Post-Covid: Almir Ambeskovic, General Member Board del sito di prenotazioni online TheFork, ci offre un quadro generale di come stanno reagendo gli utenti e i ristoratori.
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Abbiamo intervistato Almir Ambeskovic, General Member Board del più diffuso sito di prenotazioni online: TheFork. Per capire quale è la percezione dei loro utenti. Le persone sono pronte per andare a mangiare fuori? Come stanno andando le prenotazioni online? E i ristoratori come possono incrementare la fiducia dei consumatori?

Prima del coronavirus a che punto era in Italia il settore delle prenotazioni online dei ristoranti?

Fin dal lancio è sempre stato un mercato in rapida crescita per le prenotazioni online dei ristoranti. A partire dal 2018, la crescita anno su anno delle prenotazioni su TheFork si è attestata tra il +60% e il + 80%.

A livello europeo come si posiziona l’Italia?

L’Italia era ed è il primo mercato all’interno del nostro gruppo. Ed essendo TheFork leader di settore possiamo dedurne anche che sia in generale il mercato europeo dove le prenotazioni online stanno prendendo più piede, sia per la propensione degli utenti all’utilizzo del mobile sia per la ricchezza del patrimonio ristorativo.

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Il numero di ristoranti che si affidano alle prenotazioni online è andato di pari passo?

Assolutamente sì, anche il numero di ristoranti è drasticamente cresciuto: siamo partiti con un network di 5.000 ristoranti italiani e siamo oggi a oltre 22.000, segno che la digitalizzazione del settore sta rafforzandosi.

Questo network comprende tutte le tipologie di ristorazione?

Sì perché su TheFork gli utenti possono trovare i ristoranti adatti a ogni occasione. Da sempre abbiamo offerto un prodotto adatto a qualsiasi genere di indirizzo – dalla trattoria al ristorante gourmet – sia per quanto riguarda l’agenda delle prenotazioni fornita ai professionisti del settore (TheFork Manager) sia per quanto riguarda l’app di prenotazione per gli utenti (TheFork). Abbiamo migliorate nel tempo entrambe le soluzioni tecnologiche grazie a un continuo aggiornamento.

Qualche mese fa avete annunciato anche la partnership con Michelin. Come ha influito nel vostro business questa alleanza?

Ci ha consentito di dare più visibilità ai ristoranti che hanno ricevuto dei riconoscimenti da parte della Rossa, a beneficio dei ristoranti stessi e degli utenti, che hanno così accesso a informazioni sempre più utili e complete.

Come avete affrontato il periodo di lockdown?

Abbiamo deciso di investire e attivare diverse campagne a totale beneficio della community degli utenti e dei ristoranti partner. Prima tra tutte “La Cena Sospesa”, campagna benefica realizzata in collaborazione con il Banco Alimentare Onlus.

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In cosa consisteva?

Attraverso l’app TheFork e il servizio di smart payment TheFork Pay in essa integrato, gli utenti hanno potuto offrire un pasto a un’altra persona o famiglia in difficoltà effettuando una donazione libera al Banco Alimentare, con la possibilità di lasciare un messaggio solidale sotto forma di recensione. L’iniziativa ha permesso – insieme alla generosità degli utenti – di contribuire a distribuire quasi 600.000 pasti.

Sul fronte dei ristoranti?

Abbiamo deciso di dare loro la possibilità di comunicare sul sito e sull’app il numero di telefono affincé gli utenti potessero ordinare con consegna a domicilio o il take away. La campagna è stata realizzata con il supporto della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe). Poi, con “Salviamo i ristoranti” abbiamo permesso a tutti gli utenti di pre-acquistare esperienze nei loro ristoranti preferiti.

I dining bonds. Avete fatto pagare le commissioni in questo caso?

No, ci è sembrato un doveroso supporto a un settore che ha molto sofferto il lockdown dal punto di vista economico.

La vostra azienda come ne è uscita: avete usufruito della cassa integrazione?

Sì, per il periodo di maggior fermo. Siamo coscienti che il settore stia attraversando un momento cruciale, ma la situazione è in continuo divenire ed è prematuro fare i conti sul fronte dei clienti. Noi siamo fiduciosi nei confronti dei mesi a venire.

Ci sono alcuni dati che supportano questo feeling?

Secondo un sondaggio condotto su 13.000 utenti il 22 maggio 2020, il 77% degli intervistati conta di andare al ristorante entro un mese e tra questi quasi il 40% entro due settimane. Il numero di coloro che vedono nella paura del contagio un deterrente è sceso rispetto alla prima ricerca condotta sulla fiducia degli utenti di TheFork a inizio maggio, passando dal 43% degli intervistati al 31%. Restano pressoché stabili, invece, i fattori incentivanti al consumo fuori casa, ai quali possono contribuire i servizi digitali come TheFork.

Qualche esempio concreto?

Acquista sempre più importanza la possibilità di prenotare tavoli all’aperto (59%), e continuano a essere ritenute utili dagli utenti la comunicazione online delle misure di prevenzione messe in campo dal ristorante (molto importante per il 50% degli intervistati), il menù digitale (molto importante per il 39% degli intervistati), le recensioni dedicate alle norme anti-Covid (30%) e la possibilità di pagare da app senza contatto con il cameriere (22%).

a cura di Annalisa Zordan