L’organizzazione no profit Terzo Paesaggio, con Davide Longoni, progetta di aprire una scuola del pane nella campagna di Chiaravalle, alla periferia sud di Milano. Per realizzarla parte il crowdfunding che permetterà di accedere al co-finanziamento del Comune.
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Rigenerazione urbana tra Corvetto e Chiaravalle

Sull’asse che sta tra Corvetto a Chiaravalle, prima periferia di Milano che sfuma nel Parco Agricolo Sud, un serio progetto di comprensione delle criticità e sviluppo delle potenzialità del quartiere è stato avviato da tempo. Poco prima che la pandemia colpisse con la sua violenza Milano e tutta la Lombardia, una delle iniziative partorite dal gruppo di lavoro impegnato in quest’opera di rigenerazione urbana si concretizzava all’interno del mercato rionale di piazza Ferrara, che oggi ospita il progetto Made in Corvetto. Tra i punti di forza di una periferia come il Corvetto, da subito, è stata individuata la vicinanza con la campagna di Chiaravalle e la Valle della Vettabbia. E tra le realtà creative in campo per riabilitare un’area della città ignorata fino a pochi anni fa, l’organizzazione no profit Terzo Paesaggio è quella che più si è impegnata per recuperare il legame prezioso che dovrebbe unire campagna e città, in uno scambio reciproco di energie positive. Guidata da Andrea Perini, Terzo Paesaggio promuove processi rigenerazione urbana a base culturale, collaborando con realtà locali, enti e istituzioni culturali.

Davide Longoni

Il progetto per Chiaravalle, con Davide Longoni

Ancor prima del lavoro su Corvetto, a partire dal 2013, l’organizzazione ha sviluppato un progetto pilota per la rigenerazione di Chiaravalle, conosciuta dai più soprattutto per la millenaria abbazia cistercense, oggi parte di un percorso di esplorazione del territorio (il Cammino dei Monaci) da godere a piedi o in bici; e sin dall’inizio l’operazione ha coinvolto il panificatore Davide Longoni (fautore di un Rinascimento della cultura del pane, che ora si esprime anche nella rivista monografica da lui fondata, L’Integrale), che nel parco della Vettabbia coltiva cereali per la produzione del suo pane agricolo urbano, intitolato proprio a Chiaravalle. Una sinergia maturata col tempo, che la prossima primavera dovrebbe portare all’attivazione di una scuola senza scopo di lucro situata nel borgo-quartiere di Chiaravalle, votata alla formazione di una nuova generazione di artigiani del pane, in osservanza dei valori (oggi riuniti in un manifesto) che Longoni si è sempre impegnato a divulgare, formando sul campo un nutrito gruppo di “discepoli”.  “Lavoro con Davide da moltissimo tempo” ricorda Perini “da subito si è mostrato molto sensibile. Crediamo che il panificatore del futuro possa essere agente trasformativo dei luoghi. Abbiamo già fondato un’azienda agricola, ma l’idea che muove la scuola è quella che la bottega del futuro possa diventare uno spazio ibrido, contribuendo alla rigenerazione culturale del territorio”.

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la locandina di Madre project

Madre Project: la raccolta fondi

Per concretizzarsi, però, Madre Project Scuola del Pane e dei Luoghi ha bisogno dell’aiuto di tutti. Il progetto è tra i 20 selezionati dal Comune di Milano per accedere al Crowdfunding Civico, modalità di co-finanziamento partecipato con cui l’amministrazione punta a stimolare la partecipazione della comunità per finanziare progetti culturali e sociali nei quartieri. “Da tempo Terzo Paesaggio si impegna ad aprire spazi culturali, sempre però finanziati da bandi. Il passaggio in più che vogliamo fare è quello di dotarci di un’autonomia che attinga a un motore economico rappresentato in questo caso dal pane, per farne il centro di una filiera culturale, in relazione con le scuole, con gli artisti, con la comunità. Noi viviamo nel quartiere, crediamo nella possibilità di farne un luogo con progettualità diversificate e uniche, che attraggano persone non solo per visitare l’abbazia”.  Il 28 gennaio, quindi, si avvia la raccolta fondi per la realizzazione di Madre Project, con l’obiettivo di raggiungere quota 32mila euro: “Sappiamo che non sarà facile raggiungere l’obiettivo, puntiamo a coinvolgere tre target: gli innamorati del borgo di Chiaravalle, con piccole donazioni; gli aspiranti fornai interessati alla scuola, e per questo chiederemo ai panificatori di farsi portavoce dell’esistenza del progetto; e i grandi donatori, che della scuola hanno interesse a costruire qualcosa di buono sull’innovazione del pane e sulla rigenerazione del territorio”.

