Acquisto agevolato dei terreni agricoli per i giovani, valorizzazione delle filiere e dei territori marginali, sostegno all'alta formazione, semplificazione burocratica, lotta a caporalato e agromafie. Tutto questo è innovazione agricola. Il Mipaaf si impegna.
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Seminiamo il Futuro. Bellanova e i giovani agricoltori a confronto

Si conclude con il ministro Teresa Bellanova attorniato da giovani imprenditori agricoli e studenti degli istituti agrari la mattinata intitolata Seminiamo il Futuro, in scena al MAXXI di Roma. Ed è un segnale chiaro dell’impegno assunto dalla titolare del Mipaaf nei confronti di chi farà l’agricoltura del futuro, “non un ritorno alla zappa, ma competenze e alte professionalità al servizio di un settore strategico”, per la crescita dell’economia italiana, la valorizzazione del made in Italy nel mondo e la conservazione del territorio. Seminiamo il Futuro, dunque, è il primo di una serie di incontri che, periodicamente, dovranno scandire il lavoro delle istituzioni nel garantire un sostegno concreto all’innovazione agricola.

Diecimila ettari di terreni agricoli all’asta

E non a caso coincide con la presentazione del terzo bando per la concessione dei terreni messi all’asta dalla Banca Nazionale delle Terre Agricole, istituita nel 2016 per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di terra: diecimila ettari di terreni agricoli suddivisi in 386 lotti, dal valore complessivo minimo di 130 milioni di euro, ubicati prevalentemente al Sud, tra Sicilia, Basilicata e Puglia. A mediare le operazioni c’è Ismea, che questo tesoretto di terre l’ha messo insieme strappandole all’incuria e perseguendo mirate operazioni fondiarie. E ora le rimette in circolo, con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale in agricoltura e l’autoimprenditorialità. I giovani imprenditori under 41, infatti, potranno usufruire di un pagamento rateizzato fino al 100% del valore a base d’asta, per un periodo massimo di 30 anni. E presentare le proprie manifestazioni d’interesse (dal 19 febbraio al 19 aprile 2020) presso uno sportello telematico che semplifica le procedure e assicura la trasparenza.

Teresa Bellanova alla conferenza Seminiamo il Futuro

Lo “sportello” per semplificare la burocrazia

A tal proposito, si fa sentire chiara la voce della Bellanova, che anticipa una delle iniziative imminenti del suo dicastero: “Abbiamo bisogno di semplificare le operazioni, snellire la burocrazia che pesa sulle imprese agricole. Ma non possiamo farlo da soli: aiutateci ad aiutarvi!”. L’invito a collaborare si concretizzerà nelle prossime settimane con l’apertura di uno spazio online, accessibile dal sito del Mipaaf, dove gli agricoltori potranno manifestare le proprie difficoltà, segnalare problemi concreti da risolvere e pratiche da snellire. La propensione a recepire gli stimoli che arrivano dal campo, del resto, sembra orientare molti dei progetti di sostegno all’agricoltura che il ministero si propone di varare nel prossimo semestre.

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Il contrasto al caporalato in tre mosse

Come il piano triennale di contrasto al caporalato, presentato proprio in queste ore. Tre i fattori su cui agire per depotenziare i caporali: favorire l’incontro tra domanda e offerta di manodopera con una piattaforma informatica; razionalizzare infrastrutture e reti di trasporto (“organizzando il servizio concretamente, non basta stanziare risorse!”); provvedere ad alloggi confortevoli per chi lavora nei campi, “altrimenti il caporale rischia di arrivare anche dove ancora non c’è!”.

I giovani a confronto con il ministro Bellanova al MAXXI

Formazione e innovazione. Il futuro è dei giovani

Ma il tema più caldo è quello della formazione: “Dobbiamo investire di più negli istituti agrari, favorire la crescita di professionalità”, ribadisce il Ministro. Ad ascoltarla, in platea, sono numerosissimi i giovani, che concretamente potrebbero rappresentare il futuro di un settore sempre più appetibile per le nuove generazioni (una prima mappa l’abbiamo stilata qualche mese fa), tanto più che proprio sul terreno dell’imprenditoria agricola si giocherà la sfida dell’innovazione tecnologica nei prossimi anni. Lo raccontano sul palco i giovani titolari delle imprese che già hanno beneficiato del supporto di Ismea (e tutti sottolineano l’importanza di fare rete, condividere competenze, perché l’agricoltura di relazione è una grande opportunità), lo spiega chiaramente Sara Roversi, fondatrice del Future Food Institute di Bologna (che presto aprirà un bel centro anche a Tokyo): “L’imprenditore agricolo tecnologico è quello che sa porsi obiettivi di sviluppo sostenibili. ‘Cosa tolgo e cosa do alla terra?’, deve chiedersi. Ma l’innovazione non si fa da soli, abbiamo bisogno di consolidare partnership, anche nell’incontro tra pubblico e privato. E guardare alle esperienze di tutto il mondo”. Con curiosità, capacità di mettersi in discussione, progettualità, obiettivi chiari. E una consapevolezza, evidenziata dal Ministro: “Senza sostenibilità economica l’agricoltura non può esistere. Si può essere piccoli, ma in un mercato globalizzato fare rete è fondamentale. E le istituzioni devono impegnarsi per favorire il processo, individuare i fattori di innovazione come l’imprenditoria giovanile e quella femminile, e supportarli. Investire per supportare la competitività delle aziende italiane all’estero, lottare contro le agromafie, favorire la filiera del biologico”.

Come partecipare all’asta della Banca delle Terre Agricole

 

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a cura di Livia Montagnoli