Il rischio di un lockdown è sempre più concreto, e già si rivedono le code fuori dal supermercato. Eppure c’è cibo per tutti, farina compresa. Ma l’associazione dei mugnai vuole ribadirlo: è bene placare l’emotività.
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È di nuovo corsa al supermercato

È spiacevole per tutti l’impressione di ritrovarsi catapultati indietro di qualche mese, forse con più consapevolezza di quel che sarà nelle prossime settimane, e quindi affranti al solo pensiero di affrontare un nuovo lockdown. Qualcosa, però, la primavera di confinamento dovrebbe avercelo insegnato: per esempio, a non cadere nella tentazione della corsa all’ultimo pacco di pasta, in fila davanti al supermercato dalle prime ore del mattino per fare scorta di beni di prima necessità (ma anche tanti generi di conforto) prima che sia troppo tardi. Era (ed è) necessario tutto questo? No, perché il rifornimento di derrate alimentari è stato sempre garantito dalla filiera della grande distribuzione, anche nei momenti più critici dell’emergenza. Per non parlare dell’opportunità di scoprire le gioie della spesa di prossimità, sostenendo così anche tanti piccoli produttori italiani, di cui abbiamo parlato a più riprese. L’allarmismo, però, è un fenomeno rapido nel propagarsi, quanto difficile da debellare. E la saggezza popolare, in questo caso, ci aiuta a riassumere le prime corse a fare scorta di cibo fotografate un po’ ovunque in Italia negli ultimi giorni: il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Le parole di Teresa Bellanova

Così anche il ministro Teresa Bellanova è dovuto intervenire per placare gli animi e rassicurare sulla situazione degli approvvigionamenti di cibo: “Voglio tranquillizzare tutti. La filiera agroalimentare è assolutamente in grado di garantire, come in tutti questi mesi, cibo sano e sicuro al Paese”. Totalmente ingiustificato, oltreché rischioso per la salute di tutti, è dunque alimentare assembramenti, che oltretutto sono anche spia di acquisti spinti all’eccesso per il timore di restare senza cibo, che al contrario – come sottolinea il ministro del Mipaaf – portano a sprecarlo.

L’appello di Italmopa: c’è farina per tutti

Ancor più sentito – con una premura che avrebbe quasi del comico, se non ci trovassimo ad affrontare una situazione così imprevedibile e sofferta – è l’appello diramato da Italmopa, l’Associazione Mugnai Industriali d’Italia, che si trova a dover scoraggiare l’acquisto compulsivo di uno dei prodotti più ambiti durante il lockdown: la farina. Breve, ma chiara la comunicazione dell’associazione: “Italmopa ritiene opportuno informare che, anche nel corso delle prossime settimane, ai canali della distribuzione continuerà a essere sempre garantito il corretto approvvigionamento di farine e semole, senza subire rallentamenti o interruzioni. Italmopa invita pertanto i consumatori a evitare ogni forma di accaparramento, come è avvenuto nel corso dei mesi di marzo e aprile 2020, e a privilegiare una scelta razionale, piuttosto che emotiva, relativamente ai propri acquisti di beni alimentari di prima necessità quali, appunto, gli sfarinati di frumento”.

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L’emotività, in questo 2020 che sembra non voler finire mai, sta scandendo le nostre nuove abitudini. Ma, come sottolinea Italmopa, non deve prendere il sopravvento. Non c’è alcun pericolo di sorta: presto potremo tutti ricominciare a dare sfogo al nostro talento da panificatori e pizzaioli amatoriali. Sperando che torni in fretta a diventare un hobby da praticare tra una cena al ristorante e un’uscita con gli amici.