Mentre enoteche e wine bar restano chiusi, le piattaforme online raddoppiano le vendite. E anche le cantine adesso provano ad aggrapparsi a quest'àncora digitale di salvezza. L'emergenza come acceleratore di tendenze? “Nulla sarà più come prima”, parlano i protagonisti del web
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Gli italiani non rinunciano al vino, neanche in quarantena. Paradossalmente anche più di prima: l’emergenza Covid-19 ha fatto proliferare gli aperitivi social i compleanni in streaming e anche le bevute in solitaria. Così, una volta dato fondo alle cantine personali, non resta che rivolgersi a chi le vendite le fa da sempre online: le enoteche digitali di cui vi abbiamo già parlato. Le uniche a poter rimanere aperte anche adesso. E, infatti, il verdetto è unanime: l’emergenza sanitaria è stato una sorta di acceleratore di tendenze. Perfino in Italia, dove l’e-commerce stentava ancora a sfondare. I protagonisti del web raccontano cosa sta succedendo e come si stanno organizzando in questi (per loro!) frenetici giorni.

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Vivino: ci sentiamo un’àncora di salvezza in mezzo alla tempesta

“La crescita di queste settimane è eclatante: sembra di essere a Natale” dice quasi incredulo Mauro Bricolo, country manager Italia per Vivino, l’app che nata per scansionare i vini e riceverne informazioni, è diventata anche un marketplace del settore. Si parla di un +100% sulle vendite del mese precedente. “La spiegazione” spiega Bricolo “è che il vino è diventano un momento di svago per gli italiani, una sorta di appuntamento quotidiano. Crescono, quindi, gli ordini, ma anche gli scontrini. E crescono anche i clienti-consumatori. L’unico piccolo rallentamento lo notiamo sui trasporti, ma non per la mancanza di personale, ma semplicemente come conseguenza dell’incredibile mole di ordini. Interessante anche il dato sulle scansioni delle etichette: in aumento anche quello. Visto, però, che la gente è a casa, l’app è usata più che per scegliere il prodotto, per votare quello preferito”.

Le cantine

Dall’altro lato della barricata ci sono le cantine, che in questo momento si aggrappano letteralmente ai siti di e-commerce per uscire vivi da questo naufragio. “Ci rendiamo conto di essere un’ancora di salvezza per loro: non abbiamo mai avuto tante richieste come in questo momento. Siamo consapevoli che il nostro è un settore fortunato in un momento triste per tutti, in cui il rischio di chiudere per molte imprese è altissimo. Motivo per cui stiamo cercando di fare la nostra parte aiutando le cantine e anche le enoteche, acquistando più vini possibili e cercando di non lucrare su questo momento in cui sarebbero disposti a tutto pur di salire a bordo. Niente offerte speciali, niente incentivi sugli acquisti, quindi. Ci sembrano delle prese in giro. Continuiamo, invece, a fare quello che abbiamo sempre fatto: flash sale, campagne sulle anteprime dei vini, allargando però la platea”.

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Il futuro

Se, quindi, l’emergenza è servita a far compiere quel passo decisivo verso l’affermazione dell’e-commerce, il futuro appare come un punto interrogativo.

Le vendite online continueranno ad attrarre consumatori anche dopo? E cosa ne sarà dei cosiddetti canali tradizionali? “L‘e-commerce è bello, veloce, divertente” chiosa Bricolo “Tutte cose che puoi capire dopo averle provate personalmente: nessuno ti può convincere di questo. Dopo aver provato, però, difficilmente si smette. Diciamo che il nostro Paese era molto più indietro degli altri e adesso – mi spiace ammetterlo, visto il momento triste – sta recuperando terreno, avvicinandosi in sole due settimane a quello che già avveniva negli altri Paesi”.

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Tannico: “Spedizione gratuite, più social e iniziative benefiche”

“Dopo un primo periodo di leggera flessione le vendite hanno subìto un’impennata importante con volumi in crescita anche del 100% rispetto al mese precedente” rivela Marco Magnocavallo, ad dell’enoteca online Tannico (14mila etichette, 2.500 cantine, 100mila clienti) che consegna bottiglie in giornata nella città di Milano, in 24 ore in tutta Italia e in due settimane negli Stati Uniti.

I social

“Per quanto riguarda le scelte” prosegue Magnocavallo “non segnaliamo grandi cambiamenti da parte dei consumatori. Dal canto nostro, invece, abbiamo cercato di incentivare le vendite, con spedizioni gratuite senza ordine minimo in tutta Italia fino al 3 aprile”.

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Ma la vera partita si gioca a livello social, con iniziative ad hoc che si aggiungono a quelle tradizionali: “Proseguiamo con le nostre dirette su Instagram che complice le persone a casa stanno riscuotendo grande successo. Da venerdì scorso abbiamo anche aggiunto un nuovo format #iobevoacasa dove sul nostro canale Instagram beviamo insieme ai nostri follower interagendo in video in diretta. Colleghiamo in video a rotazione le persone e ci raccontano cosa stanno bevendo. In pratica è una bevuta collettiva per cercare di unirci ancora di più”. Da questa settimana, inoltre, sono iniziate anche i video-educational: come scegliere i bicchieri più adatti, come stappare una bottiglia, e così via.

La raccolta fondi

Non solo. Tannico, la cui sede fisica è a Milano, è subito sceso in campo anche con un’iniziativa benefica: una raccolta fondi, attiva fino al 3 aprile, a favore del Fatebenefratelli Sacco del capoluogo lombardo. In pratica, per ogni bottiglia acquistata dalla selezione disponibile alla pagina www.tannico.it/tannico-charity.html un euro è donato all’ospedale, grazie al supporto di alcune cantine partner (Cà Maiol, Ca’ del Bosco, Cantine Ferrari, Cantine Pellegrino 1880, Casa Rojo, Contadi Castaldi, Feudi di San Gregorio, Frescobaldi, Hofstätter, Kettmeir, Lamole, Masciarelli, Mesa, Moët Hennessy, San Leonardo, Santa Margherita, Tasca d’Almerita e Tommasi). Così, non solo restando a casa, ma anche bevendo, si può fare bene all’Italia.

 

Winelivery: “Ecco che cosa si beve in quarantena”

Sempre da Milano, Winelivery, l’app nata nel 2016 risponde potenziando il servizio a domicilio (anzi al piano): consegne in 30 minuti a Milano, Torino, Bologna, Bergamo, Firenze, Prato, Roma, Napoli, Catania, Rimini, in 2 giorni in tutte le altre città, nonostante il rallentamento generalizzato delle reti logistiche.

“Senza dubbio” dice Andrea Antinori “sono aumentati i clienti iscritti, la frequenza degli ordini e anche il carrello medio. In questa settimana, le vendite, rispetto alla scorsa, hanno segnato un +60% in tutta Italia e +90% nelle città del Nord Italia (Milano, Torino, Bologna; ndr). Sul mese precedente registriamo addirittura un +95% e +180% nelle suddette città del Settentrione”.

Cosa è cambiato

Le denominazioni “preferite” per trascorrere la quarantena? Franciacorta, Prosecco, i bianchi del Friuli, ma anche Falanghina. Per i rossi, quelli di Piemonte e Puglia. L’Italia continua a brindare, insomma. Con vino, ma anche alcolici in generale, motivo per cui Winelivery ha allargato l’offerta nella sezione snack e aperitivi, in cui viene venduto anche ghiaccio per la preparazione di cocktail fai-da-te. Potenziati anche gli standard di sicurezza: “Dalla sanificazione continua delle bag per la delivery alla disinfezione sia pre che post consegna” spiega Antinori “Inoltre, tutti i fattorini sono dotati di soluzioni alcoliche, mascherine e guanti monouso”.

Per quanto riguarda le aziende: “Negli ultimi giorni sono state davvero tantissime le richieste da parte di cantine e brand del mondo beverage per poter entrare sulla nostra piattaforma. Possiamo quantificare in un aumento di 10 volte rispetto al periodo precedente, tanto che abbiamo qualche difficoltà a rispondere celermente a tutti, ma ce la stiamo mettendo tutta”.

 

Xtrawine: “Nessuno potrà più rinunciare all’e-commerce”

Guarda avanti Stefano Pezzi di Xtrawine, il sito di e-commerce nato a Forlì nel 2008 e che sei anni fa ha aperto una sede anche ad Hong Kong.

Non sono tanto i numeri dell’e-commerce oggi a dover far riflettere, quanto il cambio di mentalità che sta avvenendo” dice a Tre Bicchieri “Lo stato di emergenza è stato un acceleratore di ciò che sarebbe comunque successo in tempi meno rapidi: lo spostamento delle vendite dall’off all’online. Quando tutto tornerà alla normalità, nulla sarà come prima perché ormai si saranno aperti nuovi orizzonti: chi ha iniziato a comprare via web, trovandosi bene continuerà a farlo e anche le aziende dovranno confrontarsi con quella che, fino all’altro giorno, consideravano una realtà ostica. C’è chi pensava che certi modelli e certi schemi potessero durare per sempre. … ma questa non sarà la prima e non sarà l’ultima scrollata. Stiamo oggi ponendo le basi per quello che, con o senza coronavirus, sarà il futuro”.

Lo sanno bene le cantine che già in queste settimane stanno cercando di affacciarsi a questo mondo, anche tramite Xtrawine, proprio mentre si registrano incrementi importanti: “Dal lato vendite parliamo di un incremento sopra il 40% in Italia e vicino al 100% mese su mese (a partire da inizio anno) ad Hong Kong, dove l’emergenza era iniziata già prima”, rivela Pezzi “sebbene la nostra strategia sia stata quella di non mettere in campo nessuna strategia: non stiamo facendo nulla di diverso rispetto a prima, altrimenti faremmo sciacallaggio. Bisogna essere competitivi tutto l’anno con prezzi corretti”.

Dal punto di vista logistico, pochi intoppi per il momento, fatta eccezione per i paesi dove è impedito l’accesso: “I problemi ci saranno quando ripartirà tutto e riapriranno i negozi, perché allora i depositi saranno pieni e bisognerà svuotarli. Al momento, i corrieri lavorano praticamente solo con noi e con pochi altri soggetti, quindi si procede a pieno ritmo, sia in Italia sia all’estero”.

a cura di Loredana Sottile

Articolo uscito  sul numero di  Tre Bicchieri del 19 marzo

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