L’Agro del Kiwi è una start up innovativa che opera nel territorio di Latina, nata per valorizzare un’attività di famiglia di lunga tradizione nell’Agro Pontino, la coltivazione di kiwi. Il risultato? La creazione del primo Aceto 100% di kiwi prodotto in Italia.
Pubblicità

CETHEGUS. Alla scoperta del Circeo

È di pochi giorni fa la notizia della nascita di un nuovo progetto nel mondo dei viaggi e del food: la creazione del brand territoriale CETHEGUS, che punta alla valorizzazione di un territorio italiano ancora poco conosciuto, ma dall’enorme potenziale, quello del Circeo. Un’area che dai Monti Lepini scende verso il Mare Tirreno, incontrando la Via Appia, il principale asse viario dell’antica Roma che collegava l’Urbs a Brindisi, direzione Oriente. L’obiettivo è quello di costruire un modello sostenibile di turismo per realizzare in Italia il primo vero Open Air Museum sul modello di quelli nordeuropei. Il progetto – che prende il nome dal console romano Marcus Cornelius Cethegus, tra i primi bonificatori delle paludi pontine che intorno al 160 a.C. si occupò di risanare i territori lungo l’Appia – è sostenuto da alcune aziende pontine e punta, tra le altre cose, proprio a promuovere le eccellenze gastronomiche del territorio.

Piantagione di kiwi

L’Agro Pontino: una piccola Nuova Zelanda

Un territorio, quello dell’Agro Pontino, che dagli anni Settanta del secolo scorso si è contraddistinto per la coltivazione di un frutto che affonda le proprie radici nell’estremo Oriente, l’actinidia deliciosa, meglio conosciuta come kiwi. Si tratta di un frutto originario della Cina importato in Nuova Zelanda nel 1906 dalla missionaria Isabel Frasier. Considerata dai neozelandesi inizialmente come pianta ornamentale, negli anni Cinquanta l’actinidia consolidò il suo status commerciale come frutto da consumare a tavola. Curiosa è anche l’origine del nome attualmente in uso: il principale produttore neozelandese del frutto nel 1958 cambiò il nome da “melonetta” a “kiwi” – ispirandosi all’uccello simbolo della Nuova Zelanda – per aggirare gli elevati dazi doganali imposti sui meloni. In Italia il primo impianto sperimentale di kiwi fu realizzato a San Felice Circeo nel 1971 e, due anni dopo, iniziò a Borgo Flora, frazione di Cisterna di Latina, la coltivazione del frutto a fini commerciali. Il clima dell’Agro Pontino, sin da subito, si rivelò particolarmente adatto a tale coltura. Nel 2004 il Kiwi Latina viene investito del riconoscimento di certificazione IGP. Oggi, gli ettari coltivati a kiwi nel Lazio sono circa 9mila e l’area dell’Agro Pontino è stata soprannominata “la piccola Nuova Zelanda”, anche se da sola produce più kiwi del Paese del Pacifico, contribuendo in modo decisivo a rendere l’Italia il primo produttore mondiale del frutto.

Cioccolato e aceto di kiwi

L’Agro del Kiwi

È in questo contesto che si inserisce L’Agro del Kiwi, start up innovativa nata da un’azienda agricola familiare istituita nelle terre pontine nel 1987, la cui filosofia è basata sul rispetto per la tradizione e, al tempo stesso, attenzione all’innovazione. “Gran parte del kiwi è generalmente consumata al naturale. Si tratta di un frutto che contiene vitamina C in quantità ben superiori rispetto agli agrumi ed è ricco anche di vitamine E e B7, oltre a sali minerali come potassio, magnesio, e antisettici tra cui rame e ferro>”, spiega Federica Ferrari, titolare dell’azienda L’Agro del Kiwi insieme a Enrico Ferrari. Valorizzando un’attività di famiglia di lunga tradizione, cioè la coltivazione del kiwi Hayward, l’azienda è riuscita a creare un prodotto unico, nuovo e originale: il primo Aceto di Kiwi, 100% kiwi, prodotto nel Bel Paese con processo brevettato e sostenibile, rispettoso della qualità della materia prima e dell’ambiente, adottato anche da ristoranti stellati. “Noi de L’Agro del Kiwi abbiamo deciso di sperimentare e realizzare dal frutto un alimento nuovo: è nato così l’aceto di kiwi, un prodotto naturale senza conservanti e allergeni, realizzato mediante un processo brevettato di fermentazione lenta, senza conservanti, leggermente filtrato e non pastorizzato, che preserva la “madre” -visivamente riconoscibile nella forma di filamenti gelatinosi e piccoli sedimenti- composta da enzimi e minerali, nutrienti vivi molto utili per la nostra salute”. L’azienda realizza l’aceto di kiwi in due referenze, un aceto giovane (Aceto di kiwi n.2) e uno invecchiato (Aceto di kiwi n.5).

Pubblicità
Prodotti dell'Agro del Kiwi

Dalla base, poi, sono create anche due ulteriori tipologie di condimenti, agrodolci e dolci, e cioè la confettura di aceto di kiwi e le glasse di aceto di kiwi che ben si accostano a piatti a base di pesce e verdure. E poi ancora, cioccolatini, ciambelle, biscotti dolci e taralli all’aceto di kiwi. Tanti prodotti diversi, un unico comune denominatore: l’aceto di kiwi, un ingrediente unico, originale e tutto italiano.

 

a cura di Francesca Masotti