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Mangiare al museo non è sempre la scelta più azzeccata, spesso infatti ci si trova di fronte a tristi insalate o toast bidimensionali. Ci sono però delle virtuose eccezioni, come il ristorante di Enrico Bartolini al Mudec di Milano o AlpINN a Plan de Corones, alle quali ora si aggiunge il nuovo progetto dello chef piemontese Nicola Di Tarsia all’interno del Filatoio di Caraglio.

Il Filatoio di Caraglio

Il Filatoio di Caraglio

È il più antico setificio rimasto in Europa, edificato alla fine del ‘600 e attivo fino agli anni ’30 del Novecento, ed è tra i pochi in Italia a essere stato trasformato in museo: il Filatoio Rosso di Caraglio, grosso borgo a pochi minuti da Cuneo, racconta la lunga storia dell’arte della seta in Piemonte, oltre a ospitare importanti mostre temporanee (attualmente fino all’8 dicembre “Un set alla moda. Un secolo di cinema italiano tra fotografie e costumi” in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino nell’ambito delle celebrazioni per “Torino Città del Cinema 2020”)

E adesso c’è anche un’attrattiva in più: appena aperta dopo il lockdown l’Osteria Il Nanetto al Filatoio, progetto curato da Nicola Di Tarsia.

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Nicola Di Tarsia dell'Osteria Il Nanetto

Nicola Di Tarsia. Un torinese per caso a Cuneo

Torinese di nascita, ma padre calabrese e madre pugliese, destinato per tradizione familiare a diventare poliziotto, Nicola Di Tarsia ha scelto la via del food. E a Torino ha aperto il suo ristorante, il Berbel, dove Sergio Marchionne era un habitué e ha curato la cucina del celebrato bar Zucca. Poi l’incontro con il gruppo imprenditoriale Nano (ecco spiegato il nome del locale) e il primo impegno per il ristorante dell’hotel del gruppo, il Cristal di Cuneo. Da cosa nasce cosa, e così è nata l’idea dell’Osteria il Nanetto al Filatoio, dove fino a ieri esisteva solo una caffetteria.

apre l'Osteria Il Nanetto all'interno del più antico setificio rimasto in Europa, il Filatoio di Caraglio.

L’Osteria il Nanetto al Filatoio

Per cominciare, del nuovo progetto meritano un accenno gli spazi, tutti all’interno dell’edificio storico, nel secondo scenografico cortile. Qui si affacciano la grande sala delle colonne, un tempo sala della filanda, con i tavoli spaziosi, ben distanziati, su ognuno una bobina di filo colorato, a ricordare la vocazione del luogo, quindi lo spazio caffetteria, il nuovissimo box cucina e la piacevole osteria, ricavata in un ex magazzino, tavoli d’epoca, vecchi libri, gli scaffali delle bottiglie (per lo più del territorio piemontese, ma non solo), alle pareti antichi specchi e quadri di Federico Sclopis, pittore piemontese a cui il Filatoio ha dedicato l’anno scorso una bella mostra presentata da Sgarbi, compreso un ciclo tutto a tema Osterie, perfetto per il locale.

Cosa si mangia all'Osteria il Nanetto al Filatoio

Cosa si mangia all’Osteria il Nanetto al Filatoio

In questa location di grande suggestione, Nicola Di Tarsia – che ha voluto con sé un paio di collaboratori di vaglia, come Valerio Reynaudo, ex della Barrique di Torino e del Lovera Palace di Cuneo, e Viviana Carosso, che fino all’anno scorso lavorava da Vissani – propone una cucina che mette insieme in modo ideale le sue due anime: quella piemontese e quella “sudista”. Così c’è il menù-degustazione “In Granda” che spazia dalla vitella tonnata 20.20 agli agnolotti del plin ripieni di vitella, capocollo, spinaci e coniglio, alla fassona in purezza e al cucchiaio, con Barbera e tartufo nero estivo, e per finire cannolo (irresistibile omaggio alla Sicilia), ma con salsa allo zafferano di Caraglio. “Siamo in Val Grana e andiamo alla scoperta dei prodotti e dei produttori locali, lo zafferano, l’aglio, così famoso, e l’altrettanto eccelso Castelmagno d’alpeggio”, spiega lo chef, che ha voluto anche un piccolo spazio d’orto, dove coltiva le piante aromatiche per la cucina.

Cosa si mangia all'Osteria il Nanetto al Filatoio

E poi c’è il menù “Blu”, dove arriva prepotente il mare che lo chef torinese ama moltissimo, ma sempre con qualche tocco del territorio. La sua sfoglia di calamaro ripiena al baccalà mantecato con sorbetto ai mirtilli di Caraglio, presentata su un letto di erbette è una delizia inattesa, i tortelli di pesto al basilico e orata all’acqua pazza creano quasi un quadro, la ricciola alla plancia, con animelle alle mandorle e melanzane alla scapece è perfetta nell’audacia degli abbinamenti. In carta poi si gioca con carne e pesce e fra Cuneese e Sud (segnalazione speciale per lo spaghetto con gamberi viola di Mazara e stracciatella di bufala del Caseificio Moris, altra eccellenza di Caraglio)

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Cosa si mangia all'Osteria il Nanetto al Filatoio

L’idea plus legata al biglietto di ingresso del museo

Aperto a pranzo e a cena, dal mercoledì al sabato (la domenica solo a pranzo), Il Nanetto al Filatoio propone inoltre nel fine settimana, venerdì e sabato, una piacevolissima formula di aperitivo, legata al biglietto di ingresso del museo. Prima la cultura e poi ci si delizia (è il caso di dirlo) con un buon calice di bollicine o di vini fermi nostrani e con il box di sfizi creativi di accompagnamento. Tutto individualizzato, come si conviene ai tempi del Covid, e ricco di sorprese create al momento, secondo il mercato e la fantasia, dal patanegra al salmone dell’Alaska marinato al fieno, le capesante scottate in salsa al corallo, il mini-hamburger di vitella piemontese 17 mesi e gambero di Santa Margherita e altre tentazioni golose. “Da settembre vogliamo puntare molto sull’aperitivo – racconta Nicola Di Tarsia – e siamo pronti se sarà necessario a riprendere il delivery. Abbiamo aperto dopo il riallestimento solo pochi giorni a marzo, poi c’è stato il lockdown, e subito abbiamo scelto il delivery per continuare ad avere un rapporto con la clientela: “Il ristorante a casa tua” come l’abbiamo chiamato. Ma contiamo e speriamo tutti di poter accogliere gli ospiti qui, in questi spazi così ampi, ben distanziati, sicuri”. Tutto tra l’altro a costi piacevolmente contenuti: 40 € il menù degustazione Granda, 55 € il Blu.

Osteria Il Nanetto al Filatoio – Caraglio (CN) – via Giacomo Matteotti, 40 – 3920404100 – facebook.com/OsteriadeilNanetto

a cura di Rosalba Graglia