A Maccarese, in campagna ma vicinissimo al mare laziale di Fregene, il Borgo del Castello di San Giorgio diventa un polo gastronomico. Tra gli altri, ci sono le pizze di Stefano Callegari e il nuovo locale del mitico Benny Gili de La Baia.
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C’è voluto un po’ perché questi spazi ritrovassero la loro identità. Trent’anni o poco più, ultima falange di una vita lunga quasi 8 secoli. Un tempo, infatti, queste erano le botteghe del borgo che si snodava attorno al Castello di Maccarese a un passo da Roma, oggi sono l’emblema di un intelligente progetto di riqualificazione che promette di trasformare questo spazio in polo gastronomico, ma soprattutto in un valido esempio di rinascita del territorio. Concretizzando l’idea, nata circa 20 anni fa, di ridare a questi luoghi un ruolo centrale nella vita della società.

borgo di Maccaerese

Il Castello di Maccarese e il Borgo

“Qui, nel retro del Castello e del giardino, c’erano le botteghe di antichi mestieri” illustra Claudio Destro, amministratore delegato della Maccarese Spa, azienda del gruppo Benetton oggi proprietaria del Castello, delle migliaia di ettari circostanti e promotrice di questo progetto di rilancio. “Barbiere, calzolaio, alimentari e altre attività che si affacciavano sulla piazzetta”. Tutto quello che sosteneva la vita degli abitanti del borgo agricolo, che nel suo passato ha visto passare gli Angullara, i  Mattei, i Pallavini e i Rospigliosi, ultimi proprietari dell’edificio, chiamato anche Castello di San Giorgio, e dell’area circostante. Abbandonate da una trentina d’anni, nel 2017 sono state ristrutturate e restituite agli esercizi commerciali. Inizialmente gli stessi di un tempo. “Poi ci siamo resi conto che non andavano come avremmo voluto”. Alla fine dello scorso anno la decisione di rimettere mano al progetto e trasformare quest’area in un piccolo distretto gastronomico di qualità. Poche insegne, ma buone. Scelte una per una, per la qualità e la capacità attrattiva, così da creare un’area di aggregazione. L’uovo di Colombo per un luogo che soffre la diaspora dei giovani.

A suggellare l’obiettivo, un affitto concorrenziale – se non addirittura simbolico – a testimonianza della volontà di coniugare profitto e miglioramento del territorio. “Facendo richieste eque, si dà modo agli imprenditori di fare bene, guadagnare e reinvestire” così, senza strozzare i ristoratori con affitti esorbitanti, si sostiene la riuscita del progetto. “Tutto il territorio ne guadagna. Non ci sono mercenari o speculatori ma imprenditori seri e capaci che hanno come obiettivo la qualità”. Come sono approdati qui? “Li abbiamo cercati noi”.

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borgo di Maccaerese
Il giardino del Castello

Il progetto di riqualificazione

“Durante il lockdown abbiamo riqualificato la piazza, con una nuova illuminazione più scenografica, ripristinato le aiuole, rifatto la pavimentazione e provveduto all’arredo urbano”. Senza contare il restauro della chiesetta seicentesca firmato da Angelo Mattiuzzi, da poco inaugurato. Nuovo step di un’opera di risanamento che a oggi si quantifica in quasi 400mila euro di investimento. Non pochi per una azienda agricola, quale è Maccarese Spa. “Produciamo soprattutto latte, ma ci occupiamo anche di sociale e della manutenzione di quest’area: teniamo in ordine siepi, rotatorie, piste ciclabili, verde pubblico. Lo facciamo per il Comune di Fiumicino, nell’ottica della valorizzazione di un territorio che è quello in cui viviamo. Abbiamo questo spazio, vogliamo metterlo a disposizione della comunità, e” conclude “la soddisfazione è vedere i ragazzi che passano le loro serate qui invece di andare fuori da Maccarese”.

Maccare

Le botteghe del Castello di Maccarese

Sistemato lo spazio, era il momento di riempirlo. Scegliendo con cura gli affittuari per alzare ancora di più la posta. Tutti nuovi, tranne uno: Maccarè, la pizzeria firmata da Stefano Callegari con Valerio Piccirilli e Fabio Benucci che ha aperto i battenti con successo già lo scorso anno. A seguire sono arrivati lo spagnolo Pika Pika, con vini, cocktail, paella, tortillas, pinchos e tapas di vario genere; l’Osteria di Maccarese, aperta a gennaio nell’ex emporio da Stefano Gismundi dell’Osteria del Borgo di Cesano. E – ultima arrivata – la Cantina del Castello, negli spazi che erano della Cantina del Cappellaio.

Osteria di Maccarese
Osteria di Maccarese

La Cantina del Castello a Maccarese

Deus ex machina della nuova enoteca del borgo, quel Benny Gili da anni inossidabile punto di riferimento del buon mangiare e del buon bere a Fregene, con La Baia, tra i più apprezzati e frequentati ristoranti del litorale. Insieme a lui, Alessia Marafioti e Alice De Nicola, sue collaboratrici nel primo locale e qui socie. “Con loro c’è grande empatia: lavoriamo insieme da anni e sono cresciute professionalmente con me alla Baia. In questa avventura volevo che ci fossero anche loro: hanno l’età giusta sia per affrontare questa impresa, sia per far vivere questo locale. È giusto e bello” conclude “che ci sia un cambio generazionale”. Saranno loro a portare alla Cantina il servizio della Baia, con quell’impronta così riconoscibile che tanti ristoratori ammirano e un po’ invidiano. Divideranno il tempo tra i due locali fino a settembre, quando La Baia rimarrà aperta solo a pranzo. “Ci pensavo da tanto, era il momento giusto e un’occasione da non perdere per il legame che ho con questo posto, in cui sono nato e cresciuto. E poi” continua “qui c’è una grande energia, dalla finestra si vedono il giardino del Castello e la chiesetta di San Giorgio… lì dietro un tempo c’era il distaccamento del liceo scientifico”. Cresciuto a Maccarese, il borgo per Benny è uno dei luoghi della sua infanzia e della prima gioventù, “così quando Mauro del Cappellaio ha deciso di andarsene mi sono fatto avanti”. Obiettivo? “Metter su un posto divertente, dove fermarsi per un aperitivo come piace a me. Una cosa che un po’ già faccio alla Baia, con gli amici”.