Campo di cereali a Chiaravalle

La Scuola del Pane e dei Luoghi

Le donazioni raccolte serviranno per riqualificare lo spazio dell’ex palestra nella scuola di Chiaravalle, che ospiterà il nuovo centro di formazione, accogliendo ogni anno 18 aspiranti panificatori. I lavori prevedono anche la realizzazione di un laboratorio didattico attrezzato di tutto punto per produrre fino a 100 chili di pane al giorno. La scuola avrà il compito di veicolare il valore (culturale, sociale ed economico) di un mestiere che oggi è tornato ad attrarre molti giovani. A chi di loro non può permettersi di pagare un corso saranno riservate borse di studio (una per trimestre); e il pane prodotto servirà anche ad aiutare le persone in difficoltà del territorio locale, distribuito gratuitamente: “Dall’inizio della pandemia, con Davide, abbiamo distribuito pane al quartiere Mazzini, nell’ambito di un’iniziativa finanziata dal Municipio 4 per progetti di sostegno alimentare. Abbiamo distribuito pane a 100 famiglie: un prodotto nutriente, buono, realizzato con i cereali coltivati sul posto. La cosa è andata molto bene, dunque prevediamo di stringere accordi con mulini locali, partire da un’ottima materia prima, produrre pane che allevi una situazione di povertà vera e diffusa, portando anche un po’ di speranza, perché sarà tutto frutto di un lavoro di rigenerazione di Chiaravalle”.

MadreProject, Scuola del Pane e dei Luoghi from terzo paesaggio on Vimeo.

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Chi è il panificatore del futuro?

Più complicato pensare all’apertura di una bottega dipendente dalla scuola: “Ci sono dei limiti burocratici, e qui a Chiaravalle un forno già esiste, non vogliamo rischiare di togliergli mercato. Però potremmo pensare a un temporary nato in seno alla didattica, per vendere al pubblico, anche altrove, in un corner aperto più in centro”. Chiaro, invece, l’approccio formativo: “Si produrrà pane, sulla base delle tre ricette super collaudate di Davide; ci saranno poi masterclass tenute da ospiti esterni. E una componente umanistica importante, per la trasmissione di valori culturali. Accanto ci sono i campi: non pensiamo che il panificatore debba essere contadino, ma è bene che interiorizzi certe conoscenze”. Infatti la didattica sarà complementare a un percorso di innovazione delle tecniche di coltivazione per rigenerare terreni abbandonati, sperimentando tecniche di agro-forestazione e semina di popolazioni evolutive di cereali (operazione già in corso su sei ettari agricoli gestiti nei pressi di Chiaravalle in collaborazione con un gruppo di contadini urbani).

Donare è importante

La cifra stabilita dev’essere tassativamente raggiunta entro la fine di marzo 2021: solo così sarà possibile accedere al co-finanziamento del Comune, e dunque realizzare il progetto. Partecipare è importante, perché la scuola farà bene a tutto il quartiere, promuovendo un’offerta culturale di laboratori sulla cultura del pane accessibili a tutti, un palinsesto di progetti artistici e visite guidate ai campi agricoli. E come ogni crowdfunding che si rispetti, sono previste anche delle ricompense per i donatori: dal pane “firmato” per contributi da 20 euro alla lezione online di panificazione per chi versa 50 euro, alla masterclass con Longoni per chi destina alla causa 150 euro. Donazioni di 900 euro, invece, garantiscono una preiscrizione al corso professionale trimestrale più tirocinio, con uno sconto del 30% sulla retta. Con 1000 euro, inoltre, chi già lavora sul pane può assicurarsi uno spazio di sperimentazione all’interno della scuola, per usufruire del laboratorio attrezzato quando sarà operativo.  Se la campagna andrà a buon fine, già a settembre 2021 inizierà il primo corso.

Per donazioni e informazioni www.madreproject.org  

a cura di Livia Montagnoli