Una chiacchierata con Paolo Cuccia sul ruolo del made in Italy e la promozione delle eccellenze italiane nel mondo, che vede il Gambero Rosso schierato in prima linea. L’intervista raccolta da AGI.

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Il successo del made in Italy

Grandi prospettive per il travel-food”. Lo sostiene Paolo Cuccia, presidente di Gambero Rosso, intervistato dall’AGI (Agenzia Giornalistica Italia), dopo la tappa ‘special event’ di Monaco di Baviera, che apre una lunga serie di iniziative internazionali. “La nostra attività internazionale scaturisce da una domanda crescente di made in Italy” dice Cuccia “e sono convinto che la cucina italiana non potrà che continuare a vincere, perché è sempre contemporanea e perché gli ingredienti, e non l’artificio, fanno il piatto”. Per il numero uno di Gambero Rosso, su questo settore, non ci sono timori di rallentamento in alcuni mercati esteri: “L’enogastronomia si differenzia dal comparto lusso e non è come questo strettamente influenzato dall’andamento dell’economia: è un fenomeno sociologico importantissimo, è legato alla condivisione e all’esperienza. Le persone partono dall’altra parte dell’Oceano per venire a vedere dove nascono il vino o l’olio che amano. Gli chef vogliono conoscere il produttore di ciò che acquistano, per capirne anche la cultura che accompagna il prodotto e trasporlo nel loro ‘tempio’ del cibo”.

La guida. Promuovere l’eccellenza italiana nel mondo

La pubblicazione della prima edizione di Top Italian Food & Beverage Experience è una delle tappe di questo piano di crescita. “Stiamo promuovendo molto la guida all’estero, ma contiamo di farla anche in italiano per il mercato interno”, afferma Cuccia nell’intervista all’AGI, sottolineando che sarà “sempre il vino” uno dei settori su cui si concentrerà il lavoro del Gambero Rosso: “Ma quest’anno il food ha assunto un’importanza crescente. Non a caso, andremo a un grande evento per gourmet a Palm Springs”. Un lavoro che passerà per i mercati preferenziali, come Germania e Stati Uniti (in particolare Texas), senza tralasciare altre piazze: “La Cina è in crescita ma importa ancora metà del vino acquistato dal Canada. Molto bene sta andando la domanda proveniente dal Messico. Ciò non toglie” rileva Cuccia “che segnali positivi vengono da Thailandia, Corea, Malesia ed Emirati: non a caso a metà aprile saremo a Dubai e ad Abu Dhabi a far conoscere il vino italiano“.

La formazione. Le scuole del Gambero Rosso

Infine, concentrandosi sul tema della formazione, coordinata dalla Food&Wine Academy, il presidente di Gambero Rosso annuncia: “A fine anno probabilmente aggiungeremo altri tre master universitari. E guardiamo con interesse ai corsi di alta specializzazione per laureati e non. Inoltre, abbiamo stretto alleanze con centri di formazione in Turchia, Giappone, Corea, Hong Kong, Bangkok e nel corso del 2016 faremo un accordo a Pechino. L’obiettivo è educare gli chef di tutto il mondo affinché usino i prodotti italiani e li facciano conoscere ai loro clienti”.

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a cura di Gianluca Atzeni