Consorzio di Tutela Vini d'Abruzzo: le novità fra blocage e stop ai nuovi vigneti

24 Gen 2023, 12:58 | a cura di Gianluca Atzeni
Per il grande distretto dei Vini d'Abruzzo è tempo di proteggere le produzioni e di blindare un futuro di crescita controllata.
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Per il grande distretto dei Vini d'Abruzzo è tempo di proteggere le produzioni, i mercati e di blindare un futuro di crescita controllata. Per la prima volta, il Consorzio di Tutela Vini d'Abruzzo ha scelto di introdurre dei meccanismi di regolamentazione inediti per questo territorio chiedendo alla Regione di disciplinare l'iscrizione nello schedario dei nuovi impianti viticoli per la Doc Montepulciano d'Abruzzo e per l'Igt Pecorino e di disporre, contemporaneamente, il blocage del 20% di Montepulciano d'Abruzzo Doc rivendicato nell'annata 2022, a eccezione del vino biologico. Sui circa 33mila ettari vitati, sono circa 18mila gli ettari interessati mentre saranno escluse dal blocage le cantine che imbottigliano tutta la loro produzione.

Il mercato dei vini

L'andamento delle vendite estere (che pesano per il 70% di un imbottigliato intorno ai 130 milioni di bottiglie) ha segnato lo scorso anno un +10% in valore con un prezzo medio cresciuto di oltre il 7% (dati Osservatorio permanente Wine monitor Nomisma) e un mercato interno che ha visto calare la Gdo e risalire l'Horeca. Tuttavia, bisogna fare i conti una perdita dei volumi venduti e con l'aumento delle giacenze (soprattutto nel Teatino), dopo la vendemmia 2022. Di qui la decisione del comitato tecnico e l'ok dell'assemblea dei soci alle misure. “Lo stoccaggio dei vini” spiega il presidente Alessandro Nicodemi “servirà a gestire il prodotto disponibile. I possibili scenari dei prossimi anni nel mondo del vino ci impongono di intervenire al più presto per far sì che il rapporto domanda-offerta sia più equilibrato”. L'obiettivo del Consorzio è il consolidamento del valore delle Dop e del posizionamento di mercato, soprattutto del Montepulciano. Se arriverà il via libera della Regione, il nuovo regime entrerà in vigore a febbraio.

Il nuovo disciplinare

Parallelamente a questo, con prospettive di più ampio respiro, corre l'adozione del nuovo “modello Abruzzo” che prevede, tra le altre cose, l'introduzione delle menzioni “superiore” e “riserva” per le principali Dop, la creazione di un'unica Igt regionale e una migliore valorizzazione degli autoctoni. Si attende il via libera del Masaf in primavera. Sarà questa una delle strade per convincere, nel tempo, molti produttori a rivendicare Dop e Igp piuttosto che cedere (a prezzi intorno a 70 euro/ettolitro) il prodotto sfuso all'industria degli imbottigliatori fuori zona che oggi – va ricordato – vale oltre 200 milioni di euro.

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I progetti futuri del Consorzio di Tutela Vini d'Abruzzo

Altri due asset restano promozione e biologico. Per quanto riguarda il primo, il Consorzio proseguirà le attività extra Ue, sfruttando in primis le occasioni offerte dal regolamento Ue 1144/2014. “In programma ci sono attività nel Sud Est Asiatico e abbiamo in cantiere un progetto da 5 milioni di euro in Usa e Canada”, ricorda Nicodemi. Per quanto concerne il bio, l'ente abruzzese intende far crescere la superficie vitata dedicata oltre l'attuale 12%. “Abruzzo sostenibile” è, per l'appunto, il nome di un recente bando di filiera da circa 50 milioni di euro focalizzato sull'agricoltura green: “Per noi” sottolinea “la sostenibilità è un obiettivo importante”. E lo sarà anche in chiave enoturistica, col progetto Abruzzo wine experience, su cui il Consorzio è al lavoro per fornire alle imprese quei percorsi di formazione necessari a migliorare le capacità di accoglienza in cantina.

 

In cifre

  • 200 soci
  • 33mila ettari
  • 1,5 mln hl a Doc
  • 130 mln di bottiglie
  • 70% export

Fonte: Consorzio di Tutela Vini d'Abruzzo

 a cura di Gianluca Atzeni

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L'articolo completo è stato pubblicato sul Settimanale Tre Bicchieri del 19 gennaio 2023

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