Milano punta sempre di più sui suoi mercati, nuovi centri della vita di quartiere

2 Set 2020, 10:29 | a cura di
Il piano avviato dall’amministrazione Sala si concretizzerà entro il 2021 coinvolgendo otto strutture mercatali, tra centro e periferia di Milano. In alcuni casi i risultati sono già visibili, altrove si lavora per realizzare spazi ibridi per il quartiere.


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I mercati di Milano. Procede il piano di rilancio

Il primo progetto integrato di riqualificazione dei mercati rionali, a Milano, data al 2018 (e raccoglie un lavoro iniziato già qualche anno prima). Obiettivo prioritario di Palazzo Marino, si diceva allora, sostenere il rilancio delle numerose strutture storiche ancora attive in città per rinnovarne l’eredità, anche attraverso nuove formule di fruizione, basate, per esempio, sulla somministrazione di cibo e sull’apertura di spazi culturali. E in questi anni, l’assessore al commercio Cristina Tajani, con il supporto del sindaco Sala, si è impegnato per concretizzare il piano, sollecitando soggetti privati e associazioni culturali a investire sul recupero dei plateatici comunali di quartiere (anche quelli più periferici, come il mercato di piazza Ferrara, al Corvetto, o quello di Lorenteggio), attraverso bandi di gara mirati a regolare la collaborazione tra pubblico e privato. Un anno fa, gli obiettivi di rilancio per il 2020 si concentravano sul mercato di Zara, in piazzale Lagosta (Quartiere Isola), programmandone una riapertura entro l’inizio dell’estate, in veste inedita, in attesa di lavorare di comune accordo con nuovi gestori – unici o consortili – già individuati, anche all’interno dei mercati di piazza Wagner e Morsenchio. L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente rallentato le operazioni, senza affievolire gli intenti.

Il mercato di via Monza

Nuovi spazi ibridi per la vita di quartiere

Dunque, quelli che oggi l’assessore definisce “spazi ibridi” (perché destinati non solo alla spesa, ma anche luogo di aggregazione sociale, e polo di ristorazione) prenderanno forma, di qui alla fine del mandato dell’amministrazione Sala nel 2021, in otto mercati pronti a essere rivoluzionati nell’organizzazione degli spazi e nell’offerta. Il primo traguardo si taglierà già alla fine di settembre, all’interno del mercato di Via Monza, dove sul modello di Piazza Ferrara si appresta a esordire un laboratorio di quartiere di 40 metri quadri, realizzato in collaborazione con il Politecnico (Off Campus NoLo, si chiamerà, e ospiterà anche la Radio di quartiere), con gli studenti chiamati a progettare i nuovi interni, che agevoleranno la compresenza di banchi storici e ristorantini. In Piazzale Lagosta, invece, proseguono i lavori che hanno smantellato una struttura ormai in abbandono per ripensarne funzioni e offerta, secondo il progetto già approvato un anno fa, che darà molto spazio alla somministrazione di cibo e alle attività di aggregazione, garantendo l’apertura fino a tarda sera. Inaugurazione prevista per aprile 2021.

Il cantiere del mercato di via Rombon

Al mercato di Via Rombon (zona Feltre) il modello è ancora diverso. Sempre alle prese con una struttura già smantellata e spopolata, il Comune ha scelto di affidare a Sogemi il rilancio dello spazio, che dunque avrà vocazione ortofrutticola e l’offerta più coerente con quella di un mercato tradizionale, rivolto però sia alla spesa al dettaglio che all’ingrosso, con una selezione di prodotti di qualità che potrà favorire anche la nascita di ristoranti legati alla cucina di mercato. Il progetto è obiettivamente uno dei più ambiziosi, e avrà bisogno di più tempo per nascere. Obiettivo: avviare i lavori entro il 2021.

Murales al mercato di Corvetto

Più vicino il traguardo per le strutture di Wagner e Morsenchio, che possono contare sull’impegno diretto dei commercianti storici e delle associazioni di quartiere, mentre in piazza Ferrara si approfondisce il bel progetto già inaugurato a febbraio scorso, poco prima del lockdown, e presto partiranno dei progetti col coinvolgimento di cuochi milanesi. All’appello mancano i mercati Chiarelli e Prealpi, ancora in cerca di concessionari per avviare la “rivoluzione” (ma i bandi di gara sono in arrivo). Un piano integrato che vorrebbe essere coerente con il nuovo volto di una Milano indirizzata a riscoprire la vita di quartiere, almeno secondo il progetto di rilancio post-Covid immaginato dall’amministrazione. E che in tal senso potrebbe trovare ispirazione nel bel sistema concretizzato negli ultimi anni a Madrid, che vi raccontiamo nel numero di settembre 2020 del Gambero Rosso, ora in edicola.

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