Commercio estero

In tre mesi il commercio mondiale di vino ha perso 600 milioni di euro

Con un -38% nel primo trimestre del 2026 gli Stati Uniti trascinano al ribasso gli acquisti vitivinicoli. Secondo l'analisi dell'Oive, escludendo il mercato Usa, l'import globale sarebbe aumentato lievemente nel giro d'affari

  • 22 Luglio, 2026
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Effetto Stati Uniti nel bilancio trimestrale del commercio internazionale di vino. Il periodo gennaio-marzo 2026 si chiude con 7,41 miliardi di euro e 2 miliardi di litri scambiati con cali rispettivi del 7,5% a valore e del 7,9% in volume. In particolare, secondo l’analisi Oive (Organizzazione interprofessionale del vino spagnolo) basata su dati doganali di vari Paesi, sono stati persi 600 milioni di euro e 180,7 milioni di litri.

Gran parte della diminuzione è ascrivibile alla performance degli Stati Uniti che, pur restando il primo importatore mondiale a valore (la Germania è primo in volume), hanno ridotto gli acquisti del 38,8%, poco sopra il miliardo di euro, con un calo in valore assoluto di 677 milioni di euro rispetto a un anno fa.

In negativo tutte le tipologie

Segno negativo per tutti i prodotti vinicoli. Per le bottiglie, in tre mesi è stato scambiato un miliardo di litri per 4,9 miliardi di euro, in calo del 3,5% in volume e dell’8,5% in valore. L’imbottigliato, scrive l’Oive, ha perso di più rispetto alle altre categorie (457,9 milioni di euro). Meno importante il calo degli spumanti, con 1.7 miliardi di euro (-1,4%) e 217,2 milioni di litri (-0,9%). Vini sfusi a 581,2 milioni di euro (-15,3%) e 720,4 milioni di litri (-15,5%). Il bag-in-box ha perso il 5,3% in valore (152,8 mln di euro) e il 4,2% in volume (78 milioni di litri).

Il boom di acquisti del 2025 spiega il forte calo del 2026

La forte richiesta di vini francesi, spagnoli e italiani da parte delle aziende americane di importazione nei primi mesi del 2025, a causa della prospettiva dei dazi doganali, hanno determinato questo effetto di calo importante nel confronto coi primi mesi del 2026. Secondo Oive, escludendo gli Stati Uniti l’import globale di vino sarebbe aumentato lievemente in valore nel trimestre, mentre il volume sarebbe calato. Tra i paesi principali, si segnalano i cali di Francia (-19,4% in volume e -7% in valore), Cina (-10,9% e 10,6%), Germania (-5,4% in valore e -7,9% in volume). Singapore è tra i pochi in aumento nel fatturato.

Infine, quasi i tre quarti della perdita degli scambi di vino in volume riguarda la categoria dei vini sfusi, mentre il vino imbottigliato ha pesato per poco più dei tre quarti sul calo totale nel giro d’affari. Il segno, ha spiegato Oive, che i quantitativi sono scesi prevalentemente nel vino sfuso e il fatturato degli scambi globali è calato soprattutto nel segmento dell’imbottigliato.

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