 32 brand di abbigliamento (tra cui grandi marchi della moda italiani) e 24 marchi legati al mondo della casa, oltre a startup e piccole aziende che hanno scelto di scommettere sulla sostenibilità, perché Green Pea mantiene fermo il suo focus originale – rinvigorito dalla crisi di valori aperta dalla pandemia – che è quello di riscoprire il rapporto tra uomo e natura.

Lo spazio interno di Green Pea, work in progress

Green Pea. Ecologia made in Italy

Ampliando l’orizzonte d’azione dal cibo buono, pulito e giusto al made in Italy ecologico tout court, articolato – in linea con la retorica della semplificazione di casa Farinetti – in “72 luoghi di bellezza e rispetto” (qui si può apprezzare per intero il manifesto di Green Pea). Peseranno sull’inizio di questa nuova sfida le difficoltà incontrate da Fico – attualmente chiuso, almeno fino a Pasqua, e in cerca di una strategia che corregga la rotta, sempre più orientata verso il parco divertimenti – prima e durante l’epidemia? Quel che è certo è che la struttura impiegherà almeno 200 persone, e l’iter per le assunzioni è già stato avviato. Nello store di via Nizza, l’ultimo dei cinque piani aperti al pubblico sarà dedicato all’ozio e al benessere, grazie alla spa con piscina e cocktail bar allestita sul tetto. A coordinare il progetto c’è Francesco Farinetti, amministratore di Green Pea, che ribadisce l’intenzione di farne “un palcoscenico italiano di prodotti in armonia con la terra, l’aria, l’acqua e la persona”. Per questo anche il cibo avrà il suo posto.

Green Pea. L’offerta gastronomica

Al terzo piano dell’edificio – dedicato alla “bellezza” dell’Italia –  sono stati allestiti due ristoranti: il bistrot 100 Vini e Affini, gestito da Davide Pinto di Affini, con una proposta incentrata sull’importanza dell’acqua, anche sotto il profilo nutrizionale; il ristorante Casa Vicina, che trasloca dal piano -1 di Eataly al nuovo spazio di 300 metri quadri, con cucina a vista e una settantina di coperti, di cui una ventina nello spazio riservato per eventi privati e business. Qui Claudio Vicina e sua moglie Anna continueranno a proporre la filosofia che ha ricevuto tanti apprezzamenti negli ultimi anni, approfondendo però il filone green. E il ristorante potrà disporre anche di un dehors esterno per la bella stagione. La cucina del bistrot, invece, sarà più smart, ma sempre studiata a partire da prodotti bio (i soliti noti del circuito di Eataly: La Granda per la carne e il latte, birre Baladin, caffè Vergnano, acqua Lurisia). L’offerta spazierà dalla colazione alla cena, passando per l’aperitivo; il 50% del menu sarà vegetariano. Per la carta dei drink, grande attenzione alla miscelazione, giocando anche con i vini della cantina.

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Il render della piscina di Green Pea

Il cocktail bar del quarto piano, invece, è affidato alle cure dell’agenzia di eventi ToBe, fondata da Pier Luigi Rosito: si tratterà di un lounge bar aperto per colazione, pranzo, aperitivo, dopocena, e i cocktail signature saranno a base di erbe, piante officinali e fiori del giardino di Green Pea (barmanager sarà Giorgio Lupi).

www.greenpea.com