Un caffè buono, sostenibile, che garantisce uno stipendio adeguato a chi si trova all'inizio della filiera produttiva: i coltivatori in piantagione. Il progetto di Anna Caffè.
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Il caffè è sostenibile? Le condizioni dei lavoratori

È la seconda merce più scambiata al mondo e rappresenta la forma più importante di assunzione di caffeina: il caffè è una delle bevande più consumate a livello internazionale, e per questo una delle materie prime più richieste. Ma cosa comporta questo largo consumo? Come avevamo già avuto modo di constatare in occasione della denuncia del Codacons all’Antitrust per il prezzo dell’espresso (1,80 Euro) di Starbucks, le condizioni dei lavoratori in piantagione non sono delle più rosee. I prezzi di borsa del caffè sono bassi, i contadini guadagnano pochissimo, e sempre meno acquirenti sono disposti a spendere di più per consentire a chi si prende cura delle piante di avere una vita dignitosa.

Andrej Godina durante la presentazione di Anna Caffè

Il caffè sostenibile secondo Andrej Godina

I torrefattori di qualità, quelli impegnati nella ricerca di caffè specialty di livello, lo sanno bene e scelgono (anche) per questo di investire in un prodotto sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e di chi lo tutela. Di recente, un nuovo marchio ha fatto il suo ingresso nel mercato, uno specialty frutto di un progetto sociale voluto fortemente da Andrej Godina, esperto di caffè a capo di Umami Area, scuola di formazione e associazione dedicata alla valorizzazione della cultura dell’oro nero nel mondo. Un caffè buono, sì, certificato ma soprattutto alla portata di tutti: “Il nostro vuole essere un caffè popolare, fruibile dal grande pubblico. Di buona qualità ma comprensibile e apprezzabile anche da chi non è abituato al gusto degli specialty”.

Anna Caffè: il progetto per il caffè sostenibile

Ma soprattutto un caffè che fa bene, che ha come obiettivo principale l’inserimento di persone svantaggiate nella filiera produttiva e il coinvolgimento di tutti gli stakeholers di progetto in un percorso di responsabilità sociale. Nasce così Anna Caffè, impresa sociale creata da Andrej, Umami Area Honduras – iniziativa imprenditoriale impegnata in una coltivazione di caffè sostenibile – e la cooperativa sociale Convoi, che si occupa di organizzare servizi e attività orientate all’inserimento lavorativo di persone in difficoltà. Umami garantisce che il caffè venga prodotto in piantagioni che conferiscono il giusto prezzo alle famiglie che curano le piante, salvaguardando l’ambiente, mentre Convoi controlla la qualità dei processi produttivi e gestisce il lavoro.

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Anna Caffè: produzione e offerta

Il caffè di Anna Caffè è prodotto in finca Rio Colorado, mentre le fasi di tostatura e confezionamento avvengono in Mugello, nel comune di Scarperia e San Piero, Firenze, all’interno del Progetto Articolo1 di Convoi, dove lavorano le fasce più deboli: migranti, rifugiati, studenti a rischio di abbandono scolastico e giovani che non sono né occupati né inseriti in un percorso di formazione. Tre le opzioni fra cui scegliere: miscela Honduras, miscela El Salvador, specialty Rio Colorado, tutte disponibili sia per moka che per capsule compatibili Nespresso 100% compostabili. “La scelta delle capsule”, spiega Andrej, “è dettata proprio dal nostro desiderio di arrivare a tutti”. A breve, le miscele potranno essere acquistate nel supermercato Conad Borgo San Lorenzo, oltre che in alcuni negozi selezionati.

Obiettivo: la sostenibilità nel mondo del caffè

In questo periodo di grande crisi dei mercati internazionali del caffè verde nei quali il coltivatore è pagato troppo poco per il suo lavoro, Anna Caffè dimostra che comprare un caffè di buona qualità aiuta lo sviluppo delle piccole comunità di produttori nei Paesi di origine”. E sottolinea ancora una volta il ruolo centrale del consumatore, l’importanza di scegliere e acquistare con consapevolezza, nel rispetto del duro lavoro che si cela dietro ogni tazzina. “L’intenzione è di proseguire su questa strada, coinvolgendo nel progetto il maggior numero di persone possibile, per migliorare la qualità della vita delle persone più svantaggiate”. A cominciare dai coltivatori di caffè.

www.convoicoop.it

a cura di Michela Becchi

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