Nessun nuovo tristellato, emozioni a due stelle per Giuseppe Iannotti e Giovanni Solofra. Ecco i nuovi macaron dell’edizione 2022 della guida Michelin Italia.
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Sessantasettesima edizione per la guida Michelin Italia, che torna in presenza dopo l’edizione in streaming e senza pubblico dello scorso anno. Torna dunque la passerella per la Rossa (come è tornata anche per la guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso presentata il 22 novembre): lo spettacolo riparte da uno dei luoghi iconici del bon vivre italiano: la Franciacorta con il Relais Franciacorta a Corte Franca.

Qualcuno si aspettavano un’edizione bomba – di quelle che assicurano tanta eco mediatica – e un cambio nel novero delle Tre Stelle, cambio che non c’è stato: immutata infatti la cima della classifica: la notizia da prima pagina non c’è. Ci sono però non poche sorprese, capaci di conquistare la scena di un territorio che quest’anno conta 378 ristoranti stellati. Con un dato importante: la metà dei riconoscimenti è andata a chef under 35 e la quasi completa assenza di donne, tra i nuovi stellati, se si esclude Solaika Marrocco, cui è anche andato il premio chef giovane e Nadia Santini, chef mentore. Insomma due soli nomi femminili.

Michelin Italia 2022. I nuovi due stelle

Come lo scorso anno, dunque, ancora nessun cambiamento nella compagine dei tristellati che rimangono a quota 11. Gli ultimi arrivi sono stati quelli del St. Hubertus nel 2018, Uliassi nel 2019, Enrico Bartolini al Mudec nel 2020. Il 2022, non fa registrare aggiunte nella categoria più ambita, ma neanche nessun declassamento, come qualcuno temeva.

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Sale invece il gruppo dei bistellati (un anno fa c’erano state tre novità: Matteo Metullio, che festeggiava la doppietta poco  tempo dopo il suo arrivo all’Harry’s Piccolo del Grand Hotel Duchi d’Aosta di Trieste, Rocco De Santis al Santa Elisabetta del Brunelleschi Hotel di Firenze e Davide Oldani al D’O di Cornaredo, alle porte di Milano). Quest’anno ci sono Giuseppe Iannotti di Krèsios (Telese Terme) e Giovanni Solofra ristorante Tre Olivi di Paestum che conquista direttamente Due Stelle: grande accelerazione e ulteriore rotta verso il Sud della Rossa che quest’anno pare infatti aver girato in lungo e largo il nostro Meridione.

Le prime stelle

Sono 34 le prime nuove stelle a bilanciare le 15  perse, con non pochi cambi chef, come nel caso de La stua de Michil (dove da dicembre arriva Simone Cantafio al posto di Nicola Laera) o de L’aria del Mandarin Oriental di Como (con Massimiliano Blasone cheta preso il posto di Vincenzo Guarino). I movimenti riguardano 14 regioni  e quest’anno le isole non sono rimaste a bocca asciutta. Partiamo da lì, da una Sardegna, che – complici anche gli arrivi di rango – entra con ancora maggiore efficacia nel firmamento della gastronomia: ci sono Salvatore Camedda e Antonio Gallarato di Somu (Baia Sardinia, OT), Francesco Stara del Fradis Minoris (Pula, CA) e Claudio Sadler che ritira il premio in vece di Giorgio Pignagnoli e Gennaro Balice, resident al Gusto by Sadler di San Teodoro, mentre in Sicilia Mauricio Zillo porta la Stella al Gagini di Palermo. Ancora rotta verso Sud, nella Campania di Paolo Barrale (Aria, Napoli), Francesco Franzese (Rear Restaurant a Nola NA), Giuseppe Molaro (Contaminazioni, Somma Vesuviana) e Nicola Somma (Cannavacciuolo Countryside, Vico Equense/Ticciano in provincia di Napoli), Li Galli di Savio Perna (Positano SA), la Calabria di Antonio Biafora (Hyle, San Giovanni in Fiore – CS) e Luigi Lepore (Luigi Lepore, Lamezia Terme), la Puglia di Solaika Marrocco di Primo restaurant di Lecce (anche premio giovane chef) e di Domenico Cilenti (Porta Di Basso, Peschici). 

