A qualche centinaio di metri dalla Baia del Silenzio a Sestri Levante, c’è un’osteria che sembra appartenere a un’altra epoca. Nella fitta rete di carruggi del centro storico della città , l’Osteria Mattana continua a proporre la cucina popolare ligure. I carruggi, cuore dei centri storici della Liguria, sono da sempre luoghi di incontro e di vita quotidiana. Non stupisce quindi che Osteria Mattana abbia trovato proprio qui la sua dimensione. In questo locale non ci sono effetti speciali né concessioni alle tendenze del momento: tutto parla di semplicità e tradizione. I tavoli in legno sono condivisi, il menu è scritto a gesso sulla lavagna, il vino della casa accompagna il pasto e le classiche tovagliette di carta gialla riportano immediatamente a un modo di vivere la ristorazione sempre più raro. Anche le pareti rivestite di piastrelle bianche contribuiscono a definire un ambiente essenziale e familiare, dove la sostanza continua a prevalere sull’apparenza.
In una località che negli ultimi anni ha visto crescere costantemente la propria notorietà turistica, l’Osteria Mattana continua a rappresentare un presidio per la gastronomia tradizionale cittadina. Lontano dalle formule più contemporanee della ristorazione, il locale mantiene viva la tradizione delle osterie popolari: ambienti semplici, prezzi accessibili, cucina quotidiana e una forte componente conviviale.

A catturare lo sguardo, però, sono soprattutto la brace e il forno a legna a vista. Il calore si avverte anche nelle giornate più afose, ma è parte integrante dell’esperienza. Qui il fuoco non rappresenta un elemento scenografico, bensì uno strumento di lavoro quotidiano. Sulla griglia finiscono costate, agnello, pesce e polpo.
La presenza del forno a legna assume un valore particolare proprio per la preparazione della farinata. Pochi ingredienti: farina di ceci, acqua, olio extravergine e sale, danno vita a una delle ricette più rappresentative della cucina ligure. A Mattana viene cotta secondo tradizione, fino a ottenere la caratteristica superficie dorata e il bordo leggermente bruciacchiato che ne esalta consistenza e sapore rendendola la parte più ambita dai clienti. Servita ancora fumante, resta uno dei piatti più richiesti del locale e uno degli esempi più immediati di una cucina che continua a puntare sull’essenzialità .

La stessa filosofia si ritrova nel menu, scritto sulla lavagna e scandito dai grandi classici della tradizione regionale. Accanto alla farinata compaiono le torte di verdura, i peperoni e le melanzane ripiene, le acciughe salate e il minestrone alla genovese. Non mancano i primi, dalle penne al tuccu (ricco sugo di carne genovese con verdure, funghi, pomodoro e pinoli) alle reginette al pesto, fino agli spaghetti al sugo di polpo. Tra i secondi trovano spazio preparazioni di mare e di terra che raccontano la cucina quotidiana della Riviera: trippa in umido, muscoli ripieni, coniglio alla ligure, totani ripieni e stoccafisso, proposto sia lesso con patate sia accomodato. Piatti che continuano a rimanere fedeli al territorio attraverso ricette tramandate, senza inseguire le mode della ristorazione, proponendo una cucina che guarda al mare quanto all’entroterra ligure.
A confermare la vocazione popolare del locale contribuisce anche il conto: con circa 20 euro si possono ordinare antipasto e primo, che diventano 25 con il dolce e una trentina aggiungendo il vino della casa. Prezzi contenuti per porzioni generose, proprio come una vera un’osteria ligure.
L’atmosfera è quella delle osterie vissute, dove ci si siede vicini, si condividono gli spazi e spesso anche le conversazioni, accompagnate da un bicchiere di vino della casa. Turisti e abitanti del posto si ritrovano fianco a fianco in un ambiente informale che racconta una Liguria lontana dalle cartoline e dagli stereotipi più diffusi.
In una parte di Liguria sempre più orientata al turismo, l’Osteria Mattana continua a fare quello che ha sempre fatto: servire la cucina quotidiana ligure in un ambiente dove conta più la sostanza dell’apparenza. Un luogo che ricorda come la gastronomia della regione non sia fatta soltanto di pesto e focaccia, ma anche di osterie popolari, ricette tramandate, brace, forno a legna e convivialità . Un patrimonio culturale oltre che gastronomico che, a pochi passi dalla Baia del Silenzio, continua a trovare spazio nella quotidianità di Sestri Levante.
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