È ancora una nicchia, ma anche la Norvegia adesso si lancia nella produzione vinicola, “grazie” al riscaldamento globale. Danilo Costamagna, ingegnere di Cuneo, spiega cosa significa produrre vino nel Paese nordico, tra vitigni ibridi e coperture per il freddo
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Da tempo i climatologi ipotizzano che tra vent’anni il riscaldamento globale dovrebbe incrementare le temperature di 1,5 – 2 gradi Celsius, con conseguenze importanti sulla qualità della vite e del vino di molte aree del mondo, dalla Borgogna alla Toscana, dall’Australia al Cile. Di contro, le previsioni per le aree nordiche, Scandinavia in testa, vedono un aumento generalizzato delle temperature che potrebbero incrementare anche di 6 °C, diventando molto simili a quelle del nord della Francia. (vedi articolo Climate Change, come cambia la viticoltura con il surriscaldamento terrestre). Ma già oggi la coltivazione della vite è possibile laddove sino a trent’anni fa non sarebbe stato immaginabile.

VendemmiaSolarisLund2020

Vino: Norvegia, Danimarca e Svezia sono le nuove frontiere?

Attualmente in Danimarca sono attive circa 90 aziende produttrici di vino, in Svezia una trentina e in Norvegia una dozzina. La maggior parte delle uve coltivate sono varietà resistenti al freddo (Solaris, Rondo, Vidal, ecc…), che producono vini di qualità non paragonabile a quelli delle aree storiche della viticoltura europea. Secondo il New York Times, la sola produzione di vino in Francia vale 28 miliardi di euro all’anno, mentre l’intera di Svezia, Norvegia e Danimarca non supera i 14 milioni di euro.

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Per entrare in questo mondo vinicolo così lontano dal nostro, dopo l’intervista alla copia italo coppia italo-svedese Andrea Guerra ed Emma Serner, che ha fondato la Långmyre Vineri sull’isola di Gotland, adesso è la volta della Norvegia con Danilo Costamagna, che ha scelto il fiordo di Oslo per la sua azienda vinicola.

Ci racconta perché un piemontese, originario di una delle aree d’eccellenza italiane, ha deciso di andare in Norvegia per fondare un’azienda e produrre vino?

Tutto è iniziato nel 2002 quando sono andato in Norvegia come studente Erasmus in Ingegneria delle telecomunicazioni. Quando ci sono tornato nel 2009 ho iniziato ad approfondire la mia passione per il vino, rendendomi conto che era possibile impiantare delle viti ibride come il Solaris, anche in Norvegia.

Questi i precedenti, ma quando è nata l’idea?

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L’idea è nata dopo aver ottenuto dei positivi riscontri nella competizione per il migliore vino norvegese del 2017. Siamo ancora nelle fasi iniziali, ma ora sto approfondendo le mie conoscenze in viticoltura e enologia con la European Wine Academy (Scuola internazionale di corsi on line dedicata ad appassionati e professionisti; ndr)

Adagio2019Rondoprimoposto

In quale contesto geografico ha scelto per piantare i vigneti e quali sono le principali caratteristiche meteo-climatiche della sua zona?

Ho diversi progetti di vigneti che si trovano essenzialmente nel Sud/Sud-Ovest della Norvegia, spesso in prossimità – 1 o 2 chilometri – dal fiordo di Oslo.

Una vicinanza fondamentale…

La vicinanza al fiordo è un elemento importante per mitigare i freddi invernali e primaverili e per garantire una temperatura media maggiore anche durante l’estate e l’autunno. Il clima è essenzialmente baltico continentale ma il mesoclima dei vigneti può variare notevolmente in funzione della vicinanza alle montagne, presenza di venti freddi e in funzione del suolo argilloso, con un misto di sabbia e granito, vicino ai fiordi.

Quando sono stati impiantati i vigneti?