Tornando verso nord, troviamo a Milano Felix Lo Basso, a Torino Unforgettable di Christian Mandura, e a Venezia una tripletta:  Zanze XVI di Stefano Vio, Wistèria di Simone Selva e Local di Matteo Tagliapietra, ma in Veneto ci sono anche Locanda Le 4 Ciacole, (Roverchiara, VR) e La Favellina a Malo (VI). Crescono anche le Marche: ben due nuovi stellati a Porto San Giorgio: L’Arcade di Sergeev Nikita e Retroscena di Richard Abouzaki e Pierpaolo Ferracuti. Rimane a bocca asciutta invece la capitale, che perde anche la Stella di Bistrot 64.

Michelin Italia 2022. I premi speciali

Tra i premi speciali, quello al giovane chef 2022 va a Solaika Marrocco (Primo restaurant, Lecce), che conquista “un’impronta sempre più precisa”, nella sua proposta “ricette del luogo rivisitate con fantasia, ingredienti locali, leggerezza, e la femminilità di una cucina leggera e ricercata” (ma siamo proprio sicuri abbia senso parlare di femminilità della cucina?), chef mentore è Nadia Santini, chef di Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio: la sua cucina è “innumerevoli cuochi di talento hanno appreso in primis l’inizio del tutto: cucinare con il cuore”; miglior sommelier è Sonja Egger di Kuppelrain di Castelbello Ciardes, un premio per “la maestria entusiasmante, la conoscenza e la passione ”, la sua stella polare: “la volontà di sorprendere l’ospite con abbinamenti mai banali”, mentre il riconoscimento per la qualità del servizio di sala arriva a Roma, premiando Matteo Zappile de Il Pagliaccio, “regista di una vera e propria performance teatrale va in scena ogni giorno per una ospitalità mai scontata”. 

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Arriva anche quest’anno la Stella Verde alla sostenibilità: lo scorso anno erano 13, quest’anno se ne aggiungono 17, in totale 30 indirizzi che vengono premiati per l’impegno nella promozione del territorio e dei prodotti stagionali, la riduzione di sprechi e plastica, l’uso energia pulita: un intero ecosistema che va oltre i singoli piatti ma che contribuiscono a sostenere un vero cambiamento. Le Stelle Verdi 2022: PS ristorante, Mater terrae, Lerchner’s in Runggen, Antica locanda al cervo, Agritur El Mas, Osteria Enoteca Gambrinus, Venissa, Sanbrite, Le Trabe, Signum, Aminta resort, La Cru, La Preséf, Casamatta, Terra, 1908, Fradis Minoris.

Guida Michelin Italia 2022. Le stelle

Tre Stelle

Enrico Bartolini al Mudec, Milano

St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina, San Cassiano (BZ)

Piazza Duomo, Alba (CN)

Le Calandre, Rubano (PD)

Da Vittorio, Brusaporto (BG)

Dal Pescatore, Canneto sull’Oglio (MN)

Osteria Francescana, Modena

Uliassi, Senigallia (AN)

Enoteca Pinchiorri, Firenze

La Pergola, Roma

Reale, Castel di Sangro (AQ)

I Nuovi Due Stelle

Krèsios, Telese Terme (BN)

Tre Olivi, Paestum (SA)

I Nuovi Una Stella

Osteria Acquarol, Appiano sulla Strada del Vino/San Michele (BZ)

Octavin, Arezzo (AR)

Somu, Baia Sardinia (OT)

San Giorgio, Genova

Luigi Lepore, Lamezia Terme (CZ)

Primo Restaurant, Lecce

La Favellina, Malo (VI)

Felix Lo Basso home & restaurant, Milano

Orto by Jorg Giubbani, Moneglia (GE)

Aria, Napoli

Rear Restaurant, Nola (NA)

Bianca sul Lago by Emanuele Petrosino, Oggiono (LC)

Gagini Restaurant, Palermo

L’Acciuga, Perugia (PG)

Porta di Basso, Peschici (FG)

Mater1apr1ma, Pontinia (LT)

L’Arcade, Porto San Giorgio (FM)

Retroscena, Porto San Giorgio (FM)

Li Galli, Positano (SA)

Fradis Minoris, Pula (CA)

1908, Renon/Soprabolzano (BZ)

Locanda Le 4 Ciacole, Roverchiara (VR)

Hyle, San Giovanni in Fiore (CS)

Gusto by Sadler, San Teodoro (OT)

La Speranzina Restaurant & Relais, Sirmione (BS)

Contaminazioni Restaurant, Somma Vesuviana (NA)

Osteria degli Assonica, Sorisole (BG)

Unforgettable, Torino

Local, Venezia

Wistèria, Venezia

Zanze XVI, Venezia

Nazionale, Vernante Cuneo

Cannavacciuolo Countryside,- Vico Equense/Ticciano (NA)