Spesa

«23 euro al chilo a Milano»: la crisi delle ciliegie parte dalla Puglia

Le gelate di marzo e aprile hanno compromesso fino al 100% del raccolto in alcune zone del Sud-Est Barese, cuore della produzione cerasicola italiana. Le ciliegie Ferrovia scarseggiano e sui banchi di Milano si arriva a pagare anche 23 euro al chilo

  • 21 Maggio, 2025
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Una primavera gelida ha mandato in tilt la stagione delle ciliegie pugliesi. Le gelate tardive hanno colpito duramente gli alberi del Sud-Est Barese, cuore della produzione nazionale, con perdite stimate tra il 70% e il 100% a seconda delle zone. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che parla di una vera e propria emergenza agricola: «Serve la dichiarazione dello stato di calamità», si legge nella nota. A farne le spese sono state in particolare le varietà più pregiate, come le primizie Georgia e Bigarreau, ma soprattutto le celebri ciliegie Ferrovia simbolo della regione. I fiori, bruciati dal freddo, non hanno lasciato scampo: i frutti scarseggiano e i prezzi schizzano alle stelle. A Milano si segnalano punte di 23 euro al chilo.

Ciliegie: prezzi alti, agricoltori in difficoltà

Alla scarsità dell’offerta si somma l’aumento dei costi di produzione e la siccità persistente. Una combirazione che rende insostenibile il lavoro nei campi, mentre i consumatori si trovano di fronte a cifre proibitive. «I produttori ricevono poco, i consumatori pagano moltissimo», denuncia Coldiretti, che chiede «una maggiore trasparenza lungo la filiera e controlli contro le speculazioni». In questo scenario torna alla ribalta la vendita diretta, con molte aziende agricole che scelgono di vendere in prima persona i propri prodotti. Una scelta dettata tanto dalla necessità quanto dal desiderio di instaurare un rapporto più diretto e trasparente con i cittadini. La Puglia, con i suoi 18mila ettari coltivati a ciliegio — 17.230 solo nella provincia di Bari — è la prima regione cerasicola d’Italia, responsabile del 30% della produzione nazionale. Un primato oggi messo a dura prova.

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