Dopo una pena scontata in un carcere del Texas, dov’è rimasto per sette anni, il falsario di vini Rudy Kurniawan, espulso dagli Usa, torna in Indonesia. Riprenderà il suo vizio?
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Rudy Kurniawan deportato in Indonesia

Rudy Kurniawan, il più famoso ed efficace falsario di vini dell’epoca moderna, è stato deportato nella natia Indonesia la scorsa settimana, dopo che dai primi di novembre, scontati 7 anni di carcere, era stato preso sotto custodia dell’US Immigrations and Customs Enforcement (ICE). In una dichiarazione riportata da vari organi di stampa, l’ICE, ha affermato che il 44enne Kurniawan è da considerare “una minaccia per la sicurezza pubblica a causa della sua condanna per reato aggravato“. Il falsario ha trascorso sette anni nel Correctional Institution Reeves in Texas, una delle più grandi prigioni private del mondo con 3.763 detenuti. Secondo quanto riporta il New York Post, Kurnawian, preoccupato perché gli sarebbe stato assegnato “il posto peggiore sull’aereo“, aveva cercato di assicurarsi il diritto di acquistare il suo posto in Prima Classe sul volo in partenza dagli Stati Uniti, ma la possibilità gli è stata negata. ICE ha detto che è sbarcato venerdì all’aeroporto internazionale di Soekarno-Hatta, situato in un sobborgo di Giacarta. Era entrato negli Usa come studente non immigrato nel novembre 1997 per poi dedicarsi alla sua attività più lucrativa, quella della compravendita di vini pregiati, conquistando gradualmente la fiducia dei più grandi collezionisti americani, disponibili a spendere decine di migliaia di dollari, pur di acquisire bottiglie di prestigiosi marchi francesi e di annate rarissime. È stato dimostrato che nella sua casa laboratorio sono stati falsificati un numero imprecisato di grandi vini (Bordeaux, Borgogna, ecc.), mischiando vini vecchi e nuovi, taroccando etichette e capsule, riutilizzando bottiglie vuote di cantine prestigiose e usando tutte le accortezze per rendere credibile l’offerta.

Chi è Rudy Kurniawan, il falsario di vini

Alla sentenza, Kurniawan è stato condannato a pagare 28,4 milioni di dollari e gli sono stati confiscati 20 milioni di dollari. Stabilire però l’esatta dimensione dei suoi affari non è mai stato possibile. La carriera di Rudy negli Usa, per ora, è terminata e non sarà per lui facile rientrare visto che prima della condanna per frode, aveva ignorato due ordini di espulsione dal Paese. È ritornato in Indonesia dalla sua famiglia, considerata benestante, dove annovera numerosi parenti con una fedina penale non proprio immacolata. Le specialità dei suoi zii erano le truffe alle banche per cui sono stati condannati in vari Paesi. Per chi volesse approfondire la figura di Rudy, il documentario “Sour Grapes” del 2016 ne racconta le gesta, l’ascesa e la caduta. Quanto a lui, le piazze orientali stanno sempre più diventando un mercato appetibile per i grandi vini e i collezionisti continuano a non badare a spese. Finora non si è mai riuscito a stabilire quanti vini taroccati dal Nostro siano ancora oggi in giro per il mondo. Insomma, occhio. Rudy, è tornato a casa.

 

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a cura di Andrea Gabbrielli