L’integrazione culturale passa anche per i piccoli gesti. Lo dimostrano le confezioni regalo per la Pasqua prodotte dai migranti di Andria, in cui la tradizione delle scarcelle pugliesi incontra la lavorazione dei tessuti africana.
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Scarcelle solidali come simbolo di integrazione

I tessuti sono un po’ una metafora della vita: grovigli di pensieri, gesti ed emozioni che si intrecciano l’un l’altro fino a formare una trama. Del resto, l’arte della filatura -così come quella culinaria- trae origine da scambi culturali antichi come l’uomo, in grado di unire popoli anche molto distanti fra loro. È proprio questo, il perno attorno a cui ruota il progetto dei migranti residenti ad Andria che, con il supporto della Cooperativa Sociale Migrantes Liberi e della Casa di Accoglienza Santa Maria Goretti, quattro anni fa hanno inaugurato il ristorante-sartoria La Téranga (“ospitalità” in senegalese), un laboratorio creativo in cui confezionare stoffe dai colori vivaci e proporre ai clienti i piatti tipici della tradizione gastronomica africana; attività parzialmente interrotte dall’emergenza sanitaria che, però, ha portato con sé tante nuove idee, permettendo alla comunità di rafforzare ulteriormente il rapporto instaurato con gli andriesi. Lo dimostra l’iniziativa delle scarcelle di Pasqua, golosi cadeaux solidali realizzati in collaborazione con il bar-pasticceria artigianale De Lucia per promuovere il valore dell’integrazione basata sull’aiuto reciproco.

Tessuti La Teranga Andria

Scarcelle pugliesi e tessuti africani. L’idea regalo dei migranti

La tradizione delle scarcelle affonda le sue radici nell’usanza popolare di preparare dolci con una manciata di ingredienti poco costosi e facilmente reperibili; nel caso specifico, uova, farina, latte e olio: tanto basta per ottenere dei biscotti morbidi e profumati, perfetti da pucciare nel latte a colazione o gustare con un bicchierino di moscato al termine del pranzo pasquale. Proprio per questo, i membri della comunità Migrantes Liberi hanno voluto coinvolgere la pasticceria de Lucia nel confezionamento di piccoli pacchi regalo capaci di coniugare l’arte dolciaria pugliese con quella sartoriale africana. All’interno di ogni sacchetto, infatti, insieme alle scarcelle vengono inseriti anche guanti e presine decorati interamente a mano nella sartoria sociale La Téranga.

Scarcelle solidali

I manufatti sono realizzati dagli ospiti della casa famiglia: uomini, donne e giovani che, attraverso il lavoro, vogliono ricucire le proprie storie di vita segnate dalla sofferenza“, spiega don Geremia Acri, responsabile della Casa accoglienza Santa Maria Goretti e Ufficio Migrantes diocesi di Andria. “I colori vivaci dei tessuti provenienti dal loro paese natale vengono lavorati e trasformati come simbolo di riscatto di chi dai margini dell’esistenza ha saputo rialzarsi ed incarnare un messaggio di speranza per tutti. Dal dolore si può rinascere più forti“.

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Tessuti migranti Andria

La Téranga. Il ristorante-sartoria di Andria gestito dai migranti

Ma il passo più grande per lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra, i membri della casa-famiglia l’hanno già fatto con l’apertura al pubblico del ristorante sociale La Téranga all’interno della diocesi di Andria, che nel 2019 è stato ufficialmente riconosciuto Comunità Slow Food. Un percorso parallelo a quello di imprenditoria agricola, orticoltura e olivicoltura Ubuntu- l’orto che accoglie, grazie a cui i migranti potrebbero presto raggiungere l’autosufficienza alimentare.

Scarcelle solidali

Senza, però, escludere altre opportunità di crescita al di fuori dalla struttura: “Sin dall’inizio abbiamo sempre cercato di valorizzare le loro potenzialità e risorse, con risultati molto gratificanti”, spiegano i responsabili del progetto, “ma il processo che vogliamo incoraggiare è soprattutto quello dell’indipendenza: dopo un po’ di tempo, infatti, i gruppi vengono rinnovati in modo da accompagnare i ragazzi verso l’inserimento in altri contesti lavorativi. In effetti, finora la maggior parte di loro ha saputo mettere a frutto gli insegnamenti impartiti nell’ambito dell’attività, trovando un impiego decisamente migliore rispetto a quello che, magari, viene offerto ai coetanei privi di supporto subito dopo l’arrivo in Italia”. Certo, il Covid-19 non aiuta, e chissà quando il locale potrà tornare ad accogliere i suoi clienti come prima. In compenso, prosegue la realizzazione dei manufatti della sartoria“per tessere nuovi legami e assaporare la gioia della condivisione”.

Il costo della scarcella con il guanto da cucina e due presine è di € 10. Info e prenotazioni: 3315350133 oppure 0883592369.

www.migrantesliberi.org

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a cura di Lucia Facchini