Pochi metri separano un locale dall’altro, in piazza Galilei, a Cagliari. Dopo anni di crescita costante, Cucina.eat ha deciso di raddoppiare gli sforzi, con un’insegna dedicata al pane e al piacere di un panino fatto come si deve. Ecco il risultato.
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L’evoluzione di un progetto. Da Cucina.eat a Panino.eat

Ecco il take away di Cucina.eat (“Tre cocotte” e quindi tra i migliori bistrot d’Italia per il Gambero Rosso), come recita la vetrofania esposta in piazza Galilei, al civico 31, dove Panino.eat ha aperto battenti da un paio di giorni appena. A Cagliari, il primo spazio ideato da Alessandra Meddi e Giuseppe Carrus ha proiettato molte ambizioni su una zona lievemente defilata dal centro città, a poca distanza dal mercato di San Benedetto, che è diventato punto di partenza per una ricerca sul cibo attenta alla materia prima, calata in un contesto rilassato, divertente e unico nel suo genere, nel capoluogo sardo. Su queste basi il progetto è cresciuto – e con lui piazza Galilei –  grazie anche alle persone che si sono avvicendate in sala e cucina (a vista, per gli ospiti seduti al bancone, tutt’intorno all’isola centrale), portando ciascuno la propria personalità: “Nel 2013 abbiamo aperto Cucina.eat” racconta ora Alessandra, tracciando il bilancio di quanto è stato fatto fin qui “Dopo tre anni abbiamo iniziato l’attività col food truck, un’ape piaggio che porta in giro per eventi pubblici e privati ciò che facciamo quotidianamente”. Adesso, forti di una squadra che si è rinnovata nell’ultimo anno – sotto la guida di Luca Bertocchi, affiancato da Federico Peis e Mamadou Diallo – si va ancora avanti: “Ci piace andare piano, ma migliorarci sempre. Anche nell’offerta. Con Panino.eat si completa l’offerta di piazza Galilei, una piazza fuori dal giro dei locali più alla moda del centro città, ma in una zona che potrebbe diventare un punto di riferimento del mangiare di qualità in città. Il vicino mercato di San Benedetto detta un po’ le linee guida, noi cerchiamo di fare il resto. Non dimentichiamo che a fine del 2018 hanno aperto anche i Fenu (tra Cucina e Panino, tutti raccolti nell’arco di una ventina di metri, ndr) con i loro gelati buonissimi e i dolci imperdibili”.

Il pane di Mamadou Diallo da Cucina.eat

Il pane di Cucina.eat

Panino.eat, dunque, nasce come costola del progetto principale, e con la cucina dall’altra parte della strada dialogherà costantemente. Ma è anche un bel modo per concretizzare un lavoro sul pane avviato tempo fa da Francesco Vitale, e oggi nelle mani di Mamadou Diallo, giovane originario della Guinea, arrivato in Italia come rifugiato e oggi perfettamente integrato in squadra (assunto con contratto regolare), dopo uno stage che ha rivelato una grande attitudine per la panificazione. E Panino.eat, come suggerisce il nome, sul pane punterà tutto, offrendo ai clienti il miglior companatico per godere di una pausa sì veloce, ma molto golosa. Aperto dalle 12 alle 20 (chiuso domenica e lunedì, in primavera l’orario si prolungherà, fino alle 23.30, sfruttando i tavoli in piazza condivisi con i Fenu), la piccola gastronomia si presta per l’asporto e per il consumo sul posto, mettendo a disposizione degli ospiti mensole e (prestissimo) qualche sgabello.

La squadra di panino.eat dietro al banco

Panino.eat. Il menu

Il menu è semplice, ma riserva sempre qualche sorpresa, al ritmo della cucina del fratello maggiore. I Panini della merenda (4 euro) e quelli della Dispensa (5) valorizzano i prodotti selezionati dalla squadra di Cucina.eat: salumi e formaggi locali e dal mondo per i primi, sfizi e conserve dalla dispensa per i secondi. Tra le prime proposte, il panino con mortadella e pesto di cime di rapa, o quello con spada affumicato, coulis di pomodoro e sedano, “ma ognuno può personalizzare il panino con i prodotti a disposizione”, spiega Yuri, già colonna portante del servizio da Cucina.eat, che sarà l’anima del nuovo spazio. I panini della Cucina (6), invece, valorizzano i piatti del giorno degli chef, mettendo nel panino le proposte cucinate per la pausa pranzo del bistrot. Qualche esempio? Le polpette al sugo con Fiore Sardo, o la guancia brasata.

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Il burger di Panino.eat

Si continua con la sezione extra bread, che propone grandi classici sdoganati in tutto il mondo: il toast (4), l’hamburger (8), l’hot dog (4); e una coccola della casa, ribattezzata Pane&Co (3.50), che mette l’accento proprio sul pane a pasta acida realizzato in casa (si può anche acquistare la pagnotta da portare a casa), servito come fetta generosa accompagnata da una proposta di cucina sempre diversa, cominciando dal ragù di polpo con broccoli e cavolo viola. In alternativa, insalate, una zuppa del giorno, una selezione di torte dalla dispensa. Con grande attenzione all’impatto ambientale: “Siamo totalmente plastic free, usiamo piatti compostabili e serviamo l’acqua in tetrapak o vuoto a rendere, come pure le birre”. E una promozione della casa decisamente centrata: ogni 10 euro di spesa, una rosettina alla mortadella in omaggio.

Panino.eat – Cagliari – piazza Galilei, 31 – www.shopcucina.it

 

a cura di Livia Montagnoli

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