Proposta semplice: niente cucina, ma crudi e tartare di pesce, con tanto di carta delle ostriche (insieme a un altro fiumicinese Doc, CorradoTenace), e poi salumi, formaggi soprattutto locali – “scopro un mondo nuovo, io che ho sempre selezionato pesce ora mi occupo di prodotti di terra” – come quelli di Gennargentu (che a dispetto del nome vengono prodotti in zona). Da bere “vini naturalmente buoni” come recita l’insegna. Che vuol dire naturali, sì, una senza quelle intemperanze che rasentano il difetto. “Niente acetiche, riduzioni, rifermentazioni gassose strane” spiega “ma vini più facili e bevibili, su questo ci troviamo d’accordo con Alice e Alessia. Siamo andati a scoprire bollicine francesi interessanti e naturali” tanti Champagne ma anche Vouvray e Crémant con una fascia di prezzo inferiore, tra i 25-30 euro, che scende ancor di più nel caso di vini fermi. “C’è una mescita da vineria, facile e abbordabile, perché vogliamo rivolgerci a tutti, non solo agli appassionati che sono disposti a investire di più. Il target qui è diverso, poi ovviamente se uno vuole, trova anche cose più impegnative”. Da 10 a 100 euro, insomma. Conto alla rovescia: partenza tra poche ore a rimpolpare l’offerta già attiva del borgo. Ma come sta andando?

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Pika Pika Maccarese
Pika Pika

Borgo di Maccarese. Estate 2020

In questa complicata estate post Covid è difficile fare proiezioni precise sull’andamento dei locali, quel che è certo è che al borgo le serate sono animate, “le persone a un certo punto arrivano, è bellissimo” dice Benny e sono centinaia anche nel rispetto delle regole anti-Covid. Complice lo spazio a disposizione e la bellezza di questo borgo al riparo dal traffico e sempre piacevolmente ventilato: “è già un centro di aggregazione” conferma soddisfatto Claudio Destro, che aggiunge “qualche sera terremo aperti anche i giardini del Castello, per chi vuole fare una passeggiata dopo cena e visitare questo spazio con la nuova illuminazione, e organizzeremo serate e visite guidate al Castello nel fine settimana per rendere l’area ancora più fruibile”. Per il futuro prossimo (le attività non sono stagionali ma rimarranno aperte anche l’inverno) si pensa già a concerti, degustazioni e altre iniziative per animare non solo il borgo ma anche altre aree come il giardino e le sale interne, mentre l’anno prossimo potrebbero arrivare anche un paio di chioschi, magari un ristorante di pesce “abbiamo altri spazi che potremmo dedicare a queste attività, ma solo se capiamo che non vanno in concorrenza tra di loro”, e forse anche un negozio, oltre a quello di lampade artigianali già presente, “un modo per allargare l’offerta e creare movimento nella piazza”. Dando seguito al primo e dichiarato obiettivo di questa iniziativa: “non vogliamo speculare ma far conoscere il territorio e i suoi prodotti e dare la possibilità di far vivere alla comunità questo bellissimo borgo”. Non male per una azienda agricola.

Maccarese. La storia dell’azienda agricola

L’agricola Maccarese ha una storia affascinante e dal 2017 anche un archivio storico – circa un chilometro di documenti – conservato in un’ala del Castello recuperata anni fa, con un restauro costato 1,5 milioni di euro. “Lì c’è tutta la storia dell’azienda che è un po’ la storia dell’agricoltura italiana”. Nata negli anni ’30 come azienda pubblica, successivamente ceduta alla Banca Commerciale Italiana e poi all’IRI, passa ai Benetton alla soglia del nuovo millennio, attualmente si estende per 3200 ettari, ma in passato circa 500 ettari – oggi oasi naturalistica – sono stati donati al WWF e altri 800 espropriati per l’aeroporto di Fiumicino. Oltre all’agroalimentare – con il più grande allevamento di vacche da latte d’Italia a coprire più del 10% del fabbisogno dell’area capitolina, seminativi, foraggi e ortaggi e mandorli per l’industria dolciaria – ha due centrali elettriche a biogas alimentate dai reflui zootecnici nell’ottica di una economia circolare. Poi ci sono le attività didattiche e ludiche per le scuole di Fiumicino, in un percorso che lega la messa a frutto delle risorse e la loro condivisione con l’ambiente circostante. Adesso l’obiettivo è far rinascere la vita del villaggio di Maccarese. Attraverso la gastronomia di qualità.

a cura di Antonella De Santis

Le Botteghe del Borgo Antico – Borgo di Maccarese (RM) – via dei Pastori –Pagina Facebook

Maccarè – via dei Pastori, 24 – 06 667 8286 – Pagina Facebook

Osteria di Maccarese – via dei Pastori, 26A – https://osteria-di-maccarese-borgo-san-giorgio.business.site/#summary

Pika Pika – via dei Pastori, 10 – 328 7294675 (whatsapp) – 06 39728229 – www.pikapikamaccarese.com 

La Cantina del Castello – via dei Pastori, 14 – 06 6679401 – Pagina Facebook