Made in Corvetto è il progetto che fa del mercato rionale di piazzale Ferrara, periferia sud di Milano, un punto di comunità, nell’ambito della più ampia campagna di rigenerazione urbana promossa da Fondazione Cariplo. Dentro c’è anche una cucina molto particolare.
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Lacittàintorno. Il progetto di Fondazione Cariplo

Lacittàintorno è quella che per definizione sta intorno al centro della città. E il progetto di rigenerazione urbana che la evoca, promosso da Fondazione Cariplo che, dal 2017, ha già investito nell’idea 10 milioni di euro, vuole mettere in luce le sue potenzialità. Quando si parla di aree periferiche, com’è la zona di Corvetto, al confine col Parco Agricolo Sud, è impossibile ignorare le criticità di una vita di comunità resa difficile dalla scarsità di risorse e servizi. Eppure il primo errore nell’approcciarsi a una realtà complessa da decifrare, sta nel metodo: “Parlare di periferie al plurale non serve a comprenderle, a circoscriverne limiti e individuare punti di forza” spiega Francesca Cognetti, che negli ultimi mesi ha guidato un gruppo di urbanisti, antropologi e architetti del Politecnico in una ricerca sul campo nell’area di Corvetto. Obiettivo? Fornire solide basi di partenza al programma per la valorizzazione e l’integrazione dei quartieri periferici di Milano promosso da Fondazione Cariplo (a Corvetto-Chiaravalle, seguirà l’area di via Padova-Adriano).

Il sindaco Sala alla presentazione di Made in Corvetto

Cos’è una periferia? L’esempio di Corvetto

I risultati si “leggono” sulla bella mappa di comunità stilata dai ricercatori: “Corvetto ha una sua identità precisa, è molto prossima al centro, è composta di tante realtà, ma soprattutto può e dovrà puntare sulla sua vicinanza con la campagna. In pochi minuti si raggiunge Chiaravalle e il Parco della Vettabbia; Corvetto è in campagna, e un luogo come il mercato di piazza Ferrara può sfruttarne le potenzialità, generare economie locali e servizi”. Il mercato in questione è uno dei primi plateatici rionali interessati dal progetto di riqualificazione avviato dall’amministrazione guidata da Beppe Sala, che sul territorio di Corvetto ha incrociato la strada di Fondazione Cariplo (ma il 2020 sarà anche l’anno dei mercati di Zara, Wagner, Morsenchio, senza dimenticare il modello precoce di Lorenteggio). Poco meno di un anno fa si è iniziato a lavorare concretamente per rivitalizzare uno spazio in via di abbandono, che per molti anni ha rischiato di essere chiuso definitivamente. E così, ora, agli operatori storici che hanno conservato il proprio banco anche in anni difficili, si affiancano nuovi spazi, non necessariamente a vocazione commerciale: “Per noi è stata una novità sperimentare la messa a bando di spazi vuoti per attività non propriamente commerciali” spiega Cristina Tajani, assessore al commercio e grande fautrice del progetto di recupero dei mercati “Ma oggi i mercati devono fondere spazi di vendita e socialità, nel rispetto dell’identità tradizionale, conciliando però commercio e intrattenimento, per tornare a essere presidio dei rispettivi quartieri”.

IL macellaio di carne equina di Corvetto davanti al mercato
Il macellaio di carne equina del mercato di piazzale Ferrara

Le opportunità di un luogo di incontro

Così la pensa anche Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo: “Le persone devono tornare a sentirsi parte di un destino comune, per questo il futuro della città dev’essere di tutti, anche se, in periferia, percepire la grande velocità a cui procede Milano oggi può generare malcontento, la percezione di un divario che si accentua. Ecco perché noi lavoriamo sulla città intorno, le opportunità hanno bisogno di luoghi per esprimersi. Il mercato era già qui, noi abbiamo pensato di fare del cibo un luogo di incontro e riconoscimento, dove possono coesistere pacificamente visioni diverse”. Certo, la strada può rivelarsi ostica: la giornata inaugurale, col sindaco presente per benedire l’operazione, è iniziata con un’aperta contestazione alle buone intenzioni della Fondazione da parte di gruppi antagonisti. E, soprattutto, con un brutto atto vandalico che ha deturpato i disegni realizzati nei mesi scorsi dai bambini del quartiere, per decorare le pareti esterne del mercato.

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L'esterno del mercato Corvetto con il murale dei bambini

Made in Corvetto e la cucina del mercato

Ma a Corvetto ci sono anche tante energie positive, concentrate nel progetto Made in Corvetto, a cura della Cooperativa Sociale La Strada, già attiva nel quartiere, che al mercato collaborerà con le associazioni Milano Bicycle Coalition (che ha una ciclofficina nel mercato) e Terzo Paesaggio (impresa creativa nata attorno alle idee di Andrea Perini), per trasformarlo nel primo Punto di Comunità del progetto Lacittàintorno. Tra le novità del mercato “ibrido”, lo spazio destinato alla cucina collaborativa di quartiere è certamente uno degli spunti più interessanti da sviluppare. All’allestimento ha contribuito Zanussi, che ha dotato la cucina di attrezzature professionali all’avanguardia, come il bel forno a umidità controllata che campeggia nello spazio di lavoro. A cucinare, invece, saranno due giovani cuochi, entrambi nati e cresciuti a Corvetto: Fabio e Erik si sono formati presso la scuola di Galdus (da cui discende la onlus La Strada), poi hanno lavorato in cucine importanti, e da marzo – quando lo Spazio Cucina sarà operativo a tutti gli effetti – si ritroveranno fianco a fianco nell’organizzare il lavoro al mercato. La cucina proporrà un menu per il pranzo, da mangiare in loco, a portar via, o consegnato a domicilio in bici (dalle 12 alle 14.30). E svilupperà molte attività formative e ricreative, rivolte a bambini e adulti, per riscoprire vecchie ricette, prodotti del territorio, il piacere di ritrovarsi per mettere le mani in pasta.

Cucina collaborativa. Il menu

L’offerta di cucina sarà semplice e proposta a prezzi popolari, cambierà mensilmente e terrà conto delle esigenze del quartiere: “Abbiamo idea di utilizzare i prodotti dei banchi, come per la tagliatelle al ragù di cavallo, della macelleria equina, ma anche di confrontarci con chi viene a trovarci, per avere nuovi spunti”. Si inizia con vellutata di porro e carote con briciole di pane croccante (5 euro), orecchiette broccoli e guanciale (5), gnocchi di patate, zola e noci (6), lombo di maiale alle erbe con patate (8), riso al salto con luganega (7). E a proposito di buoni prodotti del territorio, anche l’azienda Nocetum, partita 32 anni fa dalla ristrutturazione di una cascina in abbandono ai margini della città, parteciperà attivamente alle iniziative: “Proporremo i nostri prodotti, senza entrare in concorrenza con gli operatori del mercato. E soprattutto ci piacerebbe incentivare la scoperta del Cammino dei Monaci, in direzione Chiaravalle, che la ciclabile ha reso un’attrazione del quartiere alla portata di tutti”.

Il progetto avrà successo se riuscirà a generare una rete di connessioni, coinvolgendo la comunità. L’atto costitutivo è sancito dal Patto di collaborazione che riconosce piazzale Ferrara – e dunque anche il mercato – come bene comune. Nei prossimi mesi anche la piazza cambierà, con la pedonalizzazione dall’area davanti al mercato, la sistemazione di tavoli, sedie, nuove verde pubblico. Intanto, a breve, partirà un ricco calendario di eventi e iniziative. Made in Corvetto ha voglia di farsi scoprire.

 

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a cura di Livia Montagnoli