Aprirà alla fine di settembre, non distante da piazzale Susa, l'enoteca con cucina di Lea e Lorenza, coppia nella vita e sul lavoro. Attenzione alle piccole produzioni, cucina divertente, ampia offerta di vini al calice. E un giardino segreto per rilassarsi a tavola.
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O|nest. Enoteca con cucina a Milano

O|nest è il nome scelto per l’insegna che realizza il sogno di Lea e Lorenza, coppia nella vita e – tra qualche settimana – anche sul lavoro. Onesta perché votata alla trasparenza e alla valorizzazione delle cose semplici, come sarà l’enoteca con cucina (e giardino segreto) prossima a inaugurare in via Turroni, appena fuori dalla circonvallazione, zona piazzale Susa. Ma la barra verticale che separa la prima lettera dal resto non è accessoria, e invece nasconde un significato più profondo, che va dritto al cuore del progetto. Nest in inglese è il nido, un luogo dove ritrovarsi con le persone a cui si vuole bene, per condividere momenti spensierati, scambiarsi coccole, ascoltare storie. E il nido di Lea Pedrinella e Lorenza Licciardello sarà aperto per tutti quelli che credono nel valore dell’ascolto, dello scambio di opinioni; nella bellezza delle piccole cose. E certamente nel gusto di regalarsi una coccola a tavola, un buon calice di vino, una cucina fatta di materie prime, che non dimentica chi le produce.

O|nest. Il progetto: piccoli produttori al centro

Lea e Lorenza ci credono perché partono col piede giusto, senza troppa fretta di arrivare al traguardo, dopo una lunga ricerca del locale giusto e una selezione accurata dei fornitori, che è stata opportunità per viaggiare dentro quelle storie che le due ragazze si prefiggono di portare in tavola. “Io e Lorenza veniamo entrambe da mondi estranei alla ristorazione, io dal teatro, lei dalla fotografia” spiega Lea. “E ci siamo trovate in un contesto ancora diverso, al lavoro per una multinazionale dove abbiamo condiviso diversi anni di vita. Entrambe, però, sentivamo la necessità di fare qualcosa che fosse nostro, assecondando una passione comune per la tavola”. E pure, ironia della sorte, una prospettiva molto distante dalle dinamiche di una grande multinazionale, per privilegiare invece tutto ciò che è piccolo e curato con maniacalità artigiana. Quindi Lea, che sarà in cucina, ha frequentato corsi alla scuola di Gualtiero Marchesi, perfezionandosi in seguito alla Food Genius Academy; Lorenza invece si è diplomata sommelier all’Ais, e sarà in sala ad accogliere gli ospiti, indirizzandoli sulla scelta del vino, fulcro del progetto.

Un dettaglio del giradino di Onest, con pareti blu pavone

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O|nest. Lo spazio e il giardino

Per la prima esperienza imprenditoriale in proprio, la scelta è ricaduta su uno spazio sfitto da tempo, in una zona residenziale tutto sommato fuori dal giro dei quartieri della movida (ma Città Studi è a pochi passi e tra non molto qui ci sarà la nuova metro blu): “Sognavo un posto sui Navigli, mio nonno faceva l’oste lì; poi è capitata questa opportunità, ci ha subito conquistato lo spazio esterno, 100 metri quadri di giardino nascosto, che in parte abbiamo trasformato in pergolato, in parte allestito con spunti zen. Sarà bello viverlo per bere un bicchiere, mangiare, partecipare a eventi e incontri che abbiamo intenzione di organizzare”. All’interno, invece, è il bancone in legno blu pavone ad accogliere chi entra: “Si può sedere al banco, o accomodarsi in sala, dove abbiamo recuperato un vecchio camino. In tutto parliamo di 25 coperti, ma arriviamo a 70 con l’esterno”. L’estetica (ideata in consonanza con MargStudio) è minimal, votata a un certo eclettismo: pareti nude con mattoni a vista, ma anche inserti di tappezzeria Fornasetti; accensioni di colore, legno, bottiglie che conquistano una spazio privilegiato. E anche in giardino si è prestata molta attenzione ai dettagli, con l’idea di offrire uno spazio confortevole in previsione di un’apertura, che, auspicabilmente, dopo i primi mesi di rodaggio potrebbe prolungarsi per tutta la giornata: “Abbiamo il wifi libero, prese di corrente nei punti strategici, tavoli singoli o conviviali, e un bel tavolo tondo sotto gli alberi, in giardino. Ce n’è per tutti i gusti”.

Una torta con le mele di Pasticceria&Dessert

Caffè e dolci. Ma solo nel weekend

Anche per questo non stupisce ritrovare sul banco una macchina Marzocco: “Nel weekend apriremo dal mattino; non saremo una vera e propria caffetteria, perché non è il nostro mestiere, ma abbiamo scelto chicchi di qualità, dalla torrefazione bergamasca Bugan; e i dolci li prenderemo da Marcello Rapisardi (Pasticceria & Dessert, Due Torte sulla guida Pasticceri&Pasticcerie di Gambero Rosso, ndr)”.

O|nest a Milano. La cucina

Durante la settimana, invece, si apre dalle 16 a mezzanotte, per aperitivo e cena. La carta – disegnata da un giovane illustratore di libri per bambini – sarà breve, i piatti in menu cambieranno spesso e saranno pensati per la condivisione: “La parola d’ordine è divertente, come la cucina che voglio proporre. Fatta di prodotti buoni, aperta a ogni possibilità e influenza. Mi piace molto la pasta fresca ripiena, e ci sarà: anche i ravioli si prestano a essere serviti come tapas. Ma tutte le proposte saranno disponibili anche come sfizi da accompagnare a un bicchiere di vino. Avremo piatti vegetariani e vegani, carne e pesce. Niente escluso”. A partire, dicevamo, dalla materia prima, protagonista anche di taglieri ideati per l’aperitivo. Da una piccola realtà emiliana arrivano i salumi di mora romagnola allevata allo stato brado, mentre l’aceto balsamico è prodotto da una cooperativa che fa lavorare ragazzi con disabilità; ci sarà anche il foie gras – “perché mi piace molto” – ma da allevamento “etico”, con oche che pascolano liberamente.

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O|nest a Milano. Il vino

Con la stessa filosofia le ragazze hanno selezionato i formaggi, il pane (micropanificio LePolveri) e i vini: “Abbiamo passato settimane in Borgogna, bussando porta a porta ai piccoli produttori, per scovare etichette che ci piacessero. Avremo anche vini naturali, ma non sarà un dogma: ci piacciono i vini buoni!”. Si comincia con 250 etichette, selezionate tra Italia, Francia, Portogallo, Austria, e presto Armenia. Tutto disponibile per la vendita al dettaglio, e al contempo sbicchierabile: “Vogliamo far assaggiare i nostri vini, anche a costo di proporre al calice etichette più costose, come gli champagne. E i nostri prezzi saranno in linea con la qualità dei prodotti, per una spesa che non deve spaventare, ma neppure svalutare l’offerta”. Al locale si sistemano gli ultimi dettagli. Dalla fine di settembre Milano potrà contare su una nuova enoteca con cucina.

O|nest – Milano – via Gerolamo Turroni, 2 – pagina Fb – dalla fine di settembre 2019

a cura di Livia Montagnoli