Approdato in Italia dopo una lunga serie di critiche, lo Starbucks Reserve Roastery di Milano ha col tempo conquistato il palato di tanti italiani. Ecco cos'è successo nel primo anno di attività e quali sono i progetti per il futuro.
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L’arrivo di Starbucks in Italia

Un countdown intenso e corredato di critiche e commenti, quello che ha accompagnato l’inaugurazione dello Starbucks Reserve Roastery di Milano, nato in Piazza Cordusio un anno fa: una novità che non ha tardato a sollevare polemiche e dibattiti sull’argomento, a cominciare dalla qualità del caffè per finire con il prezzo dell’espresso, considerato troppo elevato. Fra giudizi negativi e altri entusiasti, il colosso stellestrisce negli ultimi 12 mesi ha mostrato al pubblico meneghino un nuovo modo di approcciarsi al caffè, già introdotto grazie al duro lavoro delle caffetterie specialty presenti, ma reso ancor più popolare attraverso un nome noto come quello del gigante americano.

Starbucks Reserve Roastery a Milano: un anno dopo

Ma cos’è successo in quest’anno? 375 tonnellate di caffè sono state torrefatte, per un totale di 2 milioni di clienti. Ovvero circa 5500 visitatori al giorno. Considerando le vendite dei licenzatari, poi, il ritmo di crescita attuale di Starbucks in Europa è del 3%. Nel frattempo, Starbucks ha aperto altre sette caffetterie in città, sempre in collaborazione con Percassi, partner licenziatario unico in Italia. Il capoluogo meneghino si è dimostrato infatti il luogo ideale per proporre un’offerta diversa e variegata, come spiega lo stesso Martin Brok, presidente di Starbucks EMEA: “Abbiamo avuto un’accoglienza incredibilmente calorosa, sia da parte dei clienti abituali che abitano in città, sia dai visitatori che arrivano da tutto il Paese per provare il nostro caffè”. E non c’è da stupirsene, considerando che è proprio alla cultura e i rituali dei bar milanese che Starbucks si è ispirata negli anni ’80 per aprire le prime caffetterie in America.

Starbucks San Babila, Milano

Non solo Reserve Roastery: gli altri Starbucks a Milano

Il Reserve Roastery – si sa – è un luogo speciale: uno spazio di oltre 2300 metri quadri, un edificio in stile tardo cinquecentesco dalla facciata curvilinea, il dehors e la statua della sirena nel portico realizzata in marmo di Carrara da Giovanni Balderi. Gli altri punti, invece, quelli canonici, che rispecchiano lo stile classico delle caffetterie, ricreando gli ambienti tanto familiari ai clienti che hanno visitato Starbucks in altre città del mondo. E anche le proposte sono più contenute e simili a quelle a cui il colosso statunitense ci ha abituati negli anni (ricordiamo che l’offerta del Reserve Roastery è ben diversa, più ampia ed elaborata, tra singole origini che cambiano di continuo ed estrazioni in filtro minuziose).

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I nuovi Starbucks in Italia

Per festeggiare il primo anniversario di presenza del marchio in Italia, Starbucks e Percassi annunciano l’intenzione di aprire i primi negozi (classici, non Reserve, quelli verdi per intenderci) al di fuori di Milano. Il primo sarà ad Assago e aprirà i battenti a ottobre, seguito da Torino. “L’anno appena trascorso è stato un viaggio incredibile per il marchio a Milano”, ha dichiarato Vincenzo Catrambone, general manager di Starbucks Italia. “Abbiamo adottato un approccio unico e ponderato per portare ai clienti italiani il meglio dell’esperienza”.

a cura di Michela Becchi