Già il 6 maggio, a Verona, prenderà forma, per la prima volta in Italia, la degustazione di Bordeaux en primeurs. Ma l’attenzione è puntata sul mese di novembre, quando Pordenone ospiterà la terza edizione di Rive.
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Bordeaux en primeurs 2020 in trasferta a Verona

Approda per la prima volta in Italia Bordeaux en primeurs, il grande evento che ogni primavera anima i più grandi châteaux della città francese che aprono le loro porte ad acquirenti, importatori, rivenditori ed altri esperti del mondo del vino per far degustare i campioni dell’ultima annata, estratti direttamente dalle barrique. Non potendo organizzare l’evento in Francia, a causa delle restrizioni Covid-19, Crus et Domaines de France, grazie al marchio di Famille Helfrich, ha deciso di creare un appuntamento in Italia, riservato a un numero limitato di clienti ed esperti: l’evento si terrà il 6 maggio nella storica Villa Ca’ Vendri alle porte di Verona. A guidare le “master class” e a supportare le degustazioni sarà Gabriele Gorelli, il primo italiano ad aver conquistato il prestigioso titolo di Master of Wine.

In degustazione i campioni di botte della vendemmia dell’anno precedente, in questo caso, la 2020, per una panoramica di oltre 100 etichette dei più vocati terroir. Sulla base delle valutazioni si elaborano le stime per determinare il valore dei vini annunciati nelle settimane successive per dare l’avvio ufficiale alle campagne en primeur. Si tratta quindi di un’opportunità per investire nei vini e nei millesimi più prestigiosi e ricercati prima che vengano messi in bottiglia e sul mercato.

L’Italia è un mercato altamente qualificato per Crus et Domaine de France, con una presenza di clienti e critici di spessore internazionale” afferma Romina Romano, country manager Italia del marchio di proprietà di Famille Helfrich “Quello di Verona sarà un evento privato di degustazione dei Grandi Vini di Bordeaux en primeur. Un tasting strettamente tecnico, nel pieno rispetto delle disposizioni, destinato ai clienti di alto posizionamento che non potremo incontrare all’interno dei più grandi châteaux di Bordeaux”.

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Torna l’appuntamento con Rive a Pordenone

Anche il mese di novembre avrà la sua fiera. Si tratta di Rive, la rassegna internazionale di viticoltura ed enologia, arrivata alla sua terza edizione (le prime due si erano svolte nel 2017 e nel 2018), che si terrà a Pordenone dal 10 al 12 novembre. Oltre a essere un’occasione di business e di incontro commerciale tra gli operatori del settore vitivinicolo, sarà anche un momento di aggiornamento per le aziende su tutte le innovazioni in campo tecnico e tecnologico. In concomitanza si svolgerà, infatti, Enotrend 2021, uno spazio dedicato agli approfondimenti, con particolare attenzione al green deal, che metterà insieme studiosi provenienti da quotati istituti di ricerca e università italiane, coordinati dal professore Attilio Scienza.

Rive è l’unico appuntamento italiano dedicato a tutta la filiera” ha spiegato il presidente di Pordenone Fiere Renato Pujattidalle macchine per le barbatelle a quelle per l’enologia. L’obiettivo è diventare una manifestazione di riferimento non solo a livello nazionale, ma anche internazionale”. Va in questa direzione l’accordo pluriennale appena firmato tra Pordenone Fiere e Federacma, (Federazione italiana delle associazioni nazionali dei commercianti macchine e delle Acma). “Abbiamo creduto da sempre in un format fieristico altamente specializzato come Rive” ha sottolineato il presidente di Federacma Roberto RinaldinGli appuntamenti convegnistici che verranno proposti durante la fiera, costituiranno una preziosa occasione di confronto per fare il punto sullo stato dell’arte del settore della meccanizzazione vitivinicola del nostro Paese”.

Un settore che, secondo FedereUnacoma, solo nel primo trimestre del 2021 ha visto un incremento dei trattori del 57%. “Negli ultimi anni le vendite di trattrici per le colture specializzate sono in costante crescita e coprono oggi il 38% del mercato nazionale (circa 7 mila unità sulle 18 mila complessive)” ha dichiarato il presidente Alessandro MalavoltiMa, perché questo processo di miglioramento tecnologico si possa realizzare pienamente occorre incrementare il sistema degli incentivi – quelli già attivi come il 4.0, la legge Sabatini e i Psr – e puntare sul prossimo Pnrr, che dovrà sostenere la meccanizzazione in modo costante, considerandola come parte strutturale del sistema produttivo agricolo”. Il rischio è di trovarsi con un parco macchine obsoleto proprio mentre la viticoltura e la sostenibilità ambientale sono in piena corsa.

Le parole del ministro Patuanelli

Durante la presentazione della prossima edizione di Rive è intervenuto anche il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli che ha rassicurato su come il tema stia particolarmente a cuore al Governo: “Il settore primario” ha detto “ha davanti un periodo di grande trasformazione che può essere vissuto con grande entusiasmo. Siamo nelle parti conclusivi degli accordi Pac post 2020 che segneranno futuro per i prossimi sette anni e che sono declinati su percorsi di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Inoltre, le misure messe in campo dal Governo a sostegno del settore e legate all’innovazione verso la sostenibilità sono importanti: Agricoltura 4.0, rifinanziamento della legge Sabatini, mezzo miliardo nel piano di ripresa e resilienza daranno un impulso al rinnovo del parco macchine del settore primario per innovare, rendere sostenibili le tecnologie e le procedure di lavoro e così sostenere la filiera”.

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a cura di Loredana Sottile

 

La notizia è tratta dal Settimanale Tre Bicchieri del 29 aprile 2021

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