L’Irpinia d’oriente è da più di dodici anni – con qualche interruzione dettata dall’assenza dei fondi regionali – teatro di un festival organizzato da Vinicio Capossela, cantautore che in questi borghi di montagna ha le sue origini.
Calitri è lo snodo centrale su cui fa perno il programma dello Sponz Fest (il comune è partner dell’evento) ed è anche un paesino pittoresco, arrampicato su un costone di montagna, chiamato, con molta inventiva, anche la Positano d’Irpinia. Irpina, longobarda, sveva e poi possedimento di varie famiglie nobiliari, Calitri è caratterizzata da un centro storico che conserva, oltre ad antiche residenze gentilizie, anche delle caratteristiche grotte, scavate nella roccia arenaria, nate in tempi antichi, forse pre-medievali, e utilizzate per vari usi familiari, soprattutto come ricoveri per gli animali, ma anche come opifici di vario genere. Praticamente quasi tutte abbandonate in seguito al terremoto che devastò Irpinia e Lucania nel 1980, ormai da qualche anno hanno conosciuto un piccolo rinascimento.
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In questi borghi si lotta – con l’assenza delle istituzioni – da anni contro lo spopolamento e le antiche grotte (come accaduto, in grande, per i Sassi materani) possono essere un veicolo di crescita e di attrazione turistica. Simbolo identitario e peculiarità unica, le grotte, che praticamente sorreggono il borgo, sono una narrazione vivente della storia di questa piccola comunità. Incastonate lungo i vicoli del centro storico, scavate nella pietra viva del paese, nei tre giorni di festa dello Sponz Fest (che termina il 30 agosto) si aprono ai visitatori per trasformarsi in luoghi di incontro.
Caciocavalli in stagionatura – Caciocavalleria D&D, Calitri
A Calitri c’è chi, prima di tutto, le ha rimesse in funzione come ambienti privilegiati per la stagionatura di salumi e soprattutto dei formaggi, grazie al microclima ideale di temperatura e umidità del sottosuolo. È della famiglia Di Cecca il caseificio calitrano Caciocavalleria D&D, il più noto in zona per la produzione di ottimi formaggi vaccini a latte crudo, tra i quali il caciocavallo irpino affinato in grotta. L’azienda organizza visite e tour di degustazione nelle grotte Il Frantoio, La Tabaccheria e la Filanda: nomi questi ultimi che richiamano la vocazione originaria per la quale ciascuno spazio era vocato. Qui spesso fanno tappa anche i gruppi che arrivano con il treno storico Irpinia Express.
C’è chi, come l’aps L’Antica Grotta (via P.Berrilli, 31), ha trasformato la grotta storica in un vero e proprio ristorantino di cucina locale, e chi invece ha reimmaginato l’antica stalla medievale in luogo di ospitalità luxury. Così è, ad esempio, la Grotta di Suonn’ Suonn’ (via Alfonso Del Re, 45), che nell’insegna omaggia lo “scangianome”, il soprannome, del nonno delle due proprietarie. Nonno che acquistò la grotta nel 1959 per farne prima dimora con la sua giovane moglie e poi trasformarla in cantina e deposito familiare. Anche qui il 1980 è stato il momento di cesura: prima con i crolli e poi con lavori di ricostruzione che avevano completamente coperto lo stile originario. Alba e Lucia Fasulo qualche anno fa hanno recuperatole antiche volte in tufo e trasformato questi 90 mq in luogo di ospitalità con area benessere, con idromassaggio, sauna e annessi, da poter prenotare per esperienze esclusive.
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