Cronaca di un evento in presenza: il worldtour del Gambero Rosso porta il vino italiano a Berlino.
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Il worldtour del Gambero Rosso riprende energia dal centro storico di Berlino. Il primo evento Tre Bicchieri in presenza del 2021 si è tenuto venerdì scorso nello storico Hotel de Rome, che affaccia su Bebelplatz, la piazza nel quartiere di Mitte, dove il 10 maggio 1933 i nazisti bruciarono circa 25mila libri ritenuti pericolosi. Una trentina le aziende italiane partecipanti, tra entusiasmo, curiosità e un ritrovato ottimismo, suffragato dagli ultimi mesi di buone vendite.

Il vino e l’export

Nonostante il Covid, infatti, il vino italiano guadagna quote di mercato. Nel complesso le importazioni tedesche sono calate del 2% a 2,5 miliardi di euro, con una riduzione del volume del 4%. In questo contesto l’Italia mette a segno un incremento del 4% a 1011 milioni di euro, a fronte del calo del 9% del vino francese. Il Belpaese performa meglio della Francia in tutte le categorie: nei vini in bottiglia cresce del 7% a 778 milioni contro il -8% della Francia, 361 milioni di euro. Nei vini spumanti cala del 2% a 84 milioni contro il -9% a 238 milioni della Francia, secondo dati Un Comtrade, elaborati da I numeri del vino. A confermare la preferenza dei consumatori tedeschi per i vini italiani sono anche i dati del German wine institute, secondo cui nel corso del 2020, dopo i prodotti tedeschi, l’Italia rappresenta il 15% del totale degli acquisti di vino, seguita da Francia con il 12% e dalla Spagna con l’11%.

world tour tre bicchieri 21 berlino

“L’estero è ripartito ancora meglio dell’Italia, dove per il momento nessuno vuole fare magazzino e si ordina solo quello che verrà consumato in breve tempo. Qui in Germania, invece, stiamo costruendo una nuova rete”, commenta Arber Shabani, direttore commerciale della Cantina Ridolfi.

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“Su questo mercato si è creata una polarizzazione sempre più forte, si cercano cose estreme e molto ricercate o etichette da primo prezzo. Berlino è storicamente un mercato più povero e meno culturalmente evoluto sul mondo del vino, ma sta crescendo in maniera importante, con tante richieste particolari che non c’erano fino a pochi anni fa. Di pari passo, la crisi ha fatto sparire tanti vecchi ristoranti italiani d’antan, vanno molto forte gli asiatici. La sfida, quindi, è proprio intercettare quella fascia, magari andando a proporre un Verdicchio lì dove va forte un Riesling”, ci racconta l’importatore Paolo Pozzolini che vive in Germania da tanti anni.

world tour tre bicchieri 21 berlino

Vino, eventi e seminari

Oltre alla degustazione, suddivisa in due fasce per rispettare i limiti di capienza, Lorenzo Ruggeri, vice-curatore della guida Vini d’Italia, ha tenuto due seminari, il primo dedicato ai premi speciali della guida Vini d’Italia 2021, il secondo un vero e proprio giro d’Italia in vigna, con i produttori in prima linea a raccontare i loro vini, tra emozioni e un ritmo tutto da riprendere e riconquistare. “Basta, siamo stati chiusi a casa per troppo tempo, oggi c’è tutto l’entusiasmo di ripartire. Tutti i clienti che ho incontrato mi hanno detto che è mancata tantissimo l’Italia e ciò che rappresenta. Per noi la Germania è uno dei mercati chiave, da tanto tempo, e abbiamo bisogno di coltivarlo e presidiarlo”, racconta Camelia Lazar, marketing manager di Panizzi, che ha proposto a Berlino una “verticale” di Vernaccia di San Gimignano. “Ho girato parecchio e devo dire che la Germania è ripartita forte, sembravano indietro ma hanno ripreso a ordinare con forza, anche perché i magazzini erano vuoti. Durante il lockdown, i ristoranti qui hanno veduto anche parecchio vino, ora si stanno ribilanciando”, aggiunge Dario Pennino, Germany export manager per la cantina Velenosi.

La ristorazione in Germania

Rispetto all’Italia, i ristoranti sono stati chiusi per un periodo ancora più lungo e ancora il turismo non è ripartito in pieno, come ci racconta Franco Fasulo, storico sommelier del ristorante Bocca di Bacco, a Mitte, due forchette nellla guida Top Italia Restaurants. “Abbiamo riaperto solo 10 giorni fa, noi eravamo abituati a lavorare con le grandi compagnie, una clientela di attori e cantanti, soprattutto americani e russi, per il momento stiamo lavorando soprattutto con i locali. Abbiamo tenuto buona parte della cantina e ora stiamo cercando qualche novità per puntellare l’offerta”.

a cura di Lorenzo Ruggeri

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