Recensioni

La trattoria cremonese nata tra le crepe della guerra che oggi è un’istituzione

A Caffè La Crepa, in un palazzo del Quattrocento segnato dalla storia, la cucina di provincia continua a vivere tra marubini, bolliti e una cantina che attraversa generazioni

  • 01 Aprile, 2026
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Il Kintsugi è un’antica arte giapponese di restauro della ceramica che non nasconde le crepe, le valorizza: le rotture vengono evidenziate con uno smalto d’oro, trasformandole così in qualcosa di bello, che vivrà ancora a lungo. È affine a quest’arte Leonard Cohen la cui famosa citazione ci racconta che c’è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce.

Chissà se il Caffè La Crepa deve davvero il suo nome alle crepe visibili nel palazzo storico in cui sorge, ancora testimoni dei bombardamenti della Prima guerra mondiale. Fatto sta che noi, nel Cafè La Crepa (una delle grandi trattorie italiane) ci vediamo sia la luce della più bella provincia italiana, sia un qualcosa di datato ma che non solo non ha paura di invecchiare, ma è proiettato verso un futuro sempre più roseo.

Una trattoria di provincia dove il tempo diventa valore

Il palazzo dove sorge risale al XV secolo. Edificato dalla famiglia Gonzaga, è da sempre il protagonista della vita di Isola Dovarese, piccolo borgo del cremonese equidistante da Cremona, Parma, Brescia e Mantova e abbracciato dal fiume Oglio. Col palazzo fu costruita anche la piazza antistante, Piazza Matteotti, bella, ampia e dal fascino indiscutibile. Il primo locale aperto al pubblico nel Palazzo della Guardia è del 1832, i protagonisti furono i vini e i liquori per quella che fu una delle prime osterie della zona. Da allora e per tutto il Novecento il locale è stato un punto di incontro per la comunità locale e per i tanti avventori che passavano da queste parti, fino al 1969 dove ci fu una vera svolta.

La svolta della famiglia Malinverno e l’evoluzione del locale

Il Caffè La Crepa fu rilevato da Elda e Giuseppe Malinverno che lo rinnovarono facendolo diventare un elegante luogo di ospitalità e di cucina di qualità, basata sulle grandi materie prime del territorio. Nel 1974, con l’aiuto dei figli, Franco e Fausto, aprirono anche l’Enoteca Malinverno per poi inaugurare la gelateria nel 1976. Oggi alla guida c’è anche Federico, figlio di Franco, bravissimo a traghettare il locale nel futuro. Il nome rimane quello, Caffè La Crepa, ma è evidente che da tempo è ben più di un Caffè.

Il gelato è ancora imperdibile, con alcune coppe che hanno segnato la nascita della gelateria. La Brasilia, ad esempio, in carta fin dal principio, la troviamo ancora, sempre uguale, sempre buonissima, grazie a gelato alla nocciola e al cioccolato con liquore e polvere di amaretto.

La cucina della migliore trattoria italiana di provincia non ha tracce di polvere, è ghiotta, succulenta, ripercorre la geografia dei paesi limitrofi della pianura padana. Difficile scegliere tra i piatti che arrivano “dalla cascina, dal fiume o dall’orto” ovvero bollito misto alla cremonese, il luccio in salsa isolana con polenta fresca o il riso con fonduta di Pannerone, rapa rossa e capperi. Per non parlare del Marubino (pasta ripiena a base di brasato, pasta di salame, Grana Padano e noce moscata) ai tre brodi o del savarin di riso con ragù classico.

E poi c’è il vino. Da prendere al ristorante o da comprare in enoteca. Si parte dal territorio, dalla Valle del Po, si va da Torino a Ferrara. Poi si spazia per tutto lo stivale, si oltrepassano le Alpi, tra Bordeaux, Borgogna, Loira, Rodano, Champagne e Jura; si fa un salto in Mosella e, per chi ne avesse voglia, si può anche curiosare oltre l’Europa. Il consiglio che vi diamo è di non fermarsi alla carta. Scendere nella cantina storica e pescare la bottiglia dagli scaffali: il modo migliore per ripercorrere la vera storia del Caffè La Crepa.

Caffè La Crepa – Isola Dovarese (CR) – piazza Giacomo Matteotti, 14 – via Roma, 2 – 0375 396161 – https://caffelacrepa.net

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