Attualmente ho molti progetti di vigneti, in diversi stadi di evoluzione. Il vigneto più vecchio, impiantato ad Asker, nella grande regione metropolitana di Oslo, dal mio amico e collaboratore Arild Syvertsen, ha un’età media di 10/15 anni. Gli altri sono molto più giovani con viti in produzione di 4/5 anni e altri ancora che sono nei primi anni di vita. Ho anche vigneti a Filtvet, a circa 50 km da Oslo.

Quali vitigni ha deciso di impiantare?

Essenzialmente uve Solaris per vini bianchi e per gli spumanti e Rondo per vini rossi, rosè e spumanti. Inoltre, sono in sperimentazione altri ibridi come Leon Millot, Cabernet Cortis, Pinot noir precoce (Früburgunder), ecc. Esistono poi delle sperimentazioni marginali, almeno per il momento, con cloni di Riesling e di Chardonnay.

Considerando la situazione climatica, come fate a difendere le viti dal freddo?

Spesso utilizziamo una copertura del terreno con teli di polipropilene in funzione di controllo delle infestanti e mantenimento dell’umidità. I teli non impediscono la vita microrganica sotto la copertura e incrementano il calore intorno alle radici di quasi 5°C. Inoltre, spesso potiamo con guyot semplice e doppio, anche molto basso, con il primo filo di sostentamento tra i 30 e i 50 centimetri dal terreno. Questo consente anche di aumentare la temperatura e il microclima intorno ai grappoli di uva.

PotaturaInvernaleLund

Quale è stato l’andamento climatico 2020 e come è andata la vendemmia? Solitamente le uve quando maturano?

La stagione 2020 è stata abbastanza calda. È iniziata purtroppo con una primavera leggermente anticipata, ma le gelate di fine aprile/inizio maggio, hanno danneggiato le viti già sofferenti per il freddo anticipato patito nella stagione autunnale 2019. L’estate è stata calda ma nella media norvegese. L’autunno è stato molto piovoso e ci ha costretti a iniziare la vendemmia delle uve bianche a fine settembre e nella seconda settimana di ottobre quella delle viti rosse.

È necessario aggiungere zucchero per raggiungere il grado alcolico minimo?

Non per i vini bianchi da Solaris, almeno normalmente, mentre spesso dobbiamo aggiungere zucchero per ottenere un livello alcolico adeguato per i rossi.

Norsk Vin ha una cantina propria? Quali tipologie di vino e quante sono le bottiglie prodotte?

L’idea di Norsk Vin/ Norwegian Wines è una specie di cooperativa tra diversi progetti e vigneti. Per il momento siano ancora nelle fasi iniziali con un livello di microproduzione di 800 bottiglie per quest’anno. L’obiettivo è raggiungere circa 5000 bottiglie. Se i riscontri dei consumatori e del mercato saranno positivi, speriamo di crescere ulteriormente in futuro.

Che vini producete?

Per il momento ci siamo concentrati sul vino bianco, rosato e rosso, però da quest’anno abbiamo un progetto di consulenza con un’altra azienda, per la produzione di vino spumante con metodo classico da uve Solaris.

È possibile delineare le caratteristiche specifiche del suo vino rispetto ad altre aree della Norvegia?

I bianchi sono vini con una acidità spiccata, simile ai Riesling tedeschi, con molta mineralità. Gli aromi dipendono molto dalla vinificazione, ma in particolare per il vino di quest’anno abbiamo aromi di mela, limone e frutti tropicali come l’ananas e una buona concentrazione.

Ci sono altre aziende vinicole nella sua area? Quanti sono i produttori di vino in Norvegia?

Per il momento esistono soltanto 10 progetti commerciali che sono in fase di crescita e circa 100 produttori. In Norvegia esiste un totale di 40mila piante di uva o in fase di impianto. Molte aziende sono ancora a livello amatoriale con una media di 200 viti.

a cura di Andrea Gabbrielli