ยซCi siamo conosciuti qualche anno fa grazie a Jun (Ge,ย ndr), Flavio era andato a cena daย Sinosteria e Junย gli ha fatto assaggiare il mio panettone. Da lรฌ รจ nata un’amiciziaยป. Da alloraย Franco Franciosi, patron e anima di Mammarรฒssaย eย Flavio De Maio, motore di Flavio al Velavevodetto,ย non si sono piรน lasciati. ยซNel mezzo c’รจ stato un viaggio itinerante assieme, carico di emotivitร , di silenzi, di parole, di pieni, di vuoti, di panorami, mare, montagnaยป, racconta Franciosi. ยซIn quel contesto abbiamo cominciato a fantasticare su quanto sarebbe stato bello fare qualcosa assiemeยป. E alla fine qualcosa assieme l’hanno fatta. Apre Stecca a Garbatella, con una proposta nรฉ romana nรฉ abruzzese: uno “spazio”, un’osteria che ยซsi propone come laboratorio multisensoriale in cui il gusto incontra il suono, il vino dialoga con la parola e ogni esperienza diventa occasione di incontro e connessioneยป, spiegano i due.ย

Per chi non li conoscesse, Flavio รจ l’oste romano per eccellenza โ nei suoi due locali, a Testaccio e in piazza dei Quiriti a Prati, da anni lavora con costanza in difesa dell’autentica romanitร โ mentre Franco con coraggio e determinazione ha โtirato suโ, ad Avezzano, un gioiellino di design nel deserto gastronomico della zona, diventando artefice di una delle tavole piรน interessanti d’Italia. Eppure non gli รจ bastato, complice la sua voglia sempre piรน scalpitante di confrontarsi con una metropoli (decisivo, probabilmente, pure quell’approccio, tipico delle province, guardingo verso le novitร ). ยซLe metropoli come Roma sono degli amplificatori, nel bene e nel male. Non cambiano la musica ma alzano il volume e la musica viene ascoltata da piรน personeยป, spiega lo chef marsicano. ยซE cosรฌ, fantasticando e immaginando, una delle cose che avremmo potuto fare assieme io e Flavio, mossi da un’amicizia e dal โsempliceโ volerci bene, era di costruire un progetto condiviso, dimenticandoci del mio essere un marsicano di provincia e lui un romano di Romaยป.ย

Franco e Flavio hanno, dunque, unito le teste cercando di comprendere come due anime cosรฌ marcate potessero generare qualcosa di nuovo. ยซAl che abbiamo trovato un posto a Garbatella, proprio dentro ai lottiยป, interviene Flavio, che nel quartiere ci รจ nato. Sulla terrazza di Flavio al Velavevodetto a Testaccio, i due hanno passato ore a parlare, disquisire, sognare. ยซIl nuovo locale รจ nella parte storica, in una ex pizzeria al taglio. Garbatella รจ un quartiere iconico, e ci ha imposto delle riflessioniยป. Trentacinque i posti a sedere, in uno spazio che muterร a seconda degli umori, musica studiatissima (chi รจ stato da Mammarรฒssa si ricorderร delle fantastiche playlist), impianto audio fotonico, tavoli quadrati, muri bianchi, pavimento in graniglia.
ยซAbbiamo cominciato a capire cosa รจ Garbatella, abbiamo studiato, comprato libri, abbiamo visitato le case del quartiere e ci siamo ispirati a queste, alle loro tonalitร , ai pavimenti, a tutti i materiali presentiยป, fa Franco. Il progetto architettonico รจ opera sua, non una copia delle cose apprese ma un’interpretazione personale che nulla ha a che fare con la nostalgia: i due โsignoriโ, che hanno ampiamente superato i cinquanta, guardano al futuro. E il (loro) futuro si chiama Stecca.ย

ยซC’รจ una parola in romano che significa condivisione โ spiega Flavio โ รจย steccareยป. ยซCi siamo anche posti il tema di un nome che effettivamente potrebbe sembrare di moda, ma poi ci siamo detti che dovevamo avere il coraggio di sceglierlo perchรฉ frutto di un ragionamento totalmente avulso dalla replicabilitร o dal voler piacere a tutti i costi. Un nome che richiama la condivisione e una gestualitร che si plasma su tutto, dallo steccare una pagnotta (tra l’altro uno dei talenti di Franco รจ fare il pane) al condividere un piatto. ยซVi piacciono le tavole imbandite?ยป, ci domanda Flavio. ยซEcco vogliamo proporre un pasto dove l’inizio di tutto sia una tavola imbanditaยป.

Ma cosa si mangia da Stecca? ยซNon รจ una trattoria romana, nรฉ abruzzese anche se al timone c’รจ Franco: al timone ci puรฒ stare una sola persona altrimenti c’รจ il rischio che la nave perda la rotta. Non transigiamo da un’ottima materia prima, ma il menu dovete venirlo a provare di persona!ยป.
L’offerta รจ ben differenziata tra sala e bancone. In sala c’รจ un menu del giorno in continua trasformazione e una carta fluida di circa venti referenze, i piatti in carta hanno un prezzo che puรฒ variare dagli 8 ai 16 euro per gli antipasti, dai 16 ai 24 euro per i primi, dai 18 ai 25 euro per i secondi, mentre i dolci si collocano nella fascia di pezzo compresa tra gli 8 e i 12 euro. Al bancone, invece, lโesperienza si affida allโimprovvisazione, per farvi vivere il gusto della sorpresa del momento. Niente di prestabilito, insomma: sono previsti da tre a sette assaggi, con prezzi compresi tra 15 e 35 euro, a seconda di cosa sceglierete sulla base della vostra curiositร .

La filosofia che guida la cantina di Stecca non poteva che nascere in continuitร con quella di Mammarรฒssa. La ricerca รจ centrata su identitร e autenticitร , su vini naturali capaci di restituire il carattere dei vitigni e dei territori, nati piรน dalla passione che dalla convenienza. Il lavoro di selezione nasce da incontri, da viaggi e da fiducia reciproca; non da cataloghi, ma da conversazioni, strette di mano, bottiglie aperte in luoghi improbabili. La cura della carta รจ affidata a Daniela Franciosi, sorella di Franco e responsabile storica della cantina di Mammarรฒssa.
ยซBere oggi un vino autentico e sano, senza compromessi, รจ una scelta di coerenza e rispetto – racconta Daniela – Per noi un vino buono nasce da un atto sincero, da un lavoro che non cerca scorciatoie, da una visione che trasforma la fatica in racconto. Bere a Stecca non รจ solo un gesto conviviale, ma un atto di partecipazioneยป. E anche se Stecca concettualmente ha giร 500 giorni, ora va in scena davvero.ย
Stecca – viale Guglielmo Massaia, 28 – Roma
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