Sparkling wine

Nasce la rete (e il manifesto) delle bollicine siciliane. Sull'isola sono 140 le cantine che producono spumanti

La tipologia copre ormai quasi tutta la Sicilia: a crescere di più è il metodo classico dell'Etna. L'obiettivo del progetto dell'Irvo è fare di questa categoria la porta di accesso per percorsi enoturistici

  • 21 Luglio, 2026
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Trasformare la bollicina siciliana nella porta d’accesso a nuovi itinerari enoturistici. Con questo obiettivo nasce il percorso della Rete delle bollicine siciliane. Iniziativa promossa da Irvo (Istituto regionale del vino e dell’olio) in sinergia con la sezione siciliana dell’Associazione italiana sommelier e annunciata durante il recente convegno Bollicine Siciliane. Dall’eccellenza enologica all’esperienza di un territorio, tenuto a Realmonte il 13 luglio scorso.

Costruire un’identità condivisa

Giusi Mistratta, commissaria Irvo, ha spiegato le ragioni dell’iniziativa: «Negli ultimi anni le bollicine siciliane hanno dimostrato di possedere una propria identità. Sono il frutto di territori unici, di vitigni autoctoni e internazionali interpretati con competenza, di imprenditori che hanno investito in qualità, innovazione e sostenibilità. Oggi, questa realtà merita di essere valorizzata in maniera organica, per affermare un’immagine collettiva forte e riconoscibile». Irvo ha lanciato un Manifesto per le bollicine siciliane e proporrà una dichiarazione di intenti a istituzioni, consorzi di tutela e produttori. L’obiettivo è puntare a una crescita che sia competitiva in Italia e all’estero per le bollicine siciliane, che dovranno diventare una categoria riconoscibile, credibile e autorevole. La chiave è quella enoturistica. Irvo diventa così un promotore di un laboratorio tra tutti i protagonisti del mondo vitivinicolo.

I numeri della spumantistica siciliana

Sono 140 le aziende siciliane produttrici di vini spumanti (tra Doc, Igt e varietali), con 330 etichette sui mercati nazionali e internazionali. Considerando le tipologie, le bollicine siciliane per il 54% sono ottenute con Metodo Charmat e per il 46% con Metodo Classico. Per denominazione, secondo i dati dell’Osservatorio Irvo (2025), il 49,1% della produzione è a Igt Terre Siciliane, il 29,3% a Doc Sicilia e il 20,4% a Doc Etna. L’86% degli spumanti in Sicilia sono bianchi, il 14% rosati. La Doc Etna è la più rilevante in termini di crescita di produzione, con un’incidenza che va dal 9,8% nel 2018 al 20,4% nel 2025, al suo interno è l’Etna spumante bianco il più vinificato.

etna vigneti

Dalle bollicine all’enoturismo

La produzione spumantistica siciliana è piccola in valore assoluto e conta l’1% del totale dei vini imbottigliati nell’isola. A crescere sono le cantine che producono bollicine. L’idea di Irvo è, appunto, mappare le produzioni inserendole in una rete per sviluppare percorsi enoturistici. Sfruttando le bellezze isolane, che vanno dall’Etna alle riserve dello Zingaro, Vendicari, Pantalica, dalla Valle dei Templi a Selinunte, Segesta, Siracusa, fino alla Villa Romana del Casale, ai borghi arabo-normanni e alle città barocche del Val di Noto. La Rete delle Bollicine siciliane attraverserà questi areali e favorirà l’esplorazione degli itinerari. «Ogni calice – secondo Irvo – sarà il punto di partenza per scoprire la ricchezza biologica, agricola e culturale di una terra vocata all’accoglienza».